Comprare obbligazioni è considerato da molti un investimento sicuro, ma in alcuni casi può diventare una strategia molto speculativa (e rischiosa). Questo titolo di Stato ha guadagnato il 75% in 12 mesi, ma per capire se sia adatto al nostro portafoglio, dobbiamo analizzare attentamente le sue caratteristiche e verificare che siano in linea con i nostri obiettivi di investimento.
Dietro a performance eccezionali come quelle di questo bond possono infatti celarsi delle opportunità straordinarie ma anche dei rischi significativi, dalla volatilità del prezzo, ai rischi geopolitici (più elevati nel caso di paesi emergenti), rischio di credito e di cambio.
Per capire se conviene comprare un titolo che ha guadagnato il 75% dobbiamo dunque analizzare tutti questi fattori.
Questo titolo di Stato ha guadagnato il 75% in 12 mesi
Bond Egitto 7,5% 16feb2061, USD (XS2297221405)
Fonte CBonds
Il titolo in questione è il bond sovrano dell’Egitto con scadenza marzo 2029 e cedola al 7,60% (ISIN: XS1953057061), che in 12 mesi ha visto una crescita del 62% del suo prezzo, passando da 59 a 96 centesimi, pagando ai possessori del bond anche una cedola effettiva del 13%, per un rendimento complessivo del 75%.
Il lotto minimo per investire su questo titolo di Stato, tuttavia, è molto elevato (200.000 dollari). Questo esclude a priori una buona fetta di investitori interessati a uno strumento altamente speculativo. Tuttavia, chi avesse acquistato il bond al prezzo di 59 centesimi un anno fa, oggi lo può rivendere al prezzo di 96 centesimi.
Questa performance straordinaria è stata favorita da una combinazione di fattori: in primis, dall’accordo da 35 miliardi di dollari in progetti turistici raggiunto a marzo tra Egitto ed Emirati Arabi, ma anche dal sostegno finanziario del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dell’Unione Europea per altri 16 miliardi di dollari. Grazie a questo flusso di aiuti internazionali, l’Egitto ha evitato un default considerato quasi inevitabile all’inizio del 2023. Ed è proprio questo contesto che ha consentito al bond egiziano di realizzare rendimenti molto superiori alla media di altri paesi emergenti.
Allo stesso modo, sebbene queste cifre possano sembrare estremamente attraenti, è importante ricordare che il mercato dei bond sovrani egiziani è altamente volatile e soggetto a numerosi fattori di rischio, come vedremo nel prossimo paragrafo.
I rischi sottostanti
Negli investimenti occorre tenere sempre presente la relazione tra rischio e rendimento e ricordare che maggiore è il rischio, inteso come variabilità del rendimento di un asset finanziario, e maggiore è il rendimento. Pertanto, ai rendimenti elevati del bond dell’Egitto corrisponde un contesto altamente volatile e con un rischio di credito elevato.
Questo rischio è stato definito dalle agenzie di rating, come S&P e Fitch, con un rating B-, mentre Moody’s ha assegnato un Caa1. Si tratta dunque di giudizi che collocano il bond dell’Egitto nella categoria “junk” (spazzatura), riservata a emittenti speculativi con un alto rischio di insolvenza. In altre parole, la possibilità di mancato pagamento del debito è elevata.
Sebbene il governo del paese stia mettendo in atto una serie di riforme chiave, come la svalutazione del cambio di oltre il 35%, la situazione resta fragile e un peggioramento delle condizioni economiche globali o locali potrebbero riportare facilmente il paese in difficoltà.
Un indicatore utile per misurare il rischio del credito di un paese è rappresentato da CDS (Credit Default Swap). Un anno fa, questi contratti derivati a 5 anni sull’Egitto, che funzionano come una sorta di assicurazione contro il default, erano scambiati a 2.000 punti, indicando una probabilità di insolvenza del 50%. Oggi i CDS sono scesi a 580 punti, ma segnalano comunque in rischio di default vicino al 10%.
Conviene ancora comprare questo bond?
Chiarito che si tratta di investimenti con alto grado di rischio e non adatti a tutti gli investitori, conviene ancora comprare questo bond, dopo le performance eccezionali dell’ultimo anno? Chi fosse interessato a questo bond deve chiedersi se questo trend positivo può continuare o siamo già vicini al picco.
Non è facile rispondere a queste domande, soprattutto in un contesto economico e politico fragile come quello dell’Egitto. Il rischio di un’inversione delle politiche economiche o geopolitiche che hanno finora supportato l’economia egiziana è infatti elevato. Per un paese fortemente dipendente da investimenti stranieri e aiuti finanziari da parte di istituzioni internazionali e paesi del Golfo Persico, eventuali cambiamenti in queste relazioni farebbero potrebbero far precipitare il prezzo dei titoli di Stato in poco tempo.
Un altro fattore di rischio è dato dall’inflazione persistente. Nonostante la svalutazione del cambio abbia aiutato a stabilizzare l’economia, il tasso CPI a settembre ha raggiunto il 26,4%.
Per gli investitori europei interessati a diversificare il proprio portafoglio, l’acquisto di bond egiziani può essere fatto tramite piattaforme di trading internazionali o attraverso intermediari bancari che offrono l’accesso ai mercati obbligazionari emergenti. Occorre però ricordare che questi titoli denominati in valute estere espongono l’investitore anche al rischio di cambio, con fluttuazioni che possono incidere significativamente sul rendimento finale, soprattutto in un contesto di elevata volatilità come quello attuale.
Un ultimo aspetto da considerare è la liquidità del mercato, generalmente inferiore rispetto a quella di paesi sviluppati. Questo significa che in caso di necessità di liquidare rapidamente l’investimento, l’investitore potrebbe dover accettare un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato.
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