Questo bond (con cedola del 10% per 2 anni) ha fatto guadagnare il 3,9% in un mese

Claudia Cervi

3 Marzo 2025 - 07:50

Se il 2025 sarà l’anno delle obbligazioni high yield, questa emissione è una delle più promettenti. Ecco tutto quello che c’è da sapere su maxicedola e rendimenti step down.

Questo bond (con cedola del 10% per 2 anni) ha fatto guadagnare il 3,9% in un mese

Questo bond (con cedola del 10% per 2 anni) ha già fatto guadagnare il 3,9% in un mese. Dal lancio, il 15 gennaio, il prezzo è passato da 98,97 a 102,86. Un rendimento, riservato a chi si è aggiudicato il titolo all’emissione, che si sommerà alla maxicedola del 10% che verrà pagata a gennaio 2026 e gennaio 2027. Attenzione, però, dal terzo anno, le cedole scendono al 6% lordo fino al quinto anno, al 5% fino all’ottavo e al 4% dal nono al dodicesimo.

Nonostante il meccanismo step down delle cedole, i rendimenti di questo corporate bond high yield sono superiori a quelli di un Btp tradizionale di pari durata, quello in scadenza a marzo 2037 (Isin IT0005433195), con cedola fissa dello 0,95% e rendimento netto del 3,56% annuo.

Vediamo tutti i dettagli di questa emissione di corporate bond a reddito fisso con rating BBB (secondo S&P’s) e un ottimo rapporto rischio rendimento.

Caratteristiche del bond di Intesa che paga il 10% per 2 anni

Il bond (con cedola del 10% per 2 anni) che ha fatto guadagnare il 3% in un mese fa parte di una nuova emissione di obbligazioni senior unsecured di Intesa Sanpaolo, con Isin IT0005630188. Con una durata di 12 anni e taglio minimo di 2.000 dollari, questo bond colpisce per la sua maxicedola iniziale del 10% lordo che premia gli investitori nella fase iniziale dell’investimento. Più incerto invece il rendimento a partire dal terzo anno, a causa della Switch Option, una clausola che riserva all’emittente la facoltà di convertire le cedole dal tasso fisso a un tasso variabile, determinato in base al tasso SOFR più uno spread dell’1,70%.

Il tasso SOFR misura il costo del prestito di denaro overnight garantito da titoli del Tesoro degli Stati Uniti e rappresenta un tasso quasi privo di rischio. Attualmente si attesa al 4,35%, ma la previsione di tassi Fed in calo nei prossimi anni potrebbe determinare cedole variabili con tasso inferiore al 6,90% lordo offerto dalla struttura iniziale (5,106% netto).

Bond di Intesa e Btp 2037 a confronto

Per comprendere meglio questo strumento, mettiamo a confronto i rendimenti attesi di un Btp tradizionale e quelli del Bond di Intesa in due scenari, uno senza l’esercizio della Switch Option e uno con la conversione delle cedole a tasso variabile a partire dal terzo anno.

Caratteristiche Btp IT0005433195 Intesa Sanpaolo (Scenario 1) Intesa Sanpaolo (Scenario 2)
Scadenza Marzo 2037 14 gennaio 2037 14 gennaio 2037
Cedola annua 0,95% fissa 10% (1°-2° anno), 6% (3°-5°), 5% (6°-8°), 4% (9°-12°) 10% (1°-2° anno), poi SOFR atteso (3,90%) + 1,7% = 5,6%
Rendimento netto annuo 3,62% 5,106% Circa 4,69%
Rendimento cumulativo 43,5% 61,3% Circa 56%
Opzione di Switch Non applicabile Non esercitata Esercitata dal 3° anno
Rischio emittente Stato Italiano Intesa Sanpaolo (corporate) Intesa Sanpaolo (corporate)
Volatilità del rendimento Bassa (tasso fisso) Media (cedole step-down) Alta (cedole variabili legate al SOFR)
Tassazione 12,5% (titoli di Stato) 26% (obbligazioni corporate) 26% (obbligazioni corporate)

I rischi da considerare prima di investire nel Bond step down di Intesa

Il rischio di liquidità è uno dei principali rischi da considerare prima di investire nel Bond step down di Intesa: sebbene i bond possano essere acquistati (e rivenduti) sul mercato MOT ed EuroTLX di Borsa Italiana, la liquidità è molto bassa a causa dell’importo di emissione di appena 65 milioni di dollari.

Il rischio di cambio è un altro rischio che l’investitore deve considerare attentamente e la prospettiva di tassi in calo potrebbe indebolire il dollaro nei prossimi anni.

Un’altra variabile significativa è data dall’esercizio (o meno) della Switch Option. Per Intesa può essere conveniente esercitare l’opzione se il tasso SOFR dovesse scendere sotto al 2,80%: a partire dal terzo anno, infatti, la cedola fissa media scenderebbe al 4,50%, pertanto 4,50%-1,70%= 2,80%.

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