Questo titolo vola a Piazza Affari, +24% a settembre. Fin dove può arrivare?

Claudia Cervi

6 Settembre 2025 - 07:52

Rally del +24% per un titolo di Borsa Italiana a settembre: speculazione o vera occasione di investimento? Ecco cosa c’è dietro e i livelli chiave da monitorare.

Questo titolo vola a Piazza Affari, +24% a settembre. Fin dove può arrivare?

C’è un titolo a Piazza Affari che corre più veloce di tutti. Mentre il Ftse Mib ha aperto settembre con una brusca frenata, ricordando quanto questo mese sappia essere insidioso per i mercati, una singola azione ha sfidato la regola e messo a segno un rialzo del 24% in poche sedute. Un paradosso solo apparente, perché dietro non c’è solo speculazione ma un’operazione industriale di lungo respiro che potrebbe ridisegnare un intero settore in Europa.

Il contesto resta incerto. La Bce ha scelto di non forzare la mano sui tassi, la Fed americana continua a dettare il ritmo globale e l’indice milanese, reduce da mesi di rialzi, sta perdendo momentum. A maggior ragione, in questo clima di prudenza, segnali di forza come quello visto su questo titolo di Borsa Italiano assumono un peso ancora più rilevante, perché mostrano come dietro la volatilità di breve possano nascondersi opportunità interessanti. Ma fino a dove può spingersi questa azione? Conviene comprare ora?

Mfe conquista ProSiebenSat: un’operazione che cambia gli equilibri

Il mercato ha acceso i riflettori su Mfe-MediaForEurope dopo la chiusura dell’offerta pubblica di acquisto su ProSiebenSat.1, il broadcaster tedesco da anni nel mirino del gruppo di Cologno. In due settimane, quasi il 42% del capitale ha aderito all’Opas, portando la quota complessiva controllata da Mfe al 75,61%. Questo significa diventare l’azionista assoluto di riferimento, con accesso diretto agli utili e la possibilità di orientare il futuro della media company.

Il progetto di Pier Silvio Berlusconi - costruire un polo paneuropeo della televisione - è una risposta all’avanzata delle piattaforme americane, ma anche un segnale forte ai mercati, che hanno premiato il titolo con rialzi a doppia cifra. Se Milano ha brindato con un +24% in pochi giorni, anche a Francoforte si è assistito a un rally di ProSieben, volata dell’8% dopo i risultati dell’operazione. È il segno che non si tratta solo di speculazione, ma di un cambiamento strutturale nella mappa dei media europei.

Livelli chiave e prospettive di Mfe

Grafico azioni MFE Grafico azioni MFE Fonte Tradingview

Guardando ai grafici, il titolo Mfe ha rotto con decisione la resistenza posta in area 3 euro, chiudendo il gap lasciato aperto a giugno, a 3,12 circa, e superando i massimi di maggio e giugno. Il titolo è ora lanciato al test di una resistenza critica in area 3,60, massimi allineati del 2024 e 2025, oltre la quale potrebbe ambire al test di area 4,20, per il test del lato superiore del canale che sale dai minimi del 2023. Gli analisti di Banca Akros hanno fissato un target price a 3,70 euro, mentre Equita Sim indica un prezzo più alto, a 3,80 euro.
Il supporto principale resta ora a quota 3 euro, soglia psicologica che segna il confine tra il proseguimento del trend rialzista e un ritorno alla cautela. Il rally di settembre ha aumentato i volumi e riportato l’attenzione degli operatori, ma resta il tema dell’integrazione industriale, che richiederà tempo e capacità di consolidare sinergie.

Per i risparmiatori, il messaggio è duplice: da un lato l’operazione rafforza il ruolo di Mfe come player europeo, dall’altro ricorda quanto i mercati restino ciclici e sensibili al contesto macroeconomico. La discesa dei tassi, la concorrenza nello streaming e l’evoluzione delle abitudini del pubblico sono variabili che nessun grafico può prevedere con certezza. È qui che entra in gioco la visione di lungo periodo, quella che distingue chi insegue il movimento del momento da chi costruisce posizioni solide nel tempo.

Il mercato dei media europei è in trasformazione e Piazza Affari ne sta vivendo uno dei capitoli più intensi. Forse la corsa continuerà, forse no. Ma resta un dato che non si può ignorare: quando un titolo guadagna il 24% in tre sedute e lo fa su basi industriali concrete, il segnale è forte.

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