Wall Street: nuovi record per Nasdaq e Russell 2000

Nasdaq e Russel 2000 chiudono la sessione di lunedì a livelli record grazie al traino del settore tecnologico, con Amazon e Apple a fare da capofila.

Wall Street: nuovi record per Nasdaq e Russell 2000

Giornata positiva quella di ieri per la Borsa statunitense, che ha visto la sessione chiudersi con il Nasdaq Composite e il Russel 2000 a livelli record.

Quest’ultimo è stato trainato da aziende come Deciphera Pharmaceuticals e Immunomedics, mentre il comparto tech ha assistito alle brillanti performance di Apple. Anche il Dow Jones è avanzato di 175 punti, mentre l’S&P ha guadagnato un più modesto 0,45%.

In generale, l’ultima sessione di Wall Street è stata archiviata in verde da parte di tutti i principali indici del mercato azionario statunitense.

Il ruolo di Apple

Come accennato, il Nasdaq è stato trascinato da Apple, protagonista assoluta ieri, proprio nel giorno in cui ha dato il via alla sua annuale Worldwide Developers Conference nella Silicon Valley, scatenando un vero e proprio rally dei titoli tecnologici in Borsa.

Nell’introdurre la conferenza, il Ceo Tim Cook ha sottolineato che negli ultimi 10 anni gli sviluppatori di app per iPhone hanno guadagnato 100 miliardi di dollari, il 42% in più rispetto allo scorso anno.

Tra le ultime novità della società fondata da Steve Jobs ci sono una nuova versione del sistema operativo iOS e strumenti che integrano la realtà virtuale all’ecosistema Apple, entrambi annunciati di recente. Un annuncio che a quanto pare si è rivelato sufficiente per portare le azioni vicine al massimo storico di 193,42 dollari.

Quella di ieri è stata una giornata da ricordare anche per il Nasdaq, che ha viaggiato sui massimi dal 12 marzo sullo slancio di Amazon - alla sesta seduta in territorio di record. La società di Bezos ha raggiunto per la prima volta una capitalizzazione di mercato di 800 miliardi di dollari. L’indice è salito di 53,12 punti, a quota 7.606,46 punti.

Le note negative da Wall Street: difficoltà Facebook e guerra commerciale

All’opposto, Facebook ha solo cercato di contenere le perdite, dopo che il New York Times ha fatto trapelare indiscrezioni secondo cui la società di Zuckerberg avrebbe già sottoscritto diversi accordi per garantire a 60 aziende di telefonia mobile il diritto di accedere a una larga fetta di informazioni che appartengono all’utenza.

La guerra commerciale mantiene alta, ma sospesa, la preoccupazione dei mercati: durante il weekend, si è concluso un terzo ciclo infruttuoso di colloqui in merito agli scambi commerciali tra Cina e Stati Uniti.

Significativa per i mercati anche la presa di posizione dei ministri delle finanze di Francia, Germania, Italia, Giappone, Canada e Regno Unito, che hanno espresso tutto il loro disappunto per i dazi di Trump ai danni di Paesi alleati, proprio nel fine settimana che precede l’incontro del G7 in Canada.

Gli altri indici: trader più fiduciosi?

Lo S&P 500 ha invece guadagnato 14 punti a 2.749 mentre il Dow Jones Industrial Average, ha ottenuto 211 punti a inizio sessione, fermandosi a 24.846.

In Europa, il FTSE 100 ha iniziato la nuova settimana con le compagnie aeree in grande spolvero, mentre i trader sembrano aver superato le preoccupazioni della settimana scorsa, legate in particolare alla situazione politica italiana.

Le Borse europee in generale, che avevano archiviato la sessione di lunedì in verde con l’eccezione del Ftse Mib, hanno ripreso a scambiare in rialzo. Unica in rosso oggi è Londra, in perdita dello 0,35%.

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