Questo Paese vieta per sempre il fumo alle persone nate dopo il 2008

Ilena D’Errico

21 Aprile 2026 - 22:26

Fumo vietato ai nati dopo il 2008, ma per sempre. Ecco cosa sta facendo questo Paese per la salute pubblica.

Questo Paese vieta per sempre il fumo alle persone nate dopo il 2008

La stretta sul fumo in tutela della salute pubblica è un tema relativamente recente, tant’è che molti Stati stanno attualmente lavorando a nuove misure per la prevenzione, partendo dai più giovani. C’è un Paese che addirittura vuole vietare per sempre il fumo alle persone nate dopo il 2008, impedendo loro di acquistare prodotti da tabacco anche con l’aumento dell’età. È il pugno di ferro di Londra, seppur controverso, con il suo Tobacco and Vapes Bill che presto potrà diventare realtà.

Fumo vietato per sempre ai nati dopo il 2008

La proposta del Regno Unito sta generando tanta curiosità quanta confusione, pertanto cerchiamo di chiarirla una volta per tutte. La bozza, su cui sono concordi la Camera dei Lord e dei Comuni, rende illegale vendere prodotti da tabacco a tutte le persone nate dopo il 1° gennaio 2009. La misura si rivolge agli adolescenti di 17 anni o meno, ma non è da escludere che i tempi di entrata in vigore riportino l’asticella sulla maggiore età.

Non è però questo l’aspetto sensazionale della nuova norma, anche perché la vendita di sigarette e similari ai minorenni è già proibita nel Regno Unito. Il punto cruciale è che l’anno di riferimento aumenterà ogni anno, finché il divieto riguarderà tutte le persone a prescindere dall’età. Nel concreto, se dal 2027 sarà vietato vendere sigarette ai minorenni, dal 2028 sarà vietato venderle anche ai diciottenni, dal 2029 ai diciannovenni e così via.

Ecco perché il governo afferma di puntare a un’intera generazione senza fumo, riscuotendo un forte consenso generale. Le opposizioni temono però gli effetti collaterali di questo divieto così severo, pensando soprattutto allo sviluppo del mercato nero tra i fumatori. Oltre al divieto, comunque, il governo inglese sta valutando anche misure di sostegno per smettere di fumare (e anche per questo è più flessibile rispetto alle sigarette elettroniche).

Come viene scoraggiato il fumo in Italia

Al giorno d’oggi siamo ben consci dei rischi per la salute correlati al fumo di sigaretta, compreso quello passivo, ma non è stato un passaggio così scontato. La legge Sirchia, che vieta il fumo nei luoghi di lavoro e nei luoghi pubblici, è entrata in vigore soltanto nel 2005. Il divieto di fumo nei locali più a rischio, come gli ospedali, è arrivato nel 1975 ma senza nemmeno multe a carico dei trasgressori, fino al nuovo intervento del 2003.

Di fatto, moltissimi cittadini ricordano di quando si fumava nei teatri e nei treni, per esempio, perché il divieto è stato disapplicato pacificamente per anni, oltre a venire accolto con grande sgomento. Negli anni dei lenti passi avanti sono stati compiuti, ma gran parte del mondo e nello specifico dell’Europa è ancora traballante sul punto, ponderando anche i pericoli di un ordinamento proibizionista e le incognite economiche.

All’Italia bisogna però riconoscere l’attenta considerazione per i minori, visto che il primo divieto di vendita dei prodotti da tabacco ai minori di 16 anni viene da un Regio decreto del 1934, che costituisce la struttura di riferimento ancora adesso. Attualmente il divieto riguarda una più ampia selezione di prodotti e si riferisce ai minori di 18 anni (soltanto dal 2012, mantenendo comunque due casistiche separate per gli under16 e i minorenni), ma è comunque a carico di esercenti e rivenditori. È vietato vendere sigarette ai minori, a pena di sanzioni severe, ma di fatto i minorenni possono fumare senza incorrere in alcuna conseguenza, a meno di violare i divieti generali sul fumo nei luoghi protetti.

Questo è un punto spesso dibattuto, tra chi preferirebbe un’azione di impedimento diretta e chi invece preferisce questo metodo preventivo, tenendo conto della delicatezza dell’età. Negli ultimi anni il tema del fumo è tornato più volte all’attenzione istituzionale, sia a livello nazionale che tramite gli enti locali, con ulteriori limitazioni in fatto di luoghi e nuovi prodotti, ma anche in tutela di categorie particolarmente vulnerabili (come i bambini e le donne in stato di gravidanza).

Le nuove regole del Regno Unito non sono così distanti da questo punto di vista, poiché riguardano prettamente la vendita dei prodotti e non l’acquisto o il consumo. D’altra parte, il sistema di innalzamento progressivo dell’età può significativamente ridurre il numero di fumatori nel futuro, ma è difficile ipotizzare che produca un effetto davvero generalizzato. L’Italia, di fatto, è tra i Paesi più perplessi circa l’iniziativa di Londra.

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