Referendum ItalExit, Marcotti: “sarei favorevole ma non avrà impatti reali”

ItalExit, ovvero un referendum per uscire dall’Unione Europea. Un tema che torna spesso di attualità nel nostro Paese. Ne ha parlato Giancarlo Marcotti, favorevole al divorzio dall’UE. Con importanti consapevolezze

Referendum ItalExit: si è detto favorevole Giancarlo Marcotti ai microfoni di Money.it. Un tema spinoso, ma sempre attuale nel nostro Paese quello dell’uscita dall’Unione Europea.

La crisi scatenata dal coronavirus, inoltre, ha messo in luce ancora di più tutti i dubbi, le delusioni, le insoddisfazioni degli italiani e dei politici nei confronti delle istituzioni comunitarie e della moneta unica.

Invocato da Salvini in diverse circostanze, il referendum per uscire dall’UE che peso avrebbe in Italia? Poco a livello formale, ma darebbe un’indicazione su cosa realmente rappresenta l’Europa per il nostro popolo: solo svantaggi, secondo Marcotti.

Marcotti: “sì ItalExit, per parlare del problema vero in Italia”

Un referendum per uscire dall’Unione Europea non avrebbe alcun impatto reale sulla politica nazionale, ma sarebbe fondamentale per affrontare quello che è il problema vero in Italia: così si può sintetizzare l’opinione al riguardo di Giancarlo Marcotti.

La sua posizione favorevole a una consultazione sull’ItalExit è ben radicata sulla consapevolezza che un referendum non può cambiare i trattati internazionali, quindi sarebbe solo di natura consultiva (non vincolante). Ma avrebbe i suoi effetti per:

“tornare a parlare di questo che è il problema dell’Italia, cioè essere all’interno di questa famigerata Unione Europea che avvantaggia qualcuno e svantaggia altri. E gli svantaggiati guarda caso sono proprio gli italiani. E questo non lo dice solo Giancarlo Marcotti da anni, ma ci sono studi in cui è stato calcolato quanto PIL ha perso l’Italia rimanendo nell’UE.”

Non solo il nostro Paese, che si classifica al primo posto secondo questa classifica di perdite economiche, ma anche la Francia avrebbe tratto molti svantaggi. Così ha dichiarato l’esperto di finanza a Money.it.

Chi ci guadagna dall’Unione Europea?

L’Italia, dunque, farebbe bene a uscire dall’Unione Europea secondo Marcotti. Anche perché, come ha spiegato, a guadagnare davvero dalle istituzioni comunitarie sono ben altri Paesi, anche a danno dell’economia italiana.

Quali? La Germania, ovviamente. Ma anche il blocco dell’Est. Questa la teoria di Marcotti:

“Gli Stati dell’Est non sono mica stupidi. Si sono tenuti la loro moneta e sono nell’Unione Europea dove incassano molti più miliardi di quelli che versano. Trovano gli italiani che danno miliardi alla Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria e loro in cambio cosa fanno? Concorrenza all’Italia

L’esperto di finanza ha sottolineato il problema delle aziende italiane che delocalizzano, guarda caso, proprio in questi Paesi dell’Est, restando in area UE. Ma qui, trovando la moneta locale, possono produrre a costi minori.

Ecco perché, in conclusione, per Marcotti gli italiani sono “gli idioti perfetti a voler rimanere in questa Unione”. Il referendum ItalExit, quindi, sarebbe auspicabile.

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