Reddito di cittadinanza: così è nata la truffa degli influencer

Luna Luciano

26/08/2022

26/08/2022 - 22:39

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Evadevano il fisco. Fermati tre influencer dalla Guardia di Finanza: uno di loro percepiva anche il reddito. Ecco come è nata la truffa.

Reddito di cittadinanza: così è nata la truffa degli influencer

Percepivano lauti compensi per la loro attività di content creator ma non pagavano le tasse. In questo modo tre influencer avrebbero evaso il fisco. È questo ciò che emerge dalle ultime indagini della Guardia di Finanza di Ravenna.

I tre influencer in passato si sarebbero identificati come disoccupati e nullatenenti, non dichiarando invece quanto guadagnato dalla loro attività: pubblicando video e foto virali e sponsorizzando brand e prodotti. Ad aggravare il tutto uno dei tre professionisti digitali percepirebbe anche il Reddito di cittadinanza.

Una nuova truffa che purtroppo si aggiunge a quelle che andrebbero a invalidare il Reddito di Cittadinanza, avvalorando la tesi che tale beneficio sia controproducente, a fronte di migliaia di cittadini che invece hanno trovato nel Reddito fonte di sostentamento in momenti di gravi difficoltà economiche. Ecco in cosa prevedeva la truffa e come è venuta a galla.

Evasori del fisco: ecco come è nata la truffa degli influencer

Avrebbero evaso il fisco per circa 400mila euro, guadagnati da video, foto, sponsorizzazioni e contenuti promossi tramite le loro pagine sui social media. A scoprire la truffa dei tre influencer la guardia di Finanza di Ravenna a seguito di accertamenti finanziari.

I tre professionisti digitali si sarebbero dichiarati più volte disoccupati e nullatenenti, tanto che uno di loro avrebbe percepito anche il Reddito di Cittadinanza.

I tre influencer, di cui non si conoscono ancora le identità, ricevevano i propri guadagni dalle sedi amministrative estere degli stessi social network, oltre ad altri compensi, anche mediante la banale ricarica di una carta Postepay, da parte dei propri followers e fan per poter acquistare e ottenere contenuti vari come fotografie, video, chat, dirette streaming e molto altro. Tutto questo rigorosamente in nero, evadendo le tasse.

Evasori del fisco: come ha scoperto la truffa la guardia di Finanza

La truffa ai danni dell’Erario sarebbe venuta alla luce dopo una serie di indagini condotte dalla Guardia di Finanza. Tutto è partito da alcune segnalazioni per delle operazioni bancarie sospette di riciclaggio trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma nei confronti di ben 21 persone, le quali avrebbero mosso nel tempo cospicue somme di denaro o avrebbero ricevuto frequenti bonifici bancari esteri, nonostante tutte queste sarebbero risultate formalmente disoccupate. Avviate quindi le prime indagini la Guarda di Finanza avrebbe interrogato diverse persone a vario titolo coinvolte nella faccenda.

Dopo aver ricostruito e seguito i flussi finanziari, le autorità hanno potuto accertare che i movimenti bancari erano connessi ai servizi di tipo artistico-professionale e attività dei treinfluencer e content creator, i cui nominativi erano presenti tra le 21 persone segnalate. In due sole annualità (2020-2021) i tre influencer avrebbero percepito ben 400.000 euro sottraendoli alla tassazione.

La truffa, uno degli influencer percepiva il Reddito di Cittadinanza

Oltre a evadere il fisco uno dei tre influencer, residente nel napoletano, avrebbe addirittura percepito il Reddito di Cittadinanza con il suo nucleo familiare per oltre 16.000 euro. Reddito che ovviamente non gli sarebbe dovuto spettare in caso avesse regolarmente dichiarato i redditi percepiti, come sottolineato da il Corriere del Mezzogiorno:

Il solo influencer napoletano aveva incassato nelle due annualità oltre 150mila euro. Non dichiarando neanche un centesimo di questi incassi nella dichiarazione dei redditi. Se avesse indicato anche una minima parte dei guadagni, la sua famiglia non avrebbe avuto diritto al Reddito.

Davanti a tale truffa è partita la segnalazione al competente ufficio dell’Inps per la revoca del beneficio, oltre al fatto che l’influencer dovrà restituire quanto percepito con il Reddito. Truffa che va a invalidare l’importanza del beneficio che specialmente durante la pandemia ha potuto aiutare numerose famiglie in gravi difficoltà economiche.

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