Un’enorme truffa alle casse statali: con 12 identità false, quest’uomo è riuscito a percepire quasi 250.000 euro in soli 2 anni.
Si discute spesso di persone che percepiscono sussidi statali aggirando la legge, ma soltanto poche di queste riescono ad accumulare centinaia di migliaia di euro. Autentici piani criminali, come quello che ha permesso a un uomo francese di rubare allo Stato quasi 250.000 euro, in soli 2 anni. Utilizzando 12 identità diverse, il truffatore si è appropriato di sussidi per 12.000 euro al mese, finché non è stato scoperto a causa di una banale lettera consegnata alla persona sbagliata. Le forze dell’ordine sono così riuscite a individuare il presunto autore della truffa, che sarà processato nel 2027, ma al momento non hanno ancora trovato la somma sottratta allo Stato francese e non è certo che lo potranno fare in futuro.
€12.000 al mese di sussidi usando 12 identità diverse
Il sospettato truffatore ha 54 anni e secondo gli investigatori ha ideato una strategia criminale a danno dello Stato francese, capace di fargli accumulare quasi 250.000 euro in appena due anni. L’idea di base non è affatto complessa, attraverso la creazione di varie identità false il truffatore è riuscito a ottenere per ognuna di loro vari sussidi statali, ovviamente tutti riscossi dalla stessa persona. Accumulando identità false e trattamenti assistenziali, l’uomo è riuscito a rubare circa 12.000 euro al mese dalle casse statali francesi per due anni, diversificando anche tra le varie tipologie di assistenza.
Mentre proseguiva con il suo piano, inoltre, l’uomo di nazionalità franco-tedesca ha continuato a lavorare in Svizzera pur percependo l’indennità di disoccupazione in Francia, sfruttando il sistema per eludere più facilmente i controlli e incrementare i guadagni. Di fatto, trovarlo non è stato affatto semplice. Sono serviti due anni di indagini per rintracciare quello che ora è solo il presunto autore della maxi truffa, visto che si attende ancora l’inizio del processo. Il punto di svolta è stato segnato, come anticipato, da una lettera.
Nel 2024, infatti, un uomo si è recato presso gli uffici del Cpam (ente responsabile per l’assistenza sanitaria che gestisce anche i rimborsi per le spese mediche) segnalando di aver ricevuto una lettera non destinata a lui. Probabilmente, il nome o l’indirizzo sono stati utilizzati in una delle false identità del truffatore oppure si è trattato di un errore a tutti gli effetti, questo non viene specificato, ma tanto è bastato per indirizzare le indagini sulla pista corretta da seguire. Controllando l’intestatario della lettera, infatti, le forze dell’ordine hanno rintracciato il rapporto assicurativo e il documento di identità a esso collegato, un passaporto.
Le anomalie si sono sommate, quindi l’indagine è passata al dipartimento antifrode, che ha rapidamente verificato la foto presente sul passaporto. Così, gli investigatori hanno scoperto che la stessa identica fotografia era collegata a una dozzina di identità differenti, con altrettanti fascicoli di beneficiari di una copertura assistenziale. Con un lungo impegno sono poi riusciti a risalire all’identità effettiva del sospettato, che pare avere alle spalle una carriera prolifica nella falsificazione.
Nel suo curriculum, oltre ai documenti di identità, ci sono certificati di ogni genere (compresi anche test positivi al Covid19 durante la pandemia), certificazioni amministrative e così via. Le forze dell’ordine lo hanno interrogato per la prima volta nel mese di marzo 2025, ma non sono riuscite a ottenere una confessione completa. Sembra che il cinquantaquattrenne abbia ammesso soltanto alcuni dei reati che gli sono stati contestati.
Come si poteva immaginare non c’è stata alcuna collaborazione per agevolare le autorità nella ricerca del denaro. Al contrario, il sospettato ha dichiarato di aver perso al gioco tutto ciò che ha guadagnato, ma è ancora da verificare. In ogni caso, appare difficile che possano essere ritrovati i 239.000 euro che avrebbe rubato secondo le indagini.
© RIPRODUZIONE RISERVATA