Questo Paese sta costruendo un nuovo aeroporto. In mezzo al mare

Alessandro Nuzzo

17 Gennaio 2026 - 11:11

L’investimento è stato già finanziato e a breve inizieranno i lavori per la costruzione di un nuovo aeroporto.

Questo Paese sta costruendo un nuovo aeroporto. In mezzo al mare

La costruzione di un nuovo aeroporto è già stata finanziata e inserita nel programma di investimenti del governo; le procedure di gara sono state completate e ora non resta che l’avvio dei lavori. Il nuovo scalo sorgerà in Turchia, nei pressi di Trebisonda. Il ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloğlu, ha annunciato che il progetto e l’iter di gara sono conclusi e che nel corso di quest’anno verrà dato il via ai cantieri. L’aeroporto sarà costruito nei pressi di Trebisonda su terreni bonificati sul Mar Nero, disporrà di una pista lunga tre chilometri e potrà accogliere fino a 10 milioni di passeggeri all’anno. Attualmente si è nella fase di consegna dell’area di scavo e di preparazione all’inizio dei lavori.

La Turchia sta diventando una meta sempre più appetibile dal punto di vista turistico e l’attuale aeroporto di Trebisonda, che oggi serve circa 3 milioni di passeggeri all’anno, non è più sufficiente per gestire l’elevata affluenza. La struttura esistente, inoltre, non consente ampliamenti significativi. Da qui la decisione di realizzare un nuovo scalo, molto più grande, in grado di rispondere al crescente interesse turistico della regione. Attualmente in Turchia sono operativi 58 aeroporti e il numero è destinato a salire a 60 nei prossimi anni. Il 2025 è stato un anno record: 247 milioni di persone sono transitate negli aeroporti turchi, e le stime indicano che nel 2026 si potrebbe arrivare a quota 260 milioni. Per sostenere questi flussi è indispensabile potenziare le infrastrutture aeroportuali.

Non solo aeroporti ma anche investimenti in autostrade e scali ferroviari

La strategia infrastrutturale della Turchia, però, non si limita alla costruzione di nuovi aeroporti. Include anche lo sviluppo di corridoi ferroviari e autostradali integrati in un ambizioso progetto denominato «Strada dello Sviluppo». Il primo mira a collegare il porto di Grand Faw, in Iraq, con la Turchia e il resto dell’Europa. Si tratta di un corridoio lungo circa 3.000 chilometri, pensato per ridurre i tempi di trasporto tra i continenti e competere con la rotta commerciale che attraversa il Canale di Suez. Per quanto riguarda questo progetto, la Turchia ha già completato gran parte delle infrastrutture sul proprio territorio e nel corso dell’anno sono attesi gli accordi finanziari con l’Iraq per avviare la costruzione del tratto iracheno.

Accanto alla rete stradale, il piano prevede anche la realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario merci a doppio binario, lungo 122 chilometri, che sorgerà a nord di Istanbul. Questa linea avrà un ruolo strategico, poiché consentirà di superare le difficoltà che oggi i treni merci incontrano nel collegamento tra Asia ed Europa, essendo costretti a transitare attraverso il tunnel sottomarino Marmaray. Il progetto sarà finanziato con circa 6 miliardi di dollari, anche grazie al contributo della Banca Mondiale e di altri istituti internazionali. Una volta avviati i lavori, il completamento è previsto entro cinque anni.

Nel giro dei prossimi anni, dunque, la Turchia si prepara a trasformare in modo profondo la propria rete dei trasporti, rafforzandola sia dal punto di vista aereo sia da quello stradale e ferroviario, con l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di hub strategico tra Europa e Asia.

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