Queste azioni AI possono volare del 50% dopo il massacro

Laura Naka Antonelli

22 Dicembre 2025 - 18:23

Carrellata di sell off eccessiva? La view degli analisti su queste azioni AI, dopo il forte dietrofront.

Queste azioni AI possono volare del 50% dopo il massacro

Cosa fare con queste azioni AI, che sono finite al tappeto, crollando di oltre il 40% dai record testati a settembre?

I vari allarmi sulla sostenibilità degli utili incassati dai giganti dell’intelligenza artificiale sono stati pagati a caro prezzo dai titoli di diverse aziende attive nel comparto. Non hanno di certo aiutato gli avvertimenti lanciati da nomi altisonanti del mondo dell’alta finanza, come da Michael Burry, o Mr. Big Short che, tra le altre cose, ha accusato alcuni grandi nomi di star adottando artifici contabili che, inevitabilmente, stanno gonfiando e continueranno a gonfiare i loro bilanci.

Eppure c’è chi invita a non farsi condizionare da allarmismi facili e anche inutili, spiegando anzi che la recente correzione di alcune azioni, a quanto pare esagerata, ha creato piuttosto occasioni perfette per tornare a posizionarsi su alcuni titoli massacrati ultimamente dai sell. Tra i consigli che stanno spiccando tra chi crede ancora nel business dell’AI, ne spicca uno, che intravede un margine di rialzo pari a +50% per queste azioni, vittime in diverse occasioni di forti smobilizzi.

Azioni Oracle bastonate di recente dai sell off. Reazione esagerata?

Il titolo bastonato dai sell off che avrebbe spazio per balzare di quasi il 50% da qui fino a tutto il 2026 è Oracle, e gli analisti che hanno confermato la loro view positiva sono quelli della divisione di ricerca di Wells Fargo.

La caduta di Oracle è avvenuta la scorsa settimana, quando le azioni (ticker ORCL) sono scivolate a Wall Street di più del 5% nell’arco di una sola sessione.

A far scattare gli smobilizzi è stata la pubblicazione di un articolo del Financial Times, che ha riportato la notizia della presunta decisione di Blue Owl Capital (OWL), società di gestione di asset alternativi e principale partner di Oracle negli investimenti in data center, di non finanziare la costruzione di un’infrastruttura da circa 10 miliardi di dollari, con sede in Michigan.

La precisazione di Oracle, che ha negato la fondatezza delle indiscrezioni, è stata immediata.

La Big Tech americana ha diramato prontamente un comunicato, con cui ha definito i rumor del Financial Times “errati”, aggiungendo di star lavorando con il developer Related Digital.

Le trattative finali per l’accordo equity stanno procedendo secondo i tempi previsti e in linea con il piano”, ha confermato il portavoce di Oracle, mentre un portavoce del developer Related Digital che chiarito che “l’idea che Blue Owl si sia tirata indietro è categoricamente falsa. Si tratta di un progetto eccezionale che ha attirato un forte interesse da parte di partner equity. Abbiamo valutato tutte le opzioni disponibili e selezionato il partner equity ritenuto più adatto, in virtù della sua competenza senza pari nel settore”.

Reazione esagerata delle azioni Oracle a Wall Street? Cosa avevano detto gli altri analisti

Le rassicurazioni avevano già convinto alcuni analisti, che avevano fatto notare come il panico che aveva investito Oracle fosse stato esagerato.

In particolare, l’analista di Evercore ISI Kirk Materne aveva definito l’attenzione data al timing del data center di Oracle “quasi irrilevante” ai fini del calcolo della valutazione dei titoli, ricordando in una nota diramata venerdì scorso che le azioni ORCL erano già collassate a livelli che prezzavano il worst case scenario.

I titoli avevano infatti già azzerato il rally messo a segno e successivo all’annuncio della notizia dell’accordo con OpenAI, ovvero dell’accordo sul cloud più imponente della storia, del valore di ben 300 miliardi di dollari.

Anche Josh Wein, gestore di portafoglio di Hennessy Funds, aveva cònsiderato eccessiva la reazione del titolo alla notizia riportata dall’FT:

Pur ammettendo che “è difficile farsi un’idea chiara di quando questi data center verranno costruiti, quando entreranno in funzione e quando inizieranno a generare flussi di cassa”, interpellato da MarketWatch Wein aveva definito il sell off sulle azioni Oracle di mercoledì scorso “ esagerato ”.

La view di Wells Fargo, che intravede margine di rialzo di quasi +50%

Nelle ultime ore un chiaro assist ulteriore all’appetibilità delle azioni ORCL è arrivato dagli analisti di Wells Fargo, che hanno reiterato il rating “Overweight” sulle azioni, a fronte di un target price pari a 280 dollari, che implica un upside del 46% circa rispetto al valore a cui il titolo ha chiuso la sessione di venerdì scorso, 19 dicembre 2025 (oggi le azioni viaggiano attorno a quota $196).

Da un lato, nel far notare che, nel breve periodo, il sentiment sulle azioni Oracle è diventato più negativo, l’analista del colosso bancario di Wall Street Michael Turrin ha parlato di un “AI trade” che continua a rimanere sotto pressione, in una situazione in cui alcune tra le azioni più importanti del settore dell’intelligenza artificiale devono fare i conti con un contesto competitivo più sfidante.

Nel caso di Oracle, Turrin ha poi segnalato la preoccupazione di diversi esperti per l’elevata esposizione verso OpenAI, in particolare il dubbio in merito alla reale “ capacità di Oracle di centrare gli obiettivi sia sul fronte del finanziamento sia su quello dell’esecuzione, alla luce dei target precedentemente indicati”.

Dall’altro lato, in un contesto in cui “il mercato sta scontando quasi esclusivamente gli aspetti negativi, lasciando invece poco spazio a quelli positivi”, Turrin ha fatto notare che alcuni investitori hanno acquisito contestualmente “maggiore fiducia” nell’altro accordo con cui Oracle gestirà le attività statunitensi USA di TikTok, la cui chiusura è attesa per il 22 gennaio, così come nei confronti dell’operazione di raccolta di capitali da 100 miliardi di dollari da parte di OpenAI.

Il gestore di Wells Fargo ha così fatto notare che sul mercato si stanno facendo strada anche view confortanti da parte degli investitori positivi, così riassunte:

  • Considerano eccessiva la recente correzione del titolo, tornato sui livelli precedenti all’accordo con OpenAI.
  • Intravedono un potenziale significativo di guadagni di quote di mercato nel cloud IaaS.
  • Credono che il ciclo dell’intelligenza artificiale sia ancora nelle sue fasi iniziali.

Sulla base del miglioramento del sentiment, l’esperto di Wells Fargo ha motivato infine la sua fiducia nella corsa del titolo facendo notare, anche, che OpenAI potrebbe arrivare a rappresentare tra il 25% e il 30% degli utili di Oracle negli esercizi fiscali compresi tra il 2028 e il 2030.

Va ricordato che con il maxi accordo siglato tra Oracle e OpenAI, Oracle fornirà al gigante AI l’infrastruttura cloud necessaria per far funzionare i modelli di intelligenza artificiale su larga scala.

In pratica, Oracle metterà a disposizione server, storage e data center dedicati, garantendo scalabilità e affidabilità.

In cambio, OpenAI può eseguire i propri modelli (come ChatGPT e versioni future) senza costruire da zero l’infrastruttura.

Oracle diventerà così un partner tecnologico e fornitore cloud principale, generando ricavi ricorrenti e un legame strategico con uno dei principali player AI mondiali. La speranza è dunque che il titolo si riprenda, dopo il massacro che lo ha portato a crollare del 40% circa negli ultimi tre mesi di contrattazioni.

Il trend da inizio anno (YTD) è rimasto al rialzo, pari a un guadagno superiore a +18%.