Questo titolo di Stato batte il BTP. Rendimento del +9% contro +6% in soli 29 mesi

Stefano Vozza

10 Gennaio 2026 - 14:21

Arbitraggi tra titoli sovrani a cedole fisse e costanti ma divergenza di rendimenti (e non solo) a parità di durata residua

Questo titolo di Stato batte il BTP. Rendimento del +9% contro +6% in soli 29 mesi

Passate le feste di fine anno è tempo di mettere mano ai portafogli e di fare il punto della situazione. Come vanno gli investimenti in corso, perseverare o intervenire? È nel caso, dove, quando e perché cambiare strategie e/o prodotti? Se si fa presto a dire “investo”, poi c’è che ogni scelta è il frutto di mille considerazioni contrapposte, com’è giusto che sia.

Tra le tante opzioni di mercato, consideriamo un titolo di breve durata residua al di fuori dei confini italiani. Anticipiamo che rende il 9% in soli 29 mesi, rispetto al 6% del BTP pari durata.

L’obbligazione a tassi fissi e costanti

Il titolo in questione è un bond emesso dal Regno Unito denominato in moneta legale locale e quindi in sterline inglesi (GBP). Ha identificativo ISIN GB00BMF9LG83 ed è relativamente giovane con data emissione 24/04/’24 e rimborso finale fissato per il 07/06/’28. In pratica ha una vita fruttifera di altri 2,4 anni residui.

Il titolo è negoziato e quotato sull’EuroTLX di Borsa Italiana, quindi facilmente visibile e tradabile per l’investitore nazionale. Gode poi di una buona cedola e di un robusto yield pari, rispettivamente, al 4,50% annuo lordo la prima, e al 3,75% il secondo. In particolare, la cedola ha periodicità semestrale (2,25% lordo ogni 6 mesi), mentre il “minor” ritorno effettivo (sul nominale) è dovuto al prezzo attuale a 101,78 £.

In soldoni da qui alla fine, cioè in meno di due anni e mezzo, il titolo renderà il 9% lordo complessivo, da cui andranno dedotte tasse e spese. L’imposta sostituiva sugli interessi è al 12,50% come per i BTP, mentre dossier titoli e commissioni bancarie dipendono dalla propria banca.

Un punto di forza del bond: la stabilità dei prezzi

Il rischio mercato è relativamente modesto, con la duration modificata pari a 2,22. Su questo aspetto ci sono più elementi che esercitano tutta la loro influenza:

  • robusto rating emittente pari ad AA per S&P, ad AA- per Fitch e ad Aa3 per Moody’s;
  • la buona cedola nominale annua in rapporto alla durata (in origine) del prestito, ma in linea con le condizioni del mercato monetario inglese al tempo del lancio;
  • la breve durata residua del prestito obbligazionario. Sono i titoli lunghi quelli più ballerini nelle quotazioni di mercato, gruppo (dei lunghi) al quale il United Kingdom Fx 4.5% Jun28 Gbp non appartiene.

Tradotto, al netto dell’imponderabile poi c’è che i suoi corsi si potrebbero ritenere relativamente prevedibili. Da emissione ad oggi sono stati quasi sempre tra 100 e 102 GBP. Solo a metà settembre 2024 fecero una toccata e fuga in area 104,3 GBP, poi per il resto si sono rivelati molto “ordinati”. Nel complesso si tratta di un pro a favore del titolo, beneficio potenzialmente migliorabile nella misura si riesce a ottimizzare il prezzo di carico.

Una minaccia dell’obbligazione: il cross euro-sterlina

Il rapporto EUR/GBP a scadenza o ad eventuale data di rivendita anticipata, invece, più che un “contro” è un enigma. Può giocare a favore del trade, e quindi a sostegno del ritorno finale, se al tempo della dismissione del titolo la sterlina si è apprezzata sull’euro. Vale il contrario a scenari invertiti.

Purtroppo sul cambio a venire nessuno sa dire come evolveranno le cose. Di certo si può dire che le due monete forti extra-euro, cioè USD e GBP, non stanno facendo bene dati i rispettivi ribassi contro la moneta comunitaria. Sono varie, complesse e interdipendenti le cause alla base di questi trend che nei fatti rendono le due valute estere meno attrattive sui mercati valutari mondiali. La “bella notizia” è che i cali del GBP sono stati meno marcati rispetto all’USD, relativamente più volatile della £ sul mercato dei cambi.
Secondo l’analisi di Previsionieuro.com i valori della candela mensile EUR/GBP di giugno 2028 (l’UK Fx 4.5% Gbp scade il 07/06/’28) sarebbero i seguenti:

  • apertura a 0,853;
  • low a 0,851;
  • high a 0,877;
  • chiusura a 0,864.

9% in soli 29 mesi sul titolo di Stato inglese rispetto al 6% del BTP pari durata

Stamane il cambio EUR/GBP si attesta a 0,8680. Ora, prendendo a riferimento il valore mediano tra i due estremi low/high precedenti si ottiene 0,864, a denotare una potenziale perdita dello 0,5% della sterlina. Se così fosse, da quel 9% di ritorno complessivo andrebbe sottratta anche la perdita da cambio. Se invece dovesse rivelarsi più ampia, il “sottraendo da cambio” sarebbe più incisivo fino a rendere negativo il ritorno nei casi decisamente estremi e peggiori.

Di contro la sterlina potrebbe risultare anche invariata o rafforzata alla data del 07/06/’28 (infatti si parla di stime e non di certezze), per la gioia dei titolari in £. A scadenza e/o data di rivendita, infatti, l’investitore si ritroverebbe tra le mani una moneta nel frattempo rafforzatasi contro l’euro.

In ultimo diamo un rapido raffronto al titolo MEF pari durata, il BTP Tf 2,80% Gn29 Eur con ISIN IT0005495731 e data scadenza 15/06/’29. Al prezzo di chiusura a 100,99 di giovedì 08/01/’26 l’effettivo a scadenza è del 2,51%, con duration modificata a 3,2. In altri termini, uno scarto di 3 punti percentuali di ritorno lordo complessivo in meno dell’UK Fx 4.5% Jun28 Gbp, discorso cambio EUR/GBP a parte.