Ricerca e Innovazione: nuovi Decreti e Bandi di concorso. Qual è la reale situazione?

Due Decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale strutturano un piano di agevolazioni fiscali per progetti di Ricerca e Innovazione. Di cosa si tratta e quale è lo stato attuale della ricerca in Italia? Ecco i nuovi Bandi e un resoconto della situazione attuale.

Con due importanti Decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale, viene stabilito un nuovo piano di agevolazioni e di finanziamento per progetti di Ricerca e Innovazione.
Il tema della Ricerca e dell’utilizzo dei fondi destinati dallo Stato e dall’Unione Europea divide e alza numerosi interrogativi. A chi sono realmente erogati questi fondi e quanto contribuiscono al reale sviluppo tecnologico e scientifico del Bel Paese?

Prendendo come punto di partenza il recente piano di agevolazioni e finanziamenti per i progetto di Ricerca e Innovazione si cercherà di fare un punto della situazione. Quale è lo stato attuale della ricerca in Italia e cosa bisogna ancora migliorare?

Agevolazioni e fondi alla Ricerca: cosa prevedono i Decreti?

I Decreti 593 e 594 pubblicati in Gazzetta Ufficiale prevedono l’erogazione di agevolazioni fiscali a progetti inerenti Ricerca e Sviluppo, su progetti finanziati dal FIRST e dal Miur sulla base di fondi erogati dal Ministero.
I decreti mettono in atto le misure previste dalla legge 134/2012, che prevede appunto l’introduzione di apposite misure per l’avanzamento della ricerca scientifica e tecnologica in Italia.

Gli interventi si rivolgono ad enti di ricerca pubblici e privati, ovvero a imprese, università e altri enti di ricerca e agevolano le attività di ricerca e sviluppo. Predispongono l’erogazione di contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, credito d’imposta e voucher di innovazione da erogare in base alle disponibilità del FIRST, il Fondo per l’Innovazione e la Ricerca Scientifica e Tecnologica.

L’ammontare dei fondi vieni ripartito annualmente in base alle disposizioni della Legge di Stabilità, e vengono erogate dal FIRST in percentuale, fino all’esaurimento degli stessi.

Quali sono i progetti FIRST? Le linee di intervento del Fondo si articolano in quattro settori principali:

  • interventi di ricerca fondamentale, industriale, ricerca e sviluppo sperimentale, infrastrutture, formazione di capitale umano, trasferimento tecnologico e spin off di nuove imprenditorialità innovative;
  • appalti pre-commerciali, anche con cofinanziamenti con le pubbliche amministrazioni per progetti di particolare rilvanza sociale;
  • interventi di social innovation, proposti da giovani ricercatori;
  • interventi nazionali di ricerca fondamentale o di ricerca industriale in accordo con programmi comunitari e internazionali.

Gli ambiti di ricerca, le tempistiche, la ripartizione dei fondi e le regole inerenti i singoli progetti sono stabiliti da appositi bandi; in caso di esito positivo, il decreto viene adottato dal Ministero il quale procede con l’erogazione dei benefici a cadenza quadrimestrale.

I progetti di ricerca finanziati tramite le disposizioni del decreto verranno valutati in itinere da un’apposita commissione; l’esito negativo della valutazione può portare alla revoca dei benefici.

Le procedure relative alla selezione e alla modalità di assegnazione dei fondi sono stabilite dal decreto 594, il quale prevede che per i fondi da destinare ai progetti saranno stabilite tramite bandi.
I progetti possono essere presentati da università pubbliche e private, scuole superiori, enti di ricerca vigilati dal Miur.

I progetti di ricerca dovranno rispettare le tematiche indicate dal Consiglio europeo di ricerca e vengono erogati nella forma di contributi alla spesa.

Le spese ammissibili sono quelle relative a:

  • personale;
  • strumenti di ricerca;
  • servizi di consulenza e assistenza tecnico-scientifica;
  • costi relativi a consumi, missioni all’estero, pubblicazioni editoriali;
    spese generali.

4 Cluster Tecnologici per promuovere la ricerca del sistema industriale

In linea con l’intento di contribuire allo sviluppo scientifico e tecnologico, l’8 agosto è stato pubblicato un bando relativo al finanziamento di 4 nuovi Cluster tecnologici nazionali, al quale sarà possibile partecipare a partire dal prossimo 6 settembre fino al 13 ottobre 2016.
I progetti che verranno approvati potranno partecipare entro la fine dell’anno allo stanziamento di 300 milioni di euro, finalizzati alla ricerca industriale e alla cooperazione pubblico-privata.

Made in Italy, Tecnologia del Mare, Energia e Tecnologia per il patrimonio culturale: questi i quattro Cluster da sviluppare, predisponendo 2 Progetti di ricerca industriale e un Piano d’azione.

Lo sviluppo dei 4 Cluster tecnologici si inseriscono nella necessità di sviluppare un sistema tecnologico e industriale nazionale in linea con le dinamiche di cambiamento e con le nuove opportunità per il mercato e la società.

I soggetti proponenti il progetto Cluster che chiedono di essere ammessi al bando non devono superare gli 8 componenti, e ogni progetto deve prevedere il partenariato con un’Università o Ente pubblico di ricerca.

Le domande devono essere presentate tramite lo sportello telematico SIRIO, allegando tutta la documentazione prevista dal Bando.

Ricerca & Sviluppo: quali i nodi critici?

La normativa precedentemente analizzata e il Bando per lo sviluppo tecnologico del Paese mostrano la volontà e l’acquisita consapevolezza della necessità di finanziare ricerca e innovazione.
Interessante è la collaborazione prevista tra enti pubblici di ricerca, primi tra tutti le Università, e il privato.

Ma qual è la situazione attuale?

Tra il 2007 e il 2013 sono stati stanziati circa 7 miliardi, finalizzati alla riduzione del gap tecnologico e di sviluppo tra Nord e Sud Italia.
I fondi, stanziati da progetti comunitari per ridurre il divario tra regioni avanzate e regioni sottosviluppate, sono stati affidati al Miur di concerto con il Mise, il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Chi ha usufruito dei fondi?

Repubblica ne ha dedicato un articolo nel numero di Le Scienze di settembre. I dati ufficiali del Miur non sono ancora stati resi disponibili, ma il fisico Gaetano Solina, ha fatto un’accurata ricerca sul portale OpenCoesione, un archivio digitale di libero accesso voluto dall’ex Presidente Monti. Il portale, contenente i dettagli sui progetti finanziati con fondi pubblici, ha rilevato che questi sono stati distribuiti con una logica troppe volte poco legata all’obiettivo principale dello sviluppo di Ricerca e competitività.

Oltre ai fondi destinati agli stessi ministeri, e finiti quindi nelle casse di scuole e università, in alcuni dei casi per pagare lezioni, docenti o materiale didattico, c’è una situazione che appare poco chiara e porta molti interrogativi.
Parte dei 7 miliardi distribuiti dal Miur e dal Mise sono stati destinati a aziende di automobili, autolavaggi, negozi di abbigliamento, impianti sportivi, birrifici e campi da gioco, solo per citarne alcuni.
Una parte di questi sono anche stati destinati a centri di ricerca, start up o industrie, ma nella maggior parte dei casi gli stanziamenti si sono interrotti a seguito di controlli della magistratura.

Quale è il passo ulteriore da fare, quindi, che dovrebbe probabilmente precedere le misure legate allo stanziamento di fondi?
Andrebbe definito nello specifico il concetto di Ricerca&Sviluppo, quale è la competitività che l’Italia si auspica e quale modello di crescita tecnologica vuole costruire.
Solo procedendo di questo passo si può impedire la dispersione di fondi necessari al Paese per l’avanzamento tecnologico, l’innovazione e la crescita economica.

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