Negli ultimi mesi, l’oro è salito a nuovi record a 3.640 dollari, confermando il suo ruolo di bene rifugio in un mondo segnato da tensioni geopolitiche, inflazione ancora alta e politiche monetarie aggressive, con le banche centrali che continuano a incrementare le proprie riserve. Il prezzo dell’oro sembra dunque destinato a salire ancora. Ma il target price stimato da alcuni analisti è a 4.000 dollari. Rispetto ai prezzi attuali, questo target implica un rialzo di circa il 10%.
Il potenziale c’è, ma non è molto elevato. Per questo, molti investitori si domandano se ci siano alternative capaci di offrire una crescita ancora più rapida senza tradire la logica della sicurezza? E qui entra in scena un metallo meno famoso, ma che negli ultimi mesi si candida come possibile protagonista del prossimo capitolo dei metalli preziosi.
Il platino può crescere fino al 60%
Da inizio 2025, il platino ha guadagnato oltre il 50%, interrompendo anni di oscillazioni contenute a ridosso dei 1.000 dollari l’oncia. Il platino è essenziale in settori strategici come i catalizzatori per le auto, le celle a combustibile per l’idrogeno e la raffinazione chimica. Cosa è successo? A spingere i prezzi non è solo la domanda, ma anche una disponibilità limitata. Il Sudafrica, principale produttore mondiale, fatica a mantenere i livelli produttivi a causa di guasti e problemi logistici. Il riciclo del metallo non basta a compensare il deficit. Secondo il World Platinum Investment Council, il mercato resterà in deficit per quasi un milione di once l’anno almeno fino al 2029, un dato che lascia intendere quanto il metallo possa rimanere ambito e sottovalutato rispetto all’oro.
Grafico mensile Future Platino
Fonte Tradingview
Graficamente, l’oro viaggia oltre 1.300 dollari sopra il suo massimo del 2008. Al contrario, il platino non ha ancora raggiunto quei massimi a 2.308 dollari. Oltre la resistenza a 1.500 dollari, il metallo bianco potrebbe puntare a livelli già toccati in passato: i 1.523,80 dollari di luglio 2014, 1.744,50 dollari di febbraio 2023, 1.918,50 dollari di agosto 2011, fino al massimo storico di 2.308,80 dollari registrato a marzo 2008. In altre parole, il mercato dei future suggerisce un margine di rialzo ancora significativo per il platino.
Oro vs platino: opportunità e rischi
L’oro resta il rifugio per eccellenza: stabile, meno esposto ai cicli industriali e sostenuto da banche centrali e investitori privati. Il platino, al contrario, vive di domanda industriale e flussi dal mercato cinese, dove gioielleria e lingotti hanno spinto la crescita quest’anno. La sua quotazione è oggi meno della metà di quella dell’oro. Questo elemento rende il potenziale rialzo più consistente, stimato tra il 40 e il 66% nel medio termine.
Ma ci sono anche dei rischi. La domanda cinese potrebbe aver già raggiunto il picco e la produzione sudafricana mostra segnali di recupero, mentre la curva dei futures indica un’offerta a breve termine meno tesa. Prezzi troppo elevati rischiano di raffreddare l’interesse industriale e dei consumatori, come già accaduto in passato. Per chi risparmia o investe, il platino può essere una scommessa ad alto potenziale all’interno di un portafoglio diversificato, mentre l’oro resta quasi una certezza per proteggere il patrimonio nel lungo periodo.
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