Questo paese UE a novembre 2025 ha importato cobalto dalla Russia per un valore di 669.000 euro. È stato l’unico paese dell’Unione a farlo.
Lo scorso anno c’è stato un solo Paese europeo ad aver importato cobalto dalla Russia: i Paesi Bassi. Secondo le statistiche di Eurostat, a novembre 2025 Amsterdam ha acquistato da Mosca cobalto per un valore complessivo di 669.000 euro.
Il Paese europeo è tornato a importare il metallo dalla Russia dopo uno stop durato quasi un anno e mezzo. L’ultimo acquisto precedente risaliva infatti a giugno 2024, quando era stato effettuato un ordine di cobalto per un valore di 98.200 euro. Anche in quell’occasione, come accaduto nel 2025, i Paesi Bassi erano stati l’unico Stato membro dell’Unione Europea a importare cobalto russo, in controtendenza rispetto alla linea seguita dagli altri partner europei.
Una situazione analoga si era verificata anche nel periodo compreso tra aprile e giugno 2024, quando i Paesi Bassi risultavano l’unico importatore di cobalto all’interno dell’Ue, evidenziando una scelta industriale precisa e legata a esigenze produttive specifiche, piuttosto che a considerazioni politiche.
A cosa serve il cobalto
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Il cobalto è un metallo che non si trova in natura allo stato puro, ma è presente come impurità all’interno di altri minerali contenuti nelle rocce e nei terreni. Si tratta di un elemento utilizzato da secoli per molteplici scopi. Tra gli impieghi più antichi vi è la colorazione di tessuti, la produzione di ceramiche e di manufatti decorativi. Il caratteristico blu intenso ottenuto dall’ossido di cobalto è stato infatti utilizzato fin dall’antichità per creare contrasti cromatici, soprattutto su fondi bianchi, diventando un elemento ricorrente in diverse culture.
Oggi l’uso del cobalto è profondamente cambiato. Viene impiegato principalmente in lega con altri metalli per le sue proprietà di resistenza al calore, durezza, stabilità e caratteristiche magnetiche. È un componente fondamentale nel settore aeronautico, nelle apparecchiature per la risonanza magnetica e come catalizzatore nella produzione di carburanti, poiché favorisce l’eliminazione di solfuri e ossidi di azoto dal petrolio.
In epoca moderna, però, il ruolo più strategico del cobalto è legato alla produzione delle batterie al litio, diventate essenziali per l’elettronica avanzata e per la mobilità elettrica. Nelle batterie, il cobalto garantisce stabilità termica, consente ricariche più rapide e riduce il rischio di surriscaldamento, aumentando anche la durata complessiva degli accumulatori. È proprio per questo motivo che i Paesi Bassi continuano a importare cobalto: per sostenere la propria industria delle batterie e restare competitivi in un settore in forte espansione.
Tra i principali Paesi produttori di cobalto figura la Repubblica Democratica del Congo, leader mondiale indiscusso con una produzione che supera di gran lunga quella di qualsiasi altro Stato. Seguono Indonesia, Australia e Filippine. La Russia contribuisce a circa il 4% della produzione mondiale, una quota limitata ma comunque rilevante nel contesto globale.
La produzione russa avviene principalmente attraverso Nornickel, il principale produttore del Paese, con volumi annui significativi. Sebbene Mosca non sia tra i leader mondiali del settore, resta un attore chiave nella filiera del cobalto, soprattutto grazie alla presenza internazionale del gruppo e alla localizzazione di parte delle attività estrattive e di raffinazione al di fuori della Russia.
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