Rinnovo contratto statali, aumenti e non solo con Antonio Naddeo (presidente dell’Aran)

Simone Micocci

04/03/2026

Rinnovo contratti pubblici 2025-2027: di quanto aumentano gli stipendi, cosa cambia su smart working, settimana corta e intelligenza artificiale. L’intervista al presidente Aran Antonio Naddeo.

Rinnovo contratto statali, aumenti e non solo con Antonio Naddeo (presidente dell’Aran)

Il mito del posto fisso esiste ancora? È una domanda che torna spesso nel dibattito sul lavoro pubblico, soprattutto in una fase in cui la pubblica amministrazione è chiamata a rinnovarsi e a diventare più attrattiva per i giovani. A tal proposito, ne abbiamo parlato con Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, protagonista del nuovo episodio del podcast Money Talks.

Al centro della conversazione, inevitabilmente, c’è stato il tema del rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione. Sono già partiti infatti i primi confronti per il nuovo contratto degli statali relativo al triennio 2025-2027, con trattative che dovrebbero arrivare alla conclusione entro la fine dell’anno e con aumenti che, secondo le prime stime, potrebbero aggirarsi intorno al 5,4% complessivo.

Quale occasione migliore quindi per fare il punto della situazione con chi, nelle trattative per il rinnovo dei contratti pubblici, rappresenta la parte datoriale dello Stato. In qualità di presidente dell’Aran, Naddeo ha approfondito diversi aspetti del prossimo contratto, che interesserà oltre 3 milioni di dipendenti pubblici.

Il rinnovo contrattuale non riguarda però soltanto gli aumenti di stipendio - tema che comprensibilmente attira la maggiore attenzione - ma anche numerosi aspetti normativi destinati a incidere sull’organizzazione del lavoro nella PA. Dallo smart working alla possibile settimana corta, fino al rapporto tra pubblica amministrazione e intelligenza artificiale, sono diversi i nodi che saranno affrontati al tavolo della contrattazione.

Di seguito il video completo della puntata, mentre più avanti trovate un riepilogo dei passaggi più importanti emersi dall’intervista.

Di quanto aumenta lo stipendio degli statali con il rinnovo 2025-2027

Uno dei temi più attesi del rinnovo contrattuale della pubblica amministrazione riguarda naturalmente l’aumento degli stipendi.

A tal proposito, nel corso della puntata di Money Talks, il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha spiegato che per il nuovo ciclo contrattuale sono già state stanziate le risorse necessarie.

Per tutto il rinnovo 2025-2027 sono circa 10 miliardi», ha spiegato Naddeo, precisando che queste risorse riguardano l’insieme dei comparti del pubblico impiego e dovranno essere distribuite tra le diverse amministrazioni.

Dal punto di vista degli aumenti, la base di partenza indicata dal governo è un incremento medio del 5,4% nel triennio, pari a circa l’1,8% all’anno. Tuttavia, come ha chiarito Naddeo durante l’intervista, è ancora presto per fare una stima definitiva, visto che si tratta di un aumento percentuale generale che poi dovrà essere tradotto concretamente nella contrattazione con i sindacati.

La distribuzione delle risorse, infatti, non è automatica: una volta definito il quadro complessivo, spetta al tavolo negoziale stabilire come ripartire gli aumenti tra le diverse voci della busta paga, in particolare tra fisso e accessorio.

Una parte delle risorse, come avviene di solito, andrà direttamente sullo stipendio tabellare. Ma il contratto potrà destinare una quota anche ad altri strumenti, come la produttività, i premi o il cosiddetto trattamento accessorio. “Poi è la contrattazione che decide se mettere più sullo stipendio oppure una parte per la produttività o i premi”, ha sottolineato Naddeo.

Il rinnovo contrattuale, quindi, non si limita a definire l’entità degli aumenti, ma stabilisce anche come queste risorse vengono distribuite all’interno della retribuzione dei dipendenti pubblici. Un passaggio cruciale che riguarda oltre 3 milioni di lavoratori tra ministeri, enti pubblici, scuola, sanità e amministrazioni locali.

Smart working, settimana corta e intelligenza artificiale

Il rinnovo del contratto della pubblica amministrazione non riguarderà soltanto gli aumenti di stipendio. Come ha spiegato Naddeo, nel confronto con i sindacati entreranno anche diversi temi legati all’organizzazione del lavoro.

Uno dei più discussi è lo smart working, diventato sempre più diffuso dopo la pandemia. Secondo Naddeo non va considerato né un problema né una soluzione universale, ma semplicemente uno strumento che le amministrazioni devono imparare a utilizzare nel modo corretto. “Lo smart working è uno strumento di organizzazione del lavoro”, ha spiegato, aggiungendo che “la sua efficacia dipende soprattutto dalla capacità dei dirigenti di gestire i team anche a distanza. Se un’organizzazione ritiene che quel tipo di lavoro sia efficace, allora diventa produttivo”.

Tra le ipotesi che potrebbero trovare spazio nella contrattazione c’è anche quella della settimana corta, ossia una maggiore flessibilità nella distribuzione delle ore di lavoro. Anche su questo punto Naddeo ha invitato a evitare soluzioni rigide: “Io sono d’accordo con tutte le possibili forme flessibili dell’organizzazione del lavoro”, ha spiegato, sottolineando che non esiste un modello valido per tutti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di adattare l’organizzazione alle esigenze delle amministrazioni e dei lavoratori, anche per migliorare il cosiddetto benessere organizzativo, che a sua volta può tradursi in maggiore produttività.

Infine, nel nuovo contratto potrebbe trovare spazio anche il tema dell’intelligenza artificiale, sempre più presente nelle attività amministrative. Naddeo ha spiegato che l’Aran ha già iniziato a discutere con le organizzazioni sindacali su come regolamentarne l’utilizzo, soprattutto quando riguarda la gestione del personale.

Le amministrazioni stanno iniziando a utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per la gestione del personale”, ha osservato il presidente dell’Aran, evidenziando però un punto fondamentale: “La responsabilità resta sempre dell’umano”. Per questo motivo i lavoratori devono essere informati su come vengono utilizzati gli algoritmi e quali decisioni possono influenzare.

Smart working, flessibilità dell’orario e nuove tecnologie sono quindi tre dei fronti su cui si giocherà una parte importante del futuro contratto della pubblica amministrazione, destinato a incidere non solo sugli stipendi ma anche sul modo in cui si lavora negli uffici pubblici.

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