Riforma Giustizia Tributaria, arrivano i nuovi magistrati professionali

Patrizia Del Pidio

14 Agosto 2026 - 10:17

Giustizia tributaria 2026, al via il D.Lgs. 149/2026 con il ruolo unico dei magistrati, concorsi dedicati, stop ai conflitti d’interesse e nuove sanzioni.

Riforma Giustizia Tributaria, arrivano i nuovi magistrati professionali

La giustizia tributaria italiana subisce un profondo cambiamento con il decreto legislativo numero 149 del 7 agosto 2026 che entrerà in vigore il 26 agosto. Il provvedimento porta a una riforma strutturale con la quale nasce la figura del magistrato tributario professionale.

La nuova figura avrà tutele, doveri e regole molto simili a quelle dei giudici ordinari.
Finora la giustizia tributaria ha potuto contare su un sistema basato su giudici a tempo parziale, ma con la riforma si punta a rendere i processi fiscali non solo più veloci, ma anche più efficienti.

Il nuovo Ruolo Unico Nazionale

La riforma istituisce il Ruolo Unico Nazionale dei magistrati delle Corti di giustizia tributaria, l’elenco ufficiale formato e gestito dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, nel quale sono iscritti i magistrati tributari in servizio nelle Corti di primo e secondo grado.

L’elenco sarà ordinato in base all’anzianità di servizio e all’età anagrafica del giudice e sarà reso pubblico e aggiornato ogni anno a gennaio.

Cambiano anche le modalità di accesso alle Corti Tributarie visto che il reclutamento avverrà tramite concorso pubblico dedicato. Per coprire i posti vacanti in maniera più veloce, in ogni caso, il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrà assegnare l’idoneità a un numero di candidati maggiore (fino al 20% in più rispetto ai posti messi a bando).

I giudici tributari avranno l’obbligo della formazione continua per garantire che il loro aggiornamento tecnico sia costante (soprattutto in una materia in continuo cambiamento come quella fiscale).

Incompatibilità e tutele: i paletti per i giudici

Il nuovo giudice tributario dovrà essere una figura imparziale e garantire la massima trasparenza sulle decisioni. Proprio per questo motivo il decreto introduce paletti molto rigidi sull’incompatibilità e sullo status dei magistrati.

Un magistrato tributario dovrà rispettare le regole previste per l’incompatibilità territoriale: non potrà prestare servizio in sedi in cui svolgono attività tecnica o professionale (sempre in materia fiscale) parenti fino al secondo grado. I casi di dimissione, dispensa per infermità e trasferimenti d’ufficio vengono regolamentati in modo trasparente per garantire al giudice sempre il diritto di difendersi.

Regole disciplinari e sanzioni per i magistrati tributari

La riforma della giustizia tributaria definisce anche quelli che sono i doveri del magistrato:

  • imparzialità;
  • correttezza;
  • riservatezza;
  • diligenza;
  • laboriosità;
  • equilibrio;
  • rispetto della dignità della persona.

Accanto ai doveri il decreto illustra anche gli illeciti disciplinari dei magistrati tra cui rientrano:

  • la violazione consapevole dell’obbligo di astensione;
  • l’omessa comunicazione di cause di incompatibilità;
  • comportamenti gravemente scorretti;
  • interferenze nelle attività giudiziarie di altri componenti;
  • ritardi reiterati e ingiustificati;
  • violazione del dovere di riservatezza;
  • assunzione di incarichi extragiudiziali senza autorizzazione.

In caso di violazioni si attiverà un meccanismo di sanzioni graduali e proporzionali alla gravità della condotta tra cui ricordiamo:

  • l’ammonimento;
  • la censura;
  • la perdita dell’anzianità;
  • l’incapacità temporanea a esercitare incarichi direttivi o semidirettivi;
  • sospensione dalle funzioni da tre mesi a due anni;
  • nei casi più gravi la rimozione.

Qualora la sanzione sia diversa dall’ammonimento e dalla rimozione, il giudice può anche essere trasferito in altra sede se il Consiglio di presidenza ritenga che la permanenza nella stessa sede sia in contrasto con il buon andamento dell’amministrazione della giustizia.

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