Rimborso tasse scolastiche non dovute: come funziona?

Rosaria Imparato

21/02/2020

07/09/2021 - 14:25

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Il rimborso delle tasse scolastiche non dovute ma già versate avviene tramite una procedura automatizzata. L’Agenzia delle Entrate lo chiarisce con la consulenza giuridica n.3 del 20 febbraio, con cui conferma anche che l’esenzione dell’imposta di bollo è estesa a tutti i documenti e certificati di interesse scolastico. Ecco come funziona.

Rimborso tasse scolastiche non dovute: come funziona?

Tasse scolastiche non dovute, come funziona il rimborso? A porre il quesito è stato un Ministero che si è rivolto all’Agenzia delle Entrate.

A presentare richiesta di consulenza giuridica è stato un dicastero che chiede maggiori indicazioni all’Amministrazione Finanziaria in vista della registrazione del decreto del MIUR, il Ministero dell’Istruzione, che fissa l’ISEE al di sotto del quale le tasse scolastiche non sono dovute.

Il problema si pone perché molti studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori hanno già pagato le tasse scolastiche, anche se non dovute in base alle soglie ISEE.

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che il meccanismo di rimborso delle tasse scolastiche non dovute avviene in modo automatico, così come disciplinato dal provvedimento del 7 febbraio 2014.

Sempre nella consulenza giuridica numero 3 del 20 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate specifica che l’esenzione dell’imposta di bollo si applica ad ampio raggio, ovvero su tutti gli atti relativi a iscrizioni, frequenze, esami e pagelle di tutto il percorso scolastico degli studenti, dall’asilo all’università.

Rimborso tasse scolastiche non dovute: come funziona?

Tasse scolastiche non dovute, arrivano i chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito al rimborso con la consulenza giuridica numero 3 del 20 febbraio.

La questione è stata posta da un Ministero, in vista della registrazione del decreto del MIUR che fissa la soglia ISEE al di sotto della quale gli alunni degli ultimi due anni delle scuole superiori sono esentati dal pagamento delle tasse.

Molti ragazzi, infatti, grazie al nuovo ISEE risulterebbero esentati, ma hanno già pagato le tasse.

Come funziona il rimborso delle tasse scolastiche pagate ma non dovute?

Nella risposta in esame l’Agenzia delle Entrate chiarisce che è il provvedimento del 7 febbraio 2014 a regolamentare l’intera procedura.

Si tratta di un meccanismo automatizzato con cui l’Agenzia delle Entrate provvede ai rimborsi di tasse e imposte, sia dirette che indirette, versate e non dovute.

Una volta predisposti i dati occorrenti per i rimborsi, l’Agenzia delle Entrate provvede alla formazione di opportune liste, emesse in modo automatizzato e contenenti, per ciascun periodo e tipo d’imposta, in corrispondenza del singolo nominativo:

  • le generalità dell’avente diritto al rimborso;
  • il codice fiscale;
  • il numero di protocollo della dichiarazione o dell’istanza dalla quale scaturisce il rimborso e l’ammontare dell’imposta da rimborsare.

Il pagamento dei rimborsi avviene con accredito sul conto corrente bancario o postale comunicato dal beneficiario.

In caso di mancata comunicazione delle coordinate bancarie o postali, l’erogazione dei rimborsi alle persone fisiche avviene in contanti o con vaglia cambiario non trasferibile della Banca d’Italia.

Consulenza giuridica n. 3 AdE del 20/2/2020
imposta di bollo - tasse scolastiche

Esenzione bollo per certificazioni e documenti

Sempre con la consulenza giuridica in riferimento, l’Agenzia delle Entrate chiarisce un altro quesito riguardo l’imposta di bollo.

La materia è disciplinata dal d.P.R. 26 ottobre 1972, n.642, che prevede l’esenzione in modo assoluto dall’imposta di bollo per:

“gli atti e documenti necessari per l’ammissione, frequenza ed esami nella scuola dell’obbligo, in quella materna e negli asili nido; pagelle attestati e diplomi rilasciati dalle scuole medesime.”

Dunque, l’Agenzia conferma che l’esenzione dell’imposta di bollo è estesa a tutti i documenti e alle certificazioni di interesse scolastico.

Si tratta infatti di un’agevolazione prevista da varie fonti normative, come il Testo unico sull’imposta di bollo e la legislazione in materia di istruzione.

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