Referendum Atac 11 novembre, per cosa si vota: ragioni del Sì e del No

Domenica 11 novembre a Roma si terrà il referendum consultivo per la messa a gara del servizio pubblico della Capitale, oggi affidato ad Atac. Ecco le informazioni utili per decidere se votare Sì o No.

Referendum Atac 11 novembre, per cosa si vota: ragioni del Sì e del No

Referendum Atac 2018: a poco più di un mese dalla consultazione elettorale alla quale sono chiamati a partecipare i cittadini di Roma, vediamo quali sono le ragioni del Sì e del No così da farci un’idea su cosa succede in caso di vittoria dell’uno o dell’altro risultato.

Domenica 11 novembre a Roma ci sarà il referendum comunale consultivo, promosso dal segretario dei Radicali Riccardo Magi, con il quale i cittadini della Capitale dovranno esprimersi sull’eventualità di mettere a gara il servizio dei trasporti locale.

Ad oggi la campagna referendaria non è ancora partita (lo farà da venerdì 12 ottobre, quando tra l’altro a Roma è in programma lo sciopero dei mezzi pubblici) e probabilmente è per questo motivo che la maggior parte dei cittadini di Roma non sono a conoscenza del referendum Atac dell’11 novembre prossimo e sono totalmente all’oscuro delle motivazioni per cui bisogna scegliere se votare per il Sì o per il No.

Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere questa guida con tutto quello che c’è da sapere sul referendum Atac, facendo chiarezza su cosa succede nel caso di vittoria del Sì o del No. Ecco, ad oggi, tutto quello che sappiamo sulla consultazione referendaria dell’11 novembre 2018 che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione del servizio trasporti della Capitale.

Referendum Atac 2018: per cosa si vota?

Secondo il comitato promotore del referendum - Mobilitiamo Roma - c’è solo un modo per risolvere i problemi che da anni caratterizzano il servizio trasporti di Roma. Nel dettaglio, una volta preso atto che l’Atac non funziona e che nessuna amministrazione - di qualsiasi colore politico essa sia - è riuscita a risolverne i problemi, è necessario mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti.

Insomma, obiettivo del referendum è quello di chiedere un parere ai cittadini in merito alla possibilità di rompere il monopolio dell’Atac aprendo alla concorrenza.

D’altronde le gare d’appalto sono uno stimolo per le imprese dal momento che fungono come incentivo per comportarsi in maniera virtuosa; è realizzando un bando per l’affidamento del servizio trasporti locale ad un’azienda che non sia per forza l’Atac, quindi, che ci sono buone possibilità che vengano introdotte delle forme “più moderne e innovative di trasporto”.

Il quesito: votare Sì o No?

Nel dettaglio, ai cittadini che risponderanno al referendum verranno sottoposti due differenti quesiti. Il primo recita:

Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?

Nel primo quesito il cittadino votando No si esprime in favore dell’attuale situazione; preferendo il Sì, invece, si dice favorevole alla possibilità che il servizio del trasporto pubblico locale possa essere privatizzato con l’affidamento ad una o più aziende, con il Comune di Roma però che manterrà il pieno controllo stabilendo, ad esempio, i prezzi dei biglietti e le tratte necessarie per ogni quartiere.

Questo invece il secondo quesito:

Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?

Votando No anche a questo quesito, quindi, si chiede il mantenimento della situazione attuale, con Atac che sarà l’unica azienda a gestire il trasporto pubblico. Differentemente, ossia nel caso in cui votiate per il Sì, vi direte favorevoli alla possibilità che il Comune di Roma “favorisca e promuova l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale ad imprese operanti in concorrenza”.

Cosa succede se vince il Sì?

In caso di vittoria del No, quindi, la situazione rimarrà inalterata con Atac che sarà l’unico gestore del trasporto pubblico della Capitale. Trattandosi di un referendum consultivo, neppure la vittoria del Sì avrebbe effetti diretti; in tal caso, comunque, l’amministrazione comunale dovrà fare in modo di accogliere le richieste fatte dai cittadini aprendo perlomeno un dibattito sulla possibilità di una messa a gara del servizio trasporti della Capitale.

Ricordiamo però che anche per il referendum consultivo è previsto un quorum, ossia un minimo di voti sotto al quale il risultato del referendum non si considera come valido. Nel dettaglio, nel caso del referendum consultivo il quorum è del 33%, ossia l’equivalente di circa 800.000 voti.

Le ragioni del Sì e del No

Come anticipato le ragioni dei promotori del referendum, favorevoli quindi al Sì in entrambi i quesiti, sono chiare: migliorare il servizio del trasporto pubblico affidando la gestione ad una o più aziende private, sulle quali graverebbe il controllo del Comune di Roma.

Allo stesso tempo però c’è chi vi si oppone. Nel dettaglio, tra i fautori del No troviamo Potere al Popolo, il sindacato Usb, la Cgil e altri comitati i quali ritengono il referendum Atac piuttosto ambiguo perché si pone come obiettivo quello di “sostituire un monopolio pubblico, patrimonio dei cittadini romani, con un monopolio privato che ha come interesse non quello di migliorare il servizio e la qualità del lavoro, bensì di fare profitti senza redistriburli nella comunità”.

A sua volta il comitato promotore ha respinto le accuse ribadendo che non è vero che si punta alla privatizzazione di Atac; la loro richiesta, infatti, è quella di mettere a gare il servizio di trasporto che pur venendo assegnato a una - o più - aziende private, rimarrebbe pubblico.

Come si vota al referendum Atac

Come anticipato si vota domenica 11 novembre 2018 nei seggi normalmente utilizzati per le competizioni elettorali. L’orario di apertura dei seggi va dalle 08:00 alle 20:00.

A coloro che andranno a votare verranno consegnate due schede per ciascun quesito (di colore diverso); lo scrutinio avrà luogo immediatamente dopo la chiusura del seggio.

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