Questo BTP con cedola oltre il 5% è più interessante di quanto pensi

Stefano Vozza

25 Dicembre 2025 - 18:22

Vi sono titoli di Stato che possono combinare più elementi e risultare relativamente molto più speculativi anche nel medio termine

Questo BTP con cedola oltre il 5% è più interessante di quanto pensi

Il ventaglio dei titoli di Stato targati MEF è molto più vasto dei soli BTP Valore che tanto successo hanno riscosso negli ultimi anni. Si spazia in base al perimetro di sottoscrizione, la tipologia della cedola, durata la complessiva, ma anche per valuta di denominazione del prestito obbligazionario.

La gran parte di essi è definito in euro, ma non mancano bond in valuta estera come il titolo che adesso esporremo. Ad esempio ha un particolare questo BTP con cedola 5,375% con prezzo minimo annuo a 99,82. Vediamo di che si tratta.

L’obbligazione del Tesoro con cedola lorda annua al 6,25%

Il riferimento è all’obbligazione con identificativo ISIN US465410BG26 quotata e negoziata sul MOT di Borsa Italiana. Si tratta di un trentennale in origine con data emissione 27 febbraio 2003 e scadenza 15/06/’33, tra poco meno di 7 anni e mezzo. Emesso dalla Repubblica d’Italia per il tramite del Tesoro MEF, si distingue dagli altri BOT e BTP per la peculiarità della valuta. I 2 miliardi di flottante sono infatti denominati in USD, in dollari USA, pur essendo l’emittente uno Stato sovrano con moneta legale l’euro. Eccola la “particolarità” del titolo rispetto a decine di altri BTP definiti nell’eurovaluta.

Il tasso cedolare su base annua è 5,375%, con ritenuta fiscale sugli interessi al 12,50% e imposta di bollo calcolata nei modi, tempi e forme previste dalla Legge. Un altro aspetto positivo è che gode di discreti scambi sul mercato secondario rispetto ad altri titoli in valuta. Nell’ultimo mese il numero di contratti giornalieri conclusi è variato tra i due estremi 20 e 100 circa, con controvalori tra il mezzo e i 2 mln di USD. Non sono affatto numeri entusiasmanti, ma nemmeno da titolo illiquido.

Quanto costa un titolo del Tesoro denominato in dollari americani?

Il taglio minimo resta a 1.000, ma in $ USA e non in euro. Tuttavia, per determinare l’esborso effettivo da sostenere per comprarne uno occorre considerare:

  • la quotazione attuale sui 106,6 USD, per cui per acquistare mille nominali servono 1.066 USD (prezzo di emissione: 98,436);
  • il rateo lordo già maturato dello 0,20903%, per cui servono altri 2,09 USD per ogni BTP al tempo dell’articolo;
  • la commissione d’acquisto, variabile da banca a banca, ma stavolta pagata in euro;
  • il cambio attuale EUR/USD a 1,1785, per cui servono 906,31 € per comprare un bond, rateo incluso, oltre ai costi di intermediazione bancaria.

Ogni 6 mesi l’emittente paga 23,51 USD a titolo, anche questi da riconvertire in euro al tempo dell’incasso. Tuttavia, ai corsi attuali c’è che lo yield, l’effettivo a scadenza, è “solo” del 4,36% (dati Borsa Italiana) dato che nel 2033 il Tesoro rimborserà 1.000 e non 1.066 USD a titolo.

Il cambio euro dollaro ieri, oggi e domani

I due più uno jolly del bond capaci di fare la differenza sono subito individuati.
La certezza (salvo default emittente) sta nella ricca cedola e nell’effettivo a scadenza over 4% su una durata a 7 anni e mezzo. Oggi il BTP 10y rende intorno al 3,53%, mentre sulle scadenze a 7 ed 8 anni siamo, nell’ordine, al 3,12% e 3,24% (dati Investing). In altri termini l’Italy 33USD 5,375% rende più dell’1% annuo rispetto al pari durata in euro, oltre che pari rischio emittente.

Il primo dei due jolly veri e propri rimanda al rischio tassi e di mercato, ossia alle oscillazioni delle quotazioni sul secondario. Più a sconto lo si riesce ad acquistare e più si innalzano le probabilità di concludere l’investimento in guadagno, almeno sul fronte dei prezzi. Al riguardo il minimo storico è stato a 79,53 nel novembre 2011, un valore che verosimilmente non si rivedrà mai più, e quello annuo a 99,82 USD. I rispettivi massimi storici e annui, invece, a 130,1 nell’ottobre 2020, e a 107,68, per cui i corsi sono prossimi ai massimi ‘25.

Tuttavia, il grafico del bond su timeframe mensile mostra una sequenza di minimi crescenti da 90,71 dell’ottobre ‘22 ai giorni nostri.
L’altra grossa incognita è il cambio che verrà, non quello pregresso dato che è già andato. Qui difficile fare previsioni, specie all’aumentare del periodo per il quale si pensa di tenerlo in portafoglio. Giusto a titolo di esempio, dal 2000 ad oggi i cross min/max storici sono stati a 0,825 e 1,53, mentre dal 2020 ad oggi tra 0,955 e 1,23.

Ecco un BTP cedola 6,25% per 4,5 anni e rendimento effettivo quasi al 3,7%

Parlare di potenziale spendibilità di portafoglio dell’obbligazione ha poco senso se prima non si rimarca la natura di titolo ad elevata propensione al rischio. Sarà pure un prodotto MEF e appartenente al reddito fisso, ma il cambio a scadenza può togliere o dare tanto a seconda dei rapporti valutari che verranno. In un caso le cedole serviranno per coprire (in tutto o in parte) le perdite da deprezzamento del biglietto verde a scadenza, o a data di rivendita. Nel caso inverso renderebbe ancora più ricca la performance complessiva dell’investimento.

Si comprende, quindi, come l’obbligazione sia più adatta a trader ed investitori dinamici che seguano tanto le dinamiche valutarie e monetarie. Dati gli elevati rischi associati, un approccio di breve o medio termine si lascia sicuramente preferire rispetto al classico “compro e tengo fino a scadenza”.