Rialzo tassi Bce e banche: quale impatto?

Violetta Silvestri

22 Luglio 2022 - 12:39

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La Bce si è mossa oltre la maggioranza delle stime e ha aumentato tutti i tassi di 50 punti base: cosa significa per le banche europee? Alcune valutazioni sugli effetti per gli istituti finanziari.

Rialzo tassi Bce e banche: quale impatto?

Le banche europee, che per la prima volta in più di un decennio si trovano ad affrontare una potenziale tempesta economica e un aumento dei costi finanziari, sono sotto i riflettori degli investitori, in vista anche dell’uscita dei conti.

Gli analisti fanno notare che le società bancarie hanno già dovuto far fronte all’aumento dell’inflazione e al rialzo dei tassi di interesse, un movimento “a tenaglia” che stringe i mutuatari, oltre al conflitto in Ucraina che ha scosso l’economia europea.

Le difficili condizioni economiche hanno lasciato i trader con uno stato d’animo prudente, il che significa che le banche europee, come le loro rivali statunitensi, guadagneranno meno soldi facendo affari e vendendo prodotti di investimento.

Ora che la Bce si è pronunciata con l’aumento dei tassi più alto del previsto, quale impatto si paleserà sulle banche?

Banche europee e tassi Bce più alti: cosa aspettarsi?

UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse, BNP Paribas, UniCredit sono tra le grandi banche europee sotto i riflettori in attesa dei dati trimestrali e nel contesto dei tassi di interesse più elevati.

Da un lato, tassi di interesse più elevati sono positivi per le banche, in quanto quest’ultime possono addebitare di più per i prestiti. Ma soffrono se i clienti, alle prese con l’aumento dei prezzi e degli oneri finanziari, non possono rimborsare.

In Europa, le banche tedesche sono al centro della tempesta perché il Paese è particolarmente dipendente dall’energia russa e la sua economia sarà duramente colpita da eventuali carenze di approvvigionamento.

Giles Edwards, analista dell’agenzia di rating S&P, ha affermato che i timori sulle banche europee quest’anno dipenderanno da come i mutuatari manterranno il rimborso dei prestiti. Sebbene non si aspetti un grande aumento immediato dei crediti inesigibili, ha detto che sta osservando “indicatori di preallarme, segnali di pressione, una sorta di lenta compressione che essenzialmente inizia a far scattare qualche pulsante qua e là”.

In Spagna, secondo indiscrezioni di Reuters, le banche sono valutate generalmente vulnerabili, con un gran numero di prestiti sotto sorveglianza speciale per insolvenza e la potenziale revoca delle moratorie sui pagamenti.

In Italia, assediata dalla crisi politica, cresce la pressione sui titoli di Stato del Paese, che erode anche i cuscini patrimoniali delle banche poiché le obbligazioni sovrane che detengono perdono valore.

Secondo gli esperti di Citi, come riportato da Milano Finanza, “gli aumenti dei tassi sono un fattore chiave per gli utili bancari: in media calcoliamo che ogni 50 punti base di aumento dei tassi l’utile per azione atteso nel 2022 banche dell’Eurozona sale di circa l’8%. Le banche con l’impatto più alto sono le mid cap spagnole e italiane, Commerz, Aib e SocGen”.

Gli analisti avvertono che l’allargamento dello spread italiano potrebbe essere un rischio per gli istituti di credito, anche se essi presentano maggiore solidità e capacità di resilienza, anche per quanto riguarda la qualità dei crediti.

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