La ricetta «segreta» della Grecia. Il debito/PIL scende dal 210% del 2020 al 130% oggi

Alessandro Nuzzo

12 Maggio 2026 - 22:15

Importante annuncio del portavoce del governo greco: il paese ellenico rimborserà anticipatamente parte dei soldi prestati dai paesi europei al tempo della crisi finanziaria del 2010.

La ricetta «segreta» della Grecia. Il debito/PIL scende dal 210% del 2020 al 130% oggi
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Quindici anni fa la Grecia era sull’orlo del baratro, a pochi passi dal fallimento dello Stato, con un debito pubblico che aveva superato il 210% del Pil nazionale. Il Paese è stato tenuto in piedi grazie a tre piani di salvataggio consecutivi per un totale di 280 miliardi di euro e a una politica fiscale estremamente restrittiva, caratterizzata anche da pesanti tagli alle pensioni. Oggi, però, quella stessa Grecia sembra essere rifiorita, con una situazione finanziaria molto più solida, al punto che il Paese ellenico ha annunciato di voler rimborsare in anticipo parte dei propri debiti.

L’annuncio è stato dato dal portavoce del governo greco, Pavlos Marinakis, che ha spiegato come la Grecia rimborserà il prossimo mese 6,9 miliardi di euro in anticipo nell’ambito della prima tranche dei prestiti concessi dai Paesi europei durante la crisi del 2010. In quell’anno, infatti, per evitare il collasso economico della Grecia, gli Stati europei concessero ingenti prestiti ad Atene, aprendo una lunga fase di indebitamento che il Paese avrebbe poi dovuto restituire nel corso degli anni. Adesso, invece, è arrivato l’annuncio del rimborso anticipato almeno per una parte di quei finanziamenti.

Grazie a questa operazione, il debito pubblico greco dovrebbe diminuire fino al 130% del Pil entro il 2027. Una mossa che consentirà di ridurre le scadenze future e di migliorare la qualità complessiva del portafoglio del debito ellenico, rafforzando ulteriormente la fiducia dei mercati internazionali nei confronti di Atene.

Va inoltre ricordato che non si tratta della prima volta che la Grecia decide di anticipare i pagamenti. Già a dicembre 2025 il governo aveva completato un rimborso anticipato di 5,3 miliardi di euro relativi a prestiti che originariamente sarebbero scaduti dopo il 2031 o addirittura nel 2040. Anche quel pagamento era stato interpretato come un segnale positivo nel percorso di stabilizzazione delle finanze pubbliche greche.

I prestiti che Atene sta rimborsando in anticipo appartengono al Greek Loan Facility, il meccanismo di prestito bilaterale creato nel 2010 per evitare il default immediato del Paese. I fondi arrivarono direttamente dagli Stati della zona euro, ciascuno in proporzione alla propria quota nel capitale della Banca Centrale Europea. Secondo i calcoli di Euronews, la quota italiana tra il 2012 e il 2016 ammontava a circa 1,3 miliardi di euro. Una cifra che, grazie ai rimborsi anticipati in corso, l’Italia sta recuperando prima del previsto.

La Grecia supera l’Italia che adesso diventa la nazione più indebitata d’Europa

Con questo nuovo rimborso, la Grecia potrebbe addirittura superare l’Italia nella classifica dei Paesi meno indebitati dell’Eurozona. Il direttore dell’Autorità greca per la gestione del debito pubblico, Dimitris Tsakonas, ha stimato che entro la fine del 2026 Atene non avrà più il debito pubblico più alto d’Europa. E il Paese destinato a prendere il posto della Grecia sarebbe proprio l’Italia: per il 2026 Atene prevede infatti un debito pari al 137% del Pil, mentre Roma vedrebbe il proprio salire dal 137,1% del 2025 al 138,6% nel 2026.

La Grecia è riuscita a ridurre il rapporto debito/Pil più rapidamente di qualsiasi altro Paese dell’Eurozona: dal 2020 a oggi il calo è stato superiore ai 55 punti percentuali. Le entrate fiscali stanno inoltre crescendo più del previsto: lo scorso anno nelle casse dello Stato sono entrati 68,8 miliardi di euro, quasi 2 miliardi in più rispetto alle previsioni. Un risultato favorito da tre fattori principali: una crescita economica robusta, una disciplina fiscale mantenuta anche durante la fase espansiva e una struttura del debito ormai profondamente riorganizzata.

Restano però alcune ombre. A causa delle tensioni legate alla guerra in Medio Oriente e delle pressioni sui mercati energetici, il tasso di inflazione in Grecia è tornato ad aumentare, raggiungendo ad aprile il 5,4%. Un dato che continua a preoccupare e che Atene non può permettersi di sottovalutare.

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# PIL
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