Il regolamento sulla raccolta dei funghi in Italia nel 2026. Ecco cosa c’è da sapere su date, permesso, patentini e multe.
Raccogliere funghi è un passatempo molto apprezzato e con le giuste accortezze anche benefico, ma richiede prudenza. La raccolta di funghi epigei spontanei è lecita in Italia, ma subordinata al rispetto di specifiche procedure e autorizzazioni, proprio per via della potenziale pericolosità dei funghi e dell’impatto sull’ambiente. Purtroppo, non esistono regole univoche in tutto il Paese, essendo la materia prevalentemente rimessa agli enti locali. Ciò non impedisce comunque di farsi un’idea abbastanza chiara del regolamento, molto utile prima di rivolgersi alla Regione di competenza.
Regolamento e permesso per la raccolta dei funghi
Per quanto sia assente un regolamento uniforme a livello nazionale, verificando le disposizioni regionali è facile rintracciare dei punti comuni o comunque molto simili. Intanto, c’è l’obbligatorietà del tesserino per la raccolta dei funghi, subordinato a un breve corso formativo indispensabile per raccogliere i funghi in sicurezza e preservando l’ambiente. In genere, il patentino per i residenti ha un costo intorno ai 30 euro, che finanziano attività di cura ambientale da parte della Regione, e si distingue dal permesso per i turisti. I non residenti possono infatti ottenere un’autorizzazione di tempo ridotto, anche giornaliera, per la raccolta dei funghi, che ha un costo altrettanto contenuto (intorno ai 5 euro al dì).
Il permesso deve essere richiesto e pagato secondo le modalità indicate dalla Regione di riferimento all’ente competente autorizzato al rilascio del titolo (come Unioni montane di Comuni e aree protette regionali). Nella stragrande maggioranza dei casi la richiesta può essere inoltrata anche online, inviando il modulo compilato con i propri dati, il pagamento e il certificato di idoneità conseguito con il corso. Ci sono poi alcune categorie di cittadini esentati dall’obbligo di patentino. Si tratta dei minori di 14 anni, che però devono essere accompagnati da minimo uno o due adulti muniti di patentino, e in genere dei proprietari che raccolgono funghi nel proprio fondo. Possono poi essere previste esenzioni dal contributo economico, per esempio in favore degli over 65.
Il permesso nominativo ha per lo più una validità di 12 mesi, pertanto deve essere rinnovato annualmente con il pagamento della quota richiesta, la frequenza del corso di aggiornamento se previsto e ovviamente la domanda di rinnovo secondo le stesse modalità indicate per il rilascio. Si specifica che in alcune Regioni, come la Campania, non è previsto un corso vero e proprio ma una sorta di esame davanti a una commissione degli Uffici regionali. In ogni caso, bisogna prepararsi adeguatamente.
Non obbligatorio, ma comunque caldamento consigliato su tutto il territorio nazionale, è poi il controllo di commestibilità gratuito presso gli Ispettorati micologici delle Asp locali. Le Unioni montane possono inoltre prevedere regole differenziate rispetto alle pianure, pertanto si invita sempre a verificare la procedura, i requisiti e i limiti a seconda del territorio di raccolta. Quando non è richiesto un vero e proprio tesserino, come nel Lazio, è comunque preteso il corso di formazione, da avere con sé durante la raccolta insieme al documento di identità.
Calendario, limiti e multe per chi va a funghi
Anche i limiti alla raccolta dei funghi che non avviene a scopo commerciale, che ha le proprie regole, sono molto simili in tutta l’Italia. In particolare, si prevede un limite giornaliero di 3 kg ciascuno (tenendo conto che per i minori di 14 anni il quantitativo si cumula con l’adulto accompagnatore), entro cui bisogna rispettare ulteriori massimali per alcune tipologie di funghi. Nel dettaglio, non è possibile raccogliere più di 1 kg di funghi come:
- pioppini;
- ovoli;
- porcini;
- prugnoli;
- finferli;
- finferle;
- funghi di San Giorgio;
- Clitocybe geotropa;
- trombette da morto;
- mazze di tamburo;
- spugnole;
- Polyporus pes-caprae;
- morette;
- verdone.
È inoltre doveroso rispettare le regole su modalità e attrezzi, ricordando che i funghi devono essere raccolti per torsione e puliti sommariamente sul posto, poi trasportati in contenitori rigidi traforati (è vietata la plastica) per consentire la dispersione delle spore. Sono vietati strumenti come rastrelli e uncini ed è in ogni caso vietato il danneggiamento dei funghi, anche di quelli non commestibili per cui è vietata la raccolta, come pure per quelli in cattivo stato di conservazione. Il mancato rispetto delle regole sul patentino, le quantità o le modalità comporta multe proporzionali alla violazione, fino a oltre 200 euro per chi è sprovvisto di autorizzazione e fino a 80 euro per ogni eccedenza.
La raccolta di specie vietate, anche per lo stato dell’ovolo, o in luoghi vietati comporta invece multe intorno ai 100 euro. In caso di violazione è inoltre sempre prevista la confisca del prodotto. Le sanzioni arrivano fino a 150 euro in media anche per la raccolta che avviene al di fuori di orari e giorni consentiti, che cambiano molto a seconda del territorio. Quanto agli orari, di norma la raccolta è consentita durante le ore diurne, da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto, ma per i giorni bisogna consultare le disposizioni regionali.
In alcuni casi non c’è differenza, come Lazio e Piemonte, mentre altri (come l’Emilia-Romagna) optano per i classici martedì, giovedì, sabato e domenica. È poi severamente vietato raccogliere i funghi in aree protette, interdette, sottoposte a vincoli o private senza debite autorizzazioni, con sanzioni ancora più salate (e possibili reati).