Rinnovo contratto statali, non solo aumenti di stipendi. Ecco su cosa punta davvero l’Aran

Simone Micocci

9 Marzo 2026 - 11:00

Rinnovo contratto statali, non solo aumenti di stipendio: Antonio Naddeo (Aran) spiega a Money Talks le novità su flessibilità dell’orario, smart working e welfare aziendale.

Rinnovo contratto statali, non solo aumenti di stipendi. Ecco su cosa punta davvero l’Aran

I prossimi mesi saranno molto importanti per circa 3 milioni di dipendenti pubblici, dal momento che sono in corso le trattative per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione.

Per capire cosa aspettarsi davvero dal nuovo contratto degli statali abbiamo intervistato Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, ovvero la struttura che rappresenta lo Stato italiano nelle trattative con i sindacati.

Protagonista di una nuova puntata del podcast Money Talks, Naddeo non si è soffermato soltanto sul tema degli aumenti di stipendio - che resta naturalmente uno degli aspetti più attesi dai lavoratori pubblici - ma ha chiarito anche quali sono le altre novità e le priorità su cui si sta concentrando il confronto con le organizzazioni sindacali.

L’obiettivo, infatti, non è solo quello di migliorare la retribuzione, ma anche di rendere la pubblica amministrazione più attrattiva, soprattutto per le nuove generazioni. Oggi, infatti, molti giovani sembrano guardare al lavoro pubblico in modo diverso rispetto al passato, con il cosiddetto “mito del posto fisso” che appare sempre meno centrale nelle scelte professionali.

Per questo motivo, secondo Naddeo, accanto allo stipendio ci sono altri elementi su cui puntare per rendere più competitivo il lavoro nella pubblica amministrazione: dalla flessibilità nell’organizzazione degli orari di lavoro fino allo sviluppo di strumenti come il welfare aziendale.

Ripercorriamo quindi uno dei passaggi più significativi emersi nel corso della nostra intervista.

Non solo aumenti di stipendio, più flessibilità nell’orario di lavoro

Nel confronto sul rinnovo del contratto della pubblica amministrazione non si parlerà soltanto di aumenti in busta paga. Come ha spiegato Antonio Naddeo durante l’intervista a Money Talks, uno degli aspetti su cui si sta ragionando riguarda anche una maggiore flessibilità nell’organizzazione dell’orario di lavoro.

Negli ultimi anni il modo di lavorare nella pubblica amministrazione è cambiato profondamente, soprattutto dopo l’esperienza della pandemia. Per questo motivo il nuovo contratto potrebbe rafforzare strumenti come lo smart working, che secondo Naddeo non va visto né come un problema né come una soluzione valida per tutti i casi, ma come uno strumento organizzativo da utilizzare con equilibrio.

Lo smart working è uno strumento di organizzazione del lavoro”, ha spiegato il presidente dell’Aran sottolineando che la sua efficacia dipende soprattutto dalla capacità delle amministrazioni di gestirlo correttamente. “Se un’organizzazione ritiene che quel tipo di lavoro sia efficace allora diventa produttivo”.

Accanto allo smart working, nel dibattito sta emergendo anche il tema della settimana corta e, più in generale, di modelli di lavoro più flessibili. Naddeo si è detto favorevole a sperimentazioni che consentano di adattare l’organizzazione del lavoro alle esigenze dei dipendenti e delle amministrazioni.

Io sono d’accordo con tutte le possibili forme flessibili dell’organizzazione del lavoro”, ha spiegato, evidenziando però che non esiste un modello unico valido per tutti gli uffici pubblici.

Secondo il presidente dell’Aran, l’obiettivo deve essere quello di migliorare il cosiddetto benessere organizzativo dei lavoratori. Un fattore che può avere effetti positivi anche sulla produttività complessiva della pubblica amministrazione, rendendo il lavoro pubblico più moderno e più attrattivo.

Il welfare aziendale per rendere più attrattiva la Pubblica amministrazione

Accanto alla flessibilità dell’orario di lavoro, un altro tema su cui secondo l’Aran bisogna puntare è quello del welfare aziendale. Un ambito che, negli ultimi anni, è diventato sempre più centrale soprattutto nel settore privato, ma che può rappresentare un’opportunità importante anche per il pubblico impiego.

Durante l’intervista a Money Talks, il presidente dell’Aran Antonio Naddeo ha spiegato che il welfare può diventare uno strumento utile non solo per migliorare le condizioni dei lavoratori, ma anche per aumentare l’attrattività della Pubblica amministrazione.

Secondo Naddeo, infatti, limitarsi a ragionare esclusivamente sugli aumenti di stipendio rischia di non essere sufficiente in un mercato del lavoro sempre più competitivo. Il welfare può invece offrire servizi e strumenti che incidono concretamente sulla qualità della vita dei dipendenti.

Io lavorerei molto sul welfare aziendale”, ha spiegato il presidente dell’Aran, sottolineando come questo ambito possa diventare un elemento sempre più importante anche nel pubblico impiego.

Si tratta di interventi che possono riguardare diversi servizi, come ad esempio assistenza sanitaria integrativa, sostegno alle famiglie, servizi per l’infanzia o altre forme di supporto ai lavoratori. Strumenti che, se ben sviluppati, possono avere un impatto significativo sul benessere dei dipendenti.

Non a caso, secondo Naddeo il welfare ha anche un valore strategico per le organizzazioni. “Col welfare aziendale migliora il benessere organizzativo”, ha spiegato, evidenziando come lavoratori più soddisfatti possano contribuire a rendere più efficiente anche la pubblica amministrazione.

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