Ci sono almeno 13 grandi catene di ristoranti a rischio nel 2026, tra fallimenti già dichiarati e ambiziosi piani di ristrutturazione del debito ancora vacillanti.
Non è un momento facile per la ristorazione, molte attività faticano persino a restare aperte. I costi sono aumentati sia per i ristoratori che per i clienti, i quali di conseguenza devono sempre più spesso rinunciare a cene e pranzi fuori. Un circolo vizioso che ormai si conosce bene in tante parti del mondo, dove sempre più attività falliscono e altrettante chiudono in tempo per evitare il peggio. Analizzando i comunicati, le chiusure, le aperture e l’andamento complessivo, FinanceBuzz ha individuato 13 catene di ristoranti che falliranno nel 2026 o comunque chiuderanno più locali. Ecco quali sono le previsioni.
1) Long John Silver
Tra le catene a rischio secondo FinanceBuzz c’è Long John Silver, l’amato fast-food a base di pesce che ha, invano, tentato di attirare i clienti allargando l’offerta. L’anno scorso ha anche aggiunto il pollo nel proprio logo distintivo, ma non cambia il fatto che abbia chiuso ben 150 sedi negli ultimi 3 anni.
2) Tgi Fridays
Tgi Fridays ha dichiarato bancarotta nel 2025, restando con meno di 100 sedi in tutto il territorio statunitense. Nonostante ciò, il marchio potrebbe sopravvivere e tornare con ben nuove 1.000 aperture, che al momento restano ignote.
3) Outback Steakhouse
Outback Steakhouse non è ancora in una situazione fallimentare, ma ha comunque subito grosse perdite negli ultimi anni, soprattutto a partire dalle chiusure del 2024. I locali da adibire alla ristorazione sono diminuiti, i contratti di locazione sono scaduti e i ricavi sono scesi, pertanto la società madre Bloomin’ Brands ha chiuso altre 40 sedi nel 2025. Restano comunque 670 sedi operative negli Usa, inizialmente 750.
4) Wendy’s
L’anno passato Wendy’s ha concluso 140 chiusure e nel corso del 2026 dovrebbe tirare giù la saracinesca su un altro centinaio di locali. Un modo per compensare la diminuzione delle vendite riducendo i costi, che rischia però di estendersi a ulteriori chiusure senza un miglioramento della situazione complessiva.
5) Boston Market
Il declino di Boston Market è uno dei più dolorosi per i consumatori americani, che dopo essere stati abituati a una disponibilità di ben 1.200 sedi operative si ritrova ora appena 15 ristoranti della catena. Il proprietario Jay Pandya ha anche provato a dichiarare bancarotta nel 2020, prima di arrivare al peggio (è stato chiuso il 95% dei punti vendita nel corso del 2024) ma invano.
6) Noodles & Company
Noodles & Company ha chiuso 33 ristoranti di proprietà aziendale e 9 ristoranti in franchising nel 2025. Tuttavia, le chiusure della catena sembrano essere appena iniziate. Si attendono infatti altre 30/35 punti vendita in meno nel corso del 2026. Con queste misure mirate, però, la catena potrebbe risollevarsi secondo le previsioni della Ceo Joe Christina, fiduciosa per la recente crescita dei ricavi.
7) On the border
On the border ha chiuso 77 ristoranti dopo aver dichiarato fallimento.
8) Danny’s
Denny’s ha iniziato a chiudere centinaia di locali negli ultimi 2 anni e si appresta ora a concludere questo percorso con un accordo nel 2026, tutto nell’ambito di un piano di ristrutturazione necessario a causa dei ricavi ridotti.
9) Starbucks
Starbucks ha chiuso ben 500 locali in Nord America, invertendo la tendenza che vede la catena moltiplicare le sedi ogni anno, nell’ambito di un’ottimizzazione delle attività. Non è affatto prossima al fallimento, ma sta effettivamente affrontando un periodo di insolita crisi, con annessi tagli al personale.
10) Jack in the Box
Jack in the Box ha pianificato la chiusura di 200 sedi tra il 2025 e il 2026, salutando anche il marchio Del Taco per ricominciare da Jack on Track.
11) Smokey Bones
Nel 2025 Smokey Bones ha chiuso 15 ristoranti, giudicati poco produttivi, avviando un massiccio programma di rebranding e concentrandosi sui mercati profittevoli.
12) Bar Louie
Bancarotta anche per Bar Louie, che ha annunciato la chiusura di almeno 13 sedi, restando con meno di 50 ristoranti operativi.
13) Hardee’s
Senza la riuscita dell’accordo francese da 16,5 milioni di dollari tentato, Hardee’s si appresta a chiudere ben 77 locali, che si aggiungono alle chiusure dell’anno passato.
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