Riforma pensioni, i sindacati: “Utilizziamo i 7 miliardi risparmiati con Quota 100”

Antonio Cosenza

16 Febbraio 2021 - 17:00

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Per la riforma delle pensioni - che dovrà essere “seria e duratura” - si potranno utilizzare le risorse risparmiate con Quota 100. Lo chiedono i sindacati, ma sarà il nuovo Ministro del Lavoro a decidere.

Riforma pensioni, i sindacati: “Utilizziamo i 7 miliardi risparmiati con Quota 100”

Pensioni: durante l’incontro avuto con le parti sociali, il nuovo Ministro Orlando ha avuto modo di confrontarsi rispetto alla riforma del sistema previdenziale che dovrebbe entrare in vigore alla scadenza di Quota 100.

Vi abbiamo già parlato dell’importanza di una riforma delle pensioni a costo zero: ce lo chiede l’Unione Europea e con l’avvento di un Governo fortemente europeista come quello guidato da Mario Draghi una tale indicazione verrà sicuramente seguita.

I sindacati, tuttavia, premono affinché ci possa essere una riforma delle pensioni tale da evitare lo scalone di cinque anni che si verrà a creare alla scadenza di Quota 100. Lo ha confermato Maurizio Landini, leader della CGIL, al termine dell’incontro, il quale ha spiegato di aver chiesto al Ministro del Lavoro di “aprire il confronto sul sistema previdenziale anche alla luce dell’avvicinarsi della scadenza di Quota 100”.

Trovare una soluzione a costo zero non sarà semplice ed è per questo che quello sulle pensioni è il dossier più “scottante. Come spiegato da Landini, però, a disposizione per la riforma ci saranno i risparmi di Quota 100, ossia quelle risorse inizialmente stanziate ma non utilizzate in quanto i numeri dei pensionamenti anticipati sono stati inferiori alle attese.

Quota 100: risparmi di 7 miliardi di euro

Quando mancano pochi mesi alla scadenza di Quota 100, possiamo trarre un primo bilancio della misura. Complessivamente, nel triennio 2019-2021 questa dovrebbe coinvolgere 348 mila persone; alla fine, quindi, la misura dovrebbe coinvolgere poco più di un terzo della platea inizialmente prevista, a conferma che la misura pensata da Salvini non ha ottenuto i risultati che si speravano.

Questo, però, ha permesso un risparmio di 7 miliardi di euro rispetto alle risorse stanziate. A tal proposito, Ezio Cigna - responsabile pubblica della CGIL nazionale - ha spiegato che - considerando anche la nuova proroga di Opzione Donna e il blocco dell’adeguamento alle speranze di vita - non verranno utilizzati 6 miliardi e 648 milioni di euro (nello specifico 1 miliardo e 309 milioni nel 2019, 2 miliardi e 746 milioni nel 2020 e 2 miliardi e 411 milioni nel 2021.

C’è, quindi, un avanzo importante di risorse, con i circa 7 miliardi di euro non spesi che potrebbero essere utilizzati per pensare ad una misura transitoria per il post Quota 100.

Riforma delle pensioni: cosa chiedono i sindacati

Roberto Ghiselli, segretario confederale della CGIL, ritiene che con la prossima riforma delle pensioni bisognerà “dare una risposta a tutte le persone che lavorano”.

E una risposta non potrà essere una proroga di Quota 100 - che comunque non è argomento di discussione - in quanto in tal caso si tratterebbe “dell’ennesimo intervento spot che non modificherebbe la Legge Fornero”. Con una proroga, infatti, dopo uno o due anni si tornerebbe al punto di partenza e ciò non è pensabile.

Serve una riforma “seria e duratura”, con l’obiettivo di consentire a tutti i lavoratori di poter scegliere quando andare in pensione dopo i 62 anni o comunque al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione. Servirà, inoltre, affrontare il tema di chi svolge lavori manuali o gravosi, oltre a riconoscere il lavoro di cura e la situazione specifica delle donne. Bisognerà pensare ad una pensione di garanzia, in modo da “dare una prospettiva previdenziale ai giovani e a chi fa lavori poveri o discontinui”.

Una riforma che “guardi al lavoro di oggi e a quello del futuro”: d’altronde, se consideriamo che coloro che andranno in pensione nei prossimi anni avranno prevalentemente un calcolo contributivo, ne risulta che una riforma delle pensioni che segua le suddette indicazioni sarebbe compatibile finanziariamente.

Non sarà comunque semplice convincere il Governo Draghi della bontà di una nuova riforma delle pensioni; i paletti imposti dall’UE sono importanti, tant’è che anche l’accesso al Recovery Fund è vincolato alla piena attuazione della Legge Fornero.

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

Money Stories