Via libera al risarcimento di Netflix: fino a 500 euro per chi ha pagato gli aumenti. Ecco come farne richiesta.
Come avere fino a 500 euro di rimborso da Netflix? È questa la domanda che sta circolando con sempre più insistenza dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha accolto l’azione promossa da Movimento Consumatori contro la divisione italiana della piattaforma.
Al centro della vicenda ci sono alcune clausole contrattuali che consentivano modifiche unilaterali dei prezzi senza un giustificato motivo, ritenute vessatorie e quindi nulle.
Una pronuncia che potrebbe riguardare milioni di utenti: chi ha mantenuto attivo l’abbonamento negli anni potrebbe infatti aver pagato più del dovuto e avere ora diritto alla restituzione delle somme versate in eccesso. Da qui il dubbio che molti si stanno ponendo: chi può ottenere il rimborso e cosa bisogna fare per richiederlo?
Perché Netflix deve risarcire i clienti
La decisione del Tribunale di Roma nasce da un punto preciso: alcune clausole inserite nei contratti di abbonamento sono state considerate vessatorie, e quindi nulle, perché permettevano a Netflix di modificare il prezzo degli abbonamenti senza indicare in modo chiaro un giustificato motivo, come invece richiesto dal Codice del consumo.
In pratica, la piattaforma si era riservata la possibilità di aumentare i costi nel tempo in modo unilaterale, senza vincoli sufficientemente trasparenti per l’utente. Proprio per questo il giudice ha ritenuto illegittimi gli aumenti applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e novembre 2024 (per i contratti precedenti al gennaio 2024).
Pertanto, se gli aumenti sono illegittimi, allora le somme pagate in più dagli utenti diventano indebite. Questo significa che i clienti hanno diritto non solo alla riduzione del prezzo attuale dell’abbonamento, ma anche alla restituzione di quanto versato in eccesso nel corso degli anni, oltre a un eventuale risarcimento del danno.
La sentenza, inoltre, impone a Netflix di informare tutti i consumatori coinvolti - anche quelli che nel frattempo hanno disdetto l’abbonamento - aumentando così la possibilità di ottenere il rimborso.
Quanto spetta di risarcimento?
Ovviamente, l’importo del rimborso dipende dal tipo di abbonamento e da quanto a lungo è stato mantenuto attivo nel tempo.
La sentenza prende infatti in considerazione gli aumenti ritenuti illegittimi applicati negli anni, che nel tempo si sono accumulati.
Nel dettaglio, per il piano premium gli aumenti contestati arrivano oggi a circa 8 euro al mese complessivi. Questo significa che un utente che ha pagato senza interruzioni dal 2017 fino ad oggi potrebbe aver versato circa 500 euro in più, cifra che rappresenta quindi il massimo rimborso potenziale.
Per il piano standard, invece, gli aumenti ritenuti illegittimi ammontano a circa 4 euro al mese, con un rimborso stimato che può arrivare fino a 250 euro per chi è abbonato da anni.
Coinvolto anche il piano base, che ha registrato un aumento di 2 euro al mese nell’ottobre 2024, anch’esso ritenuto non legittimo per i contratti precedenti al 2024.
Naturalmente si tratta di cifre indicative: l’importo effettivo varia in base alla durata dell’abbonamento e ai periodi in cui sono stati applicati gli aumenti. In ogni caso, più a lungo si è stati abbonati, maggiore sarà la somma che si può recuperare.
Come chiedere il rimborso
Al momento non è ancora chiaro se Netflix procederà con rimborsi automatici per tutti i clienti coinvolti oppure se sarà necessario attivarsi individualmente. La sentenza, infatti, impone alla piattaforma di informare gli utenti e di adeguarsi, ma molto dipenderà da come deciderà di muoversi nei prossimi mesi.
Nel caso in cui il rimborso non arrivi in modo spontaneo, i consumatori potranno comunque far valere i propri diritti. In particolare, Movimento Consumatori ha già annunciato che, se Netflix non ridurrà i prezzi e non restituirà le somme dovute, verrà avviata una class action per ottenere il rimborso collettivo. Chi è interessato potrà quindi aderire all’azione compilando l’apposito modulo messo a disposizione dall’associazione, così da essere incluso tra i soggetti che richiedono la restituzione delle somme pagate in più.
Il consiglio, in questa fase, è di monitorare le comunicazioni ufficiali di Netflix e di Movimento Consumatori: se non dovessero arrivare indicazioni sui rimborsi automatici, la strada della class action potrebbe diventare il principale strumento per recuperare quanto spetta.
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