È un brutto segno quando gli investitori si convincono che la probabilità di un crollo del mercato sia particolarmente bassa. Ed oggi le cose stanno esattamente così.
Secondo un particolare indice di sentiment, è probabile che il mercato azionario statunitense registrerà una performance inferiore alla media nei prossimi 24 mesi, come anche 25 titoli azionari statunitensi, al momento molto popolari e in forte ascesa. Nella lista figurano delle super-aziende come Nvidia, Super Micro Computer e Broadcom.
Come funziona l’US Crash Confidence Index
L’indicatore di mercato, noto come US Crash Confidence Index, è stato creato 40 anni fa da Robert Shiller della Yale University ed è ora gestito dalla Yale School of Management.
Ogni mese a un gruppo di investitori individuali e istituzionali viene chiesto: «Qual è secondo voi la probabilità di un crollo catastrofico del mercato azionario negli Stati Uniti?». Come accade altri indicatori del sentiment, il suo significato va interpretato al contrario: è un brutto segno quando gli investitori ritengono che la probabilità di un crollo sia particolarmente bassa.
Yale riporta l’indice in termini di percentuale degli intervistati che pensano che la probabilità di un crollo sia inferiore al 10%. I punti più alti sul grafico indicano che gli investitori pensano che la probabilità di un crollo sia inferiore, e viceversa. La media mobile a sei mesi dell’indice degli investitori istituzionali ha raggiunto il suoi massimi degli ultimi 15 anni, e l’indice degli investitori individuali ha raggiunto il suo secondo livello più alto nello stesso arco temporale.
Analizzando i dati dal 2001, anno in cui Yale ha iniziato ad aggiornare l’indice su base mensile, si nota come l’indicatore sia inversamente correlato con la performance dell’S&P 500 nei due anni successivi, il che significa che letture più alte dell’indice sono correlate a performance inferiori alla media e viceversa. La correlazione è significativa con un intervallo di confidenza del 95% per l’indice istituzionale e del 93% per l’indice degli investitori individuali.
L’US Crash Confidence Index può essere un indicatore contrarian prezioso, perché gli investitori del mercato azionario diventano più o meno rialzisti per ragioni totalmente estranee al mercato azionario stesso. Un rialzo irrazionale (al contrario di un rialzo razionale) causa in media una sopravvalutazione delle azioni e ne consegue che il mercato tende scontrarsi con la diffusa convinzione che un crollo sia improbabile.
Il ruolo delle emozioni nell’andamento dell’US Crash Confidence Index è stato documentato in un nuovo studio di Shiller, il professore di Yale William Goetzmann e Dasol Kim, dell’Office of Financial Research del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, intitolato «Emotions and Subjective Crash Beliefs», pubblicato un mese fa.
I ricercatori hanno scoperto che la convinzione di un intervistato legata alla probabilità di un crollo del mercato è fortemente influenzata da «eventi rari ed estremi» che non hanno nulla a che fare con il mercato azionario.
L’indicatore contrarian basato sul Crash Confidence Index non prevede di per sé che si verificherà un crollo, ma semplicemente che nei due anni successivi si registreranno rendimenti inferiori alla media. L’indice riflette le emozioni e le convinzioni soggettive degli investitori, molto diverse dai fattori oggettivi che hanno invece una capacità statisticamente significativa di prevedere le probabilità di un crollo. Ad oggi, secondo i fattori oggettivi le probabilità di un crollo dell’intero mercato sono al di sotto della media in questo momento.
Le 25 azioni a rischio crollo nei prossimi due anni
Ma alcuni titoli appaiono ancora vulnerabili al crollo, inteso come una discesa della quotazione di almeno il 40% nei due anni successivi. Uno studio recente evidenzia come la probabilità di un crollo di un titolo aumenta nella misura in cui la performance a due anni risulta essere superiore di quella dell’S&P 500. Quando questo margine di sovraperformance è di 100 punti percentuali, ad esempio, la probabilità di un crollo è vicina al 50%. Quando è di 150 punti od oltre, un crollo diventa quasi certo.
La tabella che elenca i 25 titoli dell’indice S&P 1500 che hanno sovraperformato l’S&P 500 negli ultimi due anni di oltre 200 punti percentuali (fonte dati: FactSet). Non tutti crolleranno, ovviamente, Ma è probabile che molti di questi scenderanno di oltre il 40% nei prossimi due anni.
| Titolo | Ticker | Margine % di performance superiore a quella dell’S&P 500 negli ultimi 2 anni) |
|---|---|---|
| Super Micro Computer, Inc. | (SMCI) - | 1.929 |
| Abercrombie & Fitch Co. Class A | (ANF) | 867 |
| NVIDIA Corporation | (NVDA) | 651 |
| Weatherford International plc | (WFRD) | 598 |
| Powell Industries, Inc. | (POWL) | 496 |
| e.l.f. Beauty, Inc. | (ELF) | 443 |
| Tidewater Inc | (TDW) | 418 |
| Royal Caribbean Group | (RCL) | 374 |
| Helix Energy Solutions Group, Inc. | (HLX) | 348 |
| Carpenter Technology Corporation | (CRS) | 306 |
| GE Aerospace | (GE) | 269 |
| UFP Technologies, Inc. | (UFPT) | 267 |
| XPO, Inc. | (XPO) | 265 |
| SkyWest, Inc | (SKYW) | 253 |
| Protagonist Therapeutics, Inc. | (PTGX) | 249 |
| Vistra Corp. | (VST) | 248 |
| Wingstop, Inc. | (WING) | 241 |
| Comfort Systems USA, Inc. | (FIX) | 239 |
| EMCOR Group, Inc. | (EME) | 234 |
| Jackson Financial Incorporation Class A | (JXN) | 228 |
| Fair Isaac Corporation | (FICO) | 226 |
| Constellation Energy Corporation | (CEG) | 224 |
| Dorian LPG Ltd. | (LPG) | 216 |
| Broadcom Inc. | (AVGO) | 208 |
| Arista Networks, Inc. | (ANET) | 201 |