Redditometro 4.0, cos’è l’accertamento sintetico del Fisco e come funziona

Patrizia Del Pidio

18 Marzo 2026 - 16:46

Se spendi più di quanto guadagni il Fisco potrebbe presumere che stai evadendo le tasse. Vediamo come funziona il redditometro 4.0 con l’accertamento sintetico.

Redditometro 4.0, cos’è l’accertamento sintetico del Fisco e come funziona

Cos’è il redditometro 4.0 negli accertamenti del Fisco? Nel 2024 il redditometro, con il Dlgs 108, è stato virtualmente soppresso, sostituito da un nuovo strumento chiamato accertamento sintetico. Il funzionamento dell’accertamento sintetico, pur basandosi su tabelle meno rigide, fa comunque riferimento alle spese effettuate per determinare il reddito. Il funzionamento è simile allo strumento precedente e proprio per questo viene chiamato redditometro 4.0, ovvero l’evoluzione del vecchio redditometro.

Il Fisco può ancora accertare i redditi non dichiarati dalle spese del contribuente, ma quali sono le regole aggiornate e come ci si può difendere dal nuovo redditometro?

Accertamento sintetico del Fisco

Con l’accertamento sintetico l’Agenzia delle Entrate segnala che c’è uno scostamento rilevante tra il tenore di vita e il reddito dichiarato. Anche il vecchio redditometro utilizzava l’accertamento sintetico, ma negli ultimi anni lo strumento ha subito profonde mutazioni normative tornando in uso in una versione rinnovata e meno rigida.

Come funziona l’accertamento sintetico attuale e in cosa si differenzia dal vecchio redditometro?
Per molti anni l’accertamento sintetico (conosciuto come redditometro) si basava sul rigido confronto tra reddito dichiarato e determinati beni acquistati. Auto di lusso o di grossa cilindrata, imbarcazioni, immobili, assunzione di collaboratori domestici, vacanze costose potevano significare soltanto grande disponibilità di denaro. Ogni bene era valorizzato con indice e coefficienti.

Nel 2024 il redditometro viene mandato in pensione e al suo posto l’accertamento sintetico non si basa più su coefficienti e tabelle, ma prende in considerazione le spese che il contribuente sostiene che vengono confrontate con il reddito dichiarato.

Il redditometro 4.0

Con l’entrata in vigore delle novità normative, l’Agenzia delle Entrate utilizza ancora l’accertamento sintetico e tramite esso segnalano al contribuente che le spese effettuate non sono coerenti con il reddito dichiarato.

Per essere valido l’accertamento, però, con le nuove regole, è necessario il rispetto di due condizioni essenziali:

  • il reddito accertato tramite le spese deve eccedere di almeno il 20% quello dichiarato;
  • il reddito complessivo accertabile deve superare di almeno 10 volte il valore annuo dell’assegno sociale (una soglia che è di circa 70.000 euro), è una soglia che si applica al reddito complessivo accertabile, non allo scostamento.

Il redditometro 4.0 deve essere utilizzato solo per evasioni significative. Se un contribuente dichiara 35.000 euro ma dalle spese viene stimato che ne dovrebbe aver guadagnati 45.000, lo scostamento è di 10.000 euro, poco meno del 30%, ma si tratta di un reddito accertabile abbastanza alto da permettere l’accertamento.

Il redditometro 4.0, quindi, punta a colpire gli scostamenti molto grandi e non è utilizzato senza criterio su tutta la popolazione. Questa è la novità più rilevante in vigore dal 2024.

Redditometro 4.0 ed errori

Il nuovo sistema non ha, però, eliminato gli errori: l’incrocio dei dati diredditi dichiarati e di spese (che provengono da fonti diverse) rnon sempre rispecchia la realtà. Anche perché spese intestate al contribuente potrebbero essere state pagate da una terza persona (una crociera, ad esempio, potrebbe essere pagata dal partner o dai genitori, anche se il biglietto è intestato al contribuente; un immobile o un’auto nuova di grossa cilindrata potrebbero essere stati pagati o con risparmi o con soldi provenienti da aiuti familiari). Inoltre, non sempre l’accertamento sintetico tiene conto correttamente delle persone che compongono il nucleo familiare.

Le spese molto elevate sono il terreno più insidioso: se si acquista una casa dopo aver risparmiato per decenni o grazie a soldi regalati dai genitori, quelle somme non compaiono nella dichiarazione dei redditi dell’anno di acquisto. Ma il Fisco tiene in considerazione solo l’anno di acquisto e proprio per questo motivo in quell’anno potrebbe verificarsi lo scostamento significativo che porta all’accertamento fiscale. In questo caso il contribuente deve presentare la cosiddetta prova contraria, ovvero provare che la casa non è stata comprata con redditi non dichiarati ma con risparmi o aiuti.

Potrebbe essere utile in questo caso, un estratto conto che documenti che i soldi sono stati accumulati progressivamente negli anni o con bonifici provenienti da familiari.

La presunzione del Fisco

Il redditometro 4.0 con il suo accertamento sintetico presume che tutto ciò che il contribuente spende in un anno, oltre quanto dichiarato, proviene da redditi non dichiarati. Ma va sottolineato che si tratta di una presunzione relativa che il contribuente può superare sempre presentando prova contraria.

Dimostrare al Fisco che sbaglia non è impossibile, basta solo un po’ di organizzazione e trasparenza nelle proprie finanze per provare che i soldi spesi non sono frutto di redditi occultati. Da ricordare che con il redditometro 4.0 il Fisco non può emettere un avviso di accertamento «a sorpresa», ma deve obbligatoriamente invitare il contribuente a un contraddittorio preventivo per fornire chiarimenti.

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