Oltre 100.000 pensionati hanno ricevuto per errore dei trattamenti inferiori e dovranno avere un risarcimento da 850 milioni di euro.
L’ideale sarebbe che nessuno, soprattutto le persone più fragili, subisse delle ingiustizie. E ricevere un trattamento inferiore a quello spettante è davvero un enorme disagio per i pensionati. Oltre a un funzionamento efficace e solido dei fondi pensionistici, però, servirebbero anche delle forme di aiuto e supporto per i beneficiari stessi, che possono involontariamente compromettere i propri diritti.
Quando gli errori non riescono a essere evitati, però, è comunque bene che siano scoperti e corretti il prima possibile. Ed è proprio ciò che sta facendo Agirc-Arrco, che dovrà riconoscere un risarcimento da 850 milioni di euro a circa 100.000 pensionati, esattamente la somma che è finora mancata nei conti dei beneficiari.
L’entità ci fa capire chiaramente che l’anomalia non è stata di poco conto, anche se sembra essere attribuita a errori dei diretti interessati, ma è sicuramente positivo che sia stata rinvenuta tramite i controlli interni, così che anche la correzione possa avvenire in modo ottimale. Visto l’importo del risarcimento è importante che le verifiche e i pagamenti abbiano inizio il prima possibile.
Risarcimento da 850 milioni di euro per 100.000 pensionati
Agirc-Arrco è un regime per le pensioni complementari francese, istituito nel 2019 combinando i due omonimi regimi precedenti che lo formano (prima differenziati per dirigenti e altri lavoratori dipendenti). Oggi è obbligatorio per i dipendenti del settore privato, servendo a completare la pensione di base erogata dal sistema di Sicurezza sociale. Agirc-Arrco permette di incrementare il trattamento spettante mediante un sistema a punti, accumulati in base ai contributi versati, con un regolamento riformato più volte nel corso degli anni.
Di per sé è una buona soluzione per garantire dei mezzi adeguati ai pensionati, fornendo loro anche dei servizi aggiuntivi per l’assistenza. In ogni caso, è un fondo che si occupa di integrare le pensioni per centinaia di migliaia di cittadini francesi, tra persone che hanno lavorato nel settore privato e i loro superstiti aventi diritto. Ecco perché qualche errore, per così dire, ha provocato una perdita tanto grande. Oltre 100.000 beneficiari hanno ricevuto un’integrazione inferiore a quella spettante loro, come ha evidenziato il recente controllo interno.
I database di Agirc-Arrco sono stati infatti incrociati con quelli della Direzione generale delle finanze pubbliche (Dgfip), scoprendo circa 100.000 fascicoli con delle “incongruenze” e che hanno “necessità di essere riesaminati perché ci sono dei dubbi”, come riferito da fonti interne ai media francesi. Non è una percentuale eccessiva, se si considera che l’esame ha verificato il totale di beneficiari seguiti da Agirc-Arrco, corrispondente a 14 milioni di cittadini.
Moltissime persone, comunque, hanno ricevuto soldi in meno rispetto a quelli spettanti loro. In particolare, sono due le categorie di pensionati che hanno subito le conseguenze di questo errore, ossia quelli che vivono all’estero e i vedovi che ricevono la reversibilità, a patto di non essere nuovamente convolati a nozze. Secondo quanto riportato, sembra che molti beneficiari abbiano omesso l’invio di dichiarazioni, documentazioni e informazioni importanti. Il fondo ritiene che il problema sia dovuto principalmente alla distanza, alle barriere linguistiche, alle difficoltà legate all’età anagrafica e così via. In questo modo, i trattamenti sono stati sospesi o comunque diminuiti rispetto a quelli a cui i pensionati avrebbero avuto diritto.
Adesso Agirc-Arrco provvederà a effettuare le dovute verifiche e interessare i beneficiari per ripristinare la situazione e auspicabilmente riconoscere loro il risarcimento, per un totale intorno a 847 milioni di euro. Considerando l’elevato numero di persone coinvolte sembra doveroso approfondire le dinamiche per cui gli interessati non hanno saputo come agire. Resta in ogni caso fondamentale assicurarsi di verificare, magari affidandosi a caf e patronati, che siano rispettate scadenze e consegne necessarie per ricevere il trattamento nell’importo corretto.
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