Questo pensionato ha subito delle trattenute illegittime, dovrà ricevere la restituzione di tutte le somme con gli interessi maturati. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione.
Per i pensionati non è sempre facile verificare la correttezza degli importi ricevuti e soprattutto delle trattenute, soprattutto quando sono assicurati presso enti privati. Bisogna sapere, però, che un’ordinanza abbastanza recente della Cassazione ha messo un punto al ricorso di un pensionato contro il prelievo di solidarietà imposto dalla Cassa previdenziale privatizzata di riferimento. Il pensionato riteneva ingiusto subire la decurtazione di questa somma dal suo trattamento mensile e ha avuto ragione. Secondo la Suprema corte questa trattenuta sulla pensione è illegittima, perché esula dalle competenze delle Casse private. Queste ultime godono di una certa autonomia, anche nella determinazione dei criteri per il calcolo delle prestazioni previdenziali, ma non possono eseguire prelievi di natura tributaria. Come si fa quindi a comprendere quali sono le trattenute illegittime? Aiutiamoci con l’ordinanza n. 12122/2023.
Questa trattenuta sulla pensione è illegittima
La Corte di Cassazione ha stabilito l’illegittimità del contributo di solidarietà sulle pensioni imposto da una Cassa previdenziale privata. Quest’ultima ha effettuato delle trattenute imponendole autonomamente, eccedendo rispetto alla propria sfera di competenza. Secondo gli Ermellini, infatti, le Casse privatizzate hanno autonomia gestionale ma non possono prevedere prestazioni patrimoniali obbligatorie. Questo potere è riservato esclusivamente allo Stato, nel rispetto delle tutele costituzionali. La decisione dei giudici permette di delineare il confine con chiarezza, adesso, ma non si tratta affatto di un principio scontato.
La Cassa previdenziale in questione, ovviamente, non ha agito in maniera consapevole per aggirare la legge e sconfinare rispetto ai propri limiti. Bisogna infatti ricordare che le Casse di previdenza private assolvono comunque a una funzione pubblica nella garanzia dei trattamenti pensionistici. Proprio per questa ragione la legge riconosce loro un’ampia autonomia, essenziale nella gestione dei bilanci interni e delle pensioni, ma non le equipara comunque allo Stato. Esclusivamente le leggi statali possono prevedere prelievi di natura tributaria, come il contributo di solidarietà imposto al ricorrente. Queste trattenute incidono su una prestazione previdenziale già acquisita, corrispondendo a prestazioni patrimoniali che soltanto gli Enti pubblici, nei limiti delineati dalla legge, possono imporre.
In questo modo i diritti della cittadinanza vengono preservati, assicurando che gli interventi che incidono sul loro patrimonio siano adeguatamente ponderati. Le Casse previdenziali private possono soltanto prevedere un sistema di contribuzione per la maturazione dei requisiti pensionistici e l’erogazione del trattamento. Non possono invece intervenire sulla pensione già spettante all’assicurato, tantomeno se ciò significa modificare unilateralmente, senza il consenso dell’interessato, il contratto previdenziale. In sintesi, tasse e contributi obbligatori non possono essere imposti dagli enti previdenziali privati, che non sono autorizzati a eseguire prelievi forzosi e devono limitarsi alle sfere di propria competenza nella gestione dei trattamenti. Per questo motivo, il pensionato che si è rivolto alla Corte di Cassazione dovrà ricevere la restituzione di tutte le trattenute illegittime subite, insieme agli interessi maturati nei mesi.
Trattenute illegittime dalle Casse previdenziali privatizzate
Grazie all’ordinanza n. 12122/2023 della Cassazione è più facile verificare la legittimità delle trattenute imposte dalle Casse previdenziali private. Bisogna infatti controllare che non siano state previste unilateralmente, come avviene per nuovi prelievi imposti dopo il riconoscimento della pensione e il relativo calcolo dei ratei spettanti. Gli enti privati conservano invece la propria autonomia per quanto riguarda la contribuzione e i requisiti pensionistici, oltre che su eventuali regole e trattenute specifiche concordate insieme all’assicurato. Un prelievo apparentemente illegittimo diventa incontestabile se è stato previsto nel contratto e accettato dal pensionato.
Non solo le Casse previdenziali private
Quanto affrontato finora non esclude che anche l’Inps possa imporre delle trattenute illegittime a discapito dei pensionati. La Cassazione è intervenuta recentemente anche su questo, ricordando che le leggi statali impongono in ogni caso dei limiti da rispettare. Nel caso specifico, l’Inps aveva trattenuto delle somme dalla pensione di una beneficiaria che aveva percepito delle prestazioni in misura doppia, dovendole restituire. Questo pignoramento non era però avvenuto rispettando i limiti previsti dalla legge e nemmeno le procedure di accertamento e notifica. In caso di dubbi, quindi, è sempre bene verificare con un esperto tutte le voci dell’importo pensionistico.
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