Rete Tim, Cdp sfida KKR: la fine del dossier è vicina?

Claudia Cervi

6 Marzo 2023 - 12:07

Cdp ha presentato un’offerta per l’acquisto dell’infrastruttura di rete di Tim, simile a quella di KKR, ma più interessante in termini di liquidità. Dossier verso la conclusione? Ecco i dettagli.

Rete Tim, Cdp sfida KKR: la fine del dossier è vicina?

L’azienda italiana di telecomunicazioni Tim è nuovamente al centro di una grande operazione di acquisizione da parte di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e del fondo d’investimento australiano Macquarie Asset Management.

L’offerta prevede l’acquisto di tutta l’infrastruttura di rete di Tim, attraverso la partecipazione in NetCo, le attività di FiberCop e una partecipazione in Sparkle.

Tuttavia, l’operazione dovrà ottenere l’approvazione dell’Antitrust, il che potrebbe richiedere tempi più lunghi. Inoltre, il fatto che CDP sia già azionista di Tim e abbia il 60% di Open Fiber, la principale rivale di FiberCop, potrebbe portare a una fusione delle due società. L’offerta di CDP e Macquarie è considerata economicamente più vantaggiosa di quella del fondo statunitense KKR, ma resta da vedere se l’operazione andrà a buon fine. Vediamo tutti i dettagli della proposta di Cdp.

L’offerta di Cdp

Cdp ha presentato un’offerta per acquisire l’intera infrastruttura di rete di Tim, la principale azienda di telecomunicazioni italiana. Questa mossa rappresenta un tentativo di riportare sotto il controllo pubblico la rete di Tim, che è stata privatizzata nel 1997.

L’offerta di Cdp è stata presentata in un momento di difficoltà per l’azienda, che ha svalutato l’infrastruttura a quota 25 miliardi l’anno scorso in seguito a una pulizia di bilancio da 8 miliardi di euro. Non sono state fornite informazioni sull’entità dell’offerta, ma si ritiene che sia equivalente a quella di KKR, pari a circa 18 miliardi di euro, ma con una composizione più vantaggiosa.

L’offerta di Cdp dovrebbe infatti essere migliorativa rispetto a quella di KKR in termini di cassa effettiva, con 2-2,5 miliardi in più in termini di liquidità per la riduzione del debito rispetto all’offerta di KKR e 7,7-8 miliardi per sanare i debiti.

Inoltre, non c’è la richiesta di riassorbire personale in ServCo. La proposta prevede la partecipazione del fondo d’investimento australiano Macquarie Asset Management e l’acquisizione di NetCo, le attività di FiberCop e una partecipazione in Sparkle, come previsto anche dall’offerta di KKR.

Offerta Cdp e Antitrust

La vendita dell’infrastruttura di rete di Tim rappresenta un’operazione di grande importanza per il mercato delle telecomunicazioni in Italia, e potrebbe avere ripercussioni anche a livello europeo. Attualmente, infatti, in Italia ci sono solo due reti di questo tipo e non sono presenti alternative come quelle della tv via cavo. Per garantire un’adeguata concorrenza, è probabile che l’Antitrust europeo imponga correttivi.

L’offerta presentata da Cassa Depositi e Prestiti e dal fondo d’investimento Macquarie sembra essere più interessante in termini di liquidità rispetto a quella di KKR, ma potrebbe richiedere tempi più lunghi per essere approvata dall’Antitrust. Inoltre, Cdp è già azionista di Tim e possiede anche il 60% di Open Fiber, la principale rivale di FiberCop, il che potrebbe portare a una fusione delle due società.

La situazione si complica ulteriormente se si considera la posizione di Vivendi, primo socio di Tim, che vorrebbe una valorizzazione della rete di oltre 30 miliardi. Attualmente, entrambe le offerte presentate sono ben distanti da questa cifra e lo scontro potrebbe spostarsi in assemblea, dove il voto dei fondi e quindi del mercato risulterebbe determinante.

In conclusione, il dossier della rete di Tim continua a lasciare col fiato sospeso, registrando passaggi importanti come quello dell’offerta presentata da Cdp, ma rimanendo ancora aperto e incerto per quanto riguarda il futuro della rete e il suo impatto sul mercato delle telecomunicazioni in Italia e in Europa.

Azioni Tim in Borsa

Le azioni Tim hanno avviato la settimana con un rialzo di quasi 3 punti percentuali avvicinando la resistenza critica in area 0,3350-0,34. In questo punto transita la trend line che scende dai massimi del 2016 che potrebbe frenare le ambizioni di crescita del titolo. Occorre infatti ricordare che la tendenza di fondo delle azioni Tim è ribassista e servirà il superamento di area 0,37 per ribaltare le aspettative future in senso rialzista. In quest’area si collocano il 61,8% di ritracciamento del ribasso in atto dai top del 2021 e un’area volumetrica di rilievo. Diversamente, se area 0,34 dovesse respingere l’attacco dei compratori si assisterebbe ad un consolidamento verso 0,30 e 0,28.

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