Questo titolo italiano rende più del BTP con i dividendi. €10.000 possono diventare €16.300

Claudia Cervi

6 Marzo 2026 - 07:53

Il confronto tra Snam e BTP su 10 anni. Con un dividendo in crescita del 4% l’anno, l’incasso totale può superare di oltre 2.000 euro quello dei titoli di Stato.

Questo titolo italiano rende più del BTP con i dividendi. €10.000 possono diventare €16.300

Il BTP resta il porto sicuro di molti risparmiatori italiani. Cedola prevedibile, rendimento noto in partenza, rischio contenuto. In tempi incerti è la scelta più facile. E infatti negli ultimi mesi in tanti sono tornati a comprare titoli di Stato. Nel frattempo, però, il mercato si sta muovendo anche in un’altra direzione. Alcune società quotate stanno aumentando i dividendi e oggi offrono rendimenti che superano quelli dei BTP.

Una in particolare paga quasi il 5% l’anno. Più del decennale. A questo punto la domanda arriva quasi da sola. Ha ancora senso fermarsi al 3% di un titolo di Stato quando ci sono aziende che distribuiscono di più? Per capirlo basta fare un conto molto semplice. Prendiamo 10.000 euro, una cifra che molti risparmiatori possono avere a disposizione, e vediamo cosa succede.

La differenza con il BTP può superare 2.100 euro in dieci anni.

Snam alza il dividendo e batte il BTP

Nel 2025 Snam ha chiuso l’anno con risultati superiori alle attese e ha deciso di aumentare ancora il dividendo. Un segnale che il mercato osserva sempre con attenzione, soprattutto quando arriva da società considerate tra le più solide del panorama infrastrutturale europeo.

I ricavi hanno raggiunto 3,9 miliardi di euro, in crescita dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’aumento dell’utile netto adjusted, salito a 1,42 miliardi, con un progresso del 10,3%.

Dietro questi numeri c’è un business che continua a generare flussi di cassa stabili. La rete di trasporto del gas, lo stoccaggio, i terminali di rigassificazione: infrastrutture che restano centrali per la sicurezza energetica italiana ed europea.

Il dividendo relativo al 2025 sale così a 0,3021 euro per azione, circa il 4% in più rispetto all’anno precedente. Ai prezzi attuali significa un rendimento vicino al 4,7%.

Più del BTP decennale. Ed è questo il punto che molti investitori stanno iniziando a notare. Perché mentre la cedola di un titolo di Stato resta fissa nel tempo, qui la prospettiva è diversa.

Il nuovo piano industriale prevede quasi 14 miliardi di euro di investimenti entro il 2030 e una crescita media della base degli asset regolati che dovrebbe sostenere ricavi e utili negli anni. La società ha già indicato anche la direzione della politica di remunerazione: dividendo in aumento di circa il 4% l’anno fino al 2030. Questo significa ricevere un dividendo crescente ogni anno.

Molti risparmiatori guardano il rendimento di oggi. Gli investitori più attenti guardano quello di domani.

Con 10.000 euro investiti, quanto cambia davvero il confronto con il BTP

Per capire la differenza conviene fare un esempio semplice con un investimento da 10.000 euro.

Con un prezzo del titolo intorno ai 6,46 euro, questa cifra permetterebbe di acquistare circa 1.540 azioni.

Il dividendo attuale è di 0,3021 euro per azione. Significa incassare circa 465 euro lordi il primo anno, poco più di 344 euro netti dopo le tasse.

Non è una cifra molto diversa da quella di un BTP. Con un rendimento del 3,46%, infatti, un titolo di Stato da 10.000 euro pagherebbe circa 346 euro lordi l’anno, poco più di 303 euro netti.

Fin qui il confronto sembra quasi alla pari, ma la differenza emerge con il tempo.

La cedola del BTP resta identica fino alla scadenza. Il dividendo di un’azienda invece può crescere. Nel caso di Snam il piano industriale prevede un aumento di circa il 4% l’anno almeno fino al 2030, il che significa che il flusso di cassa aumenta anno dopo anno.

Se questa crescita venisse confermata, nel giro di cinque anni il dividendo per azione potrebbe salire fino a circa 0,35 euro. Chi ha investito 10.000 euro arriverebbe così a incassare oltre 540 euro lordi l’anno. Guardando ancora più avanti, fino al 2036, il dividendo annuo potrebbe superare 660 euro.

Ed è qui che il confronto con il BTP cambia davvero. In dieci anni il titolo arriverebbe a distribuire circa 5.583 euro di dividendi, contro 3.460 euro di cedole pagate dal BTP. Una differenza di oltre 2.100 euro.

Anno Dividendi Snam (€) Cedola BTP (€)
1 465 € 346 €
2 483 € 346 €
3 503 € 346 €
4 524 € 346 €
5 544 € 346 €
6 566 € 346 €
7 588 € 346 €
8 612 € 346 €
9 636 € 346 €
10 662 € 346 €
Totale 5.583 € 3.460 €

Entra poi in gioco la variabile del prezzo. Se nel frattempo l’azione dovesse avvicinarsi ai 7 euro, livello indicato da diversi target degli analisti, ai 5.583 euro si aggiunge il guadagno sul valore dell’investimento. In quello scenario, tra dividendi incassati e rivalutazione del titolo, 10.000 euro potrebbero arrivare a valere più di 16.000 euro in dieci anni. Questo naturalmente non è garantito. Il BTP resta uno strumento più prevedibile, mentre un’azione può muoversi insieme al mercato.

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