Una previsione a dir poco ottimistica, ma Cathie Wood di Ark Invest ne sembra convinta.
L’esperta di crypto ormai è nota per essere una anticonformista finanziaria a cui piace andare controcorrente, senza aver paura di fare scommesse (e di seguirle) che altri eviterebbero senza pensarci due volte.
Tra le sue previsioni più audaci troviamo quella secondo cui il Bitcoin continuerà a salire di prezzo a livelli che la maggior parte degli investitori in criptovalute può solo sognare. Wood è una grande sostenitrice del Bitcoin e delle criptovalute in generale ed è stata una delle figure più influenti nel percorso per arrivare all’approvazione degli exchange-traded fund (ETF) spot Bitcoin da parte della Securities and Exchange Commission. Durante il processo che ha portato all’ok all’istituzione degli ETF, ha affermato che la sua società ritiene che il Bitcoin possa arrivare a valere fino a 1,5 milioni di dollari entro il 2030.
Grafico BTC/USD da ottobre 2023 ad oggi
Fonte: Baha
Tuttavia, più di recente ha affermato che il target massimo possa essere di 3,8 milioni di dollari entro il 2030. Si tratta di una salita di circa il 6.200% rispetto al prezzo di oggi e di un rendimento annuo superiore al 100%.
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Chiariamo subito: Wood non sta dicendo che il Bitcoin salirà necessariamente a 3,8 milioni di dollari, ma solo che è possibile che lo faccia. Il suo ragionamento parte dal fatto che i soldi degli istituzionali hanno inondato il mercato dopo l’approvazione degli ETF su Bitcoin e, se gli investitori istituzionali dovessero investire in media il 5% dei loro portafogli collettivi nella criptovaluta, il Bitcoin potrebbe raggiungere quella quotazione. Se.
È difficile stabilire una cifra esatta del coinvolgimento degli istituzionali sul mercato oggi, ma un report del 2023 di Ernst & Young afferma che il 55% degli investitori istituzionali con oltre 500 miliardi di dollari in asset, dove si concentra la quota maggiore degli asset totali, afferma di averne allocato meno dell’1% in «asset digitali». Il 16% afferma di averne allocato meno dello 0,1%. La maggior parte dei fondi preferisce azioni tradizionali e investimenti a reddito fisso. Solo circa il 7% degli asset totali gestiti è in «investimenti alternativi», una categoria che include un’ampia gamma di asset, dai terreni agricoli al private equity alle criptovalute. Che gli istituzionali abbiano in pancia una media totale del 5% solo in Bitcoin entro il 2030 è, nella migliore delle ipotesi, una previsione esagerata.
Tuttavia, rimane vero che gli investitori stanno mettendo sempre più soldi sul Bitcoin e questo capitale istituzionale aggiuntivo aggiungerà valore al mercato della criptovaluta.
È indubbio che Wood stia puntando molto su Bitcoin. Ci ha investito personalmente e il fatturato della sua società è, in parte, legato alle dimensioni del suo ETF spot Bitcoin. Ha un interesse personale nel far entusiasmare le persone sui rendimenti da capogiro che è possibile avere investendo in Bitcoin.
Il valore di Bitcoin aumenterà, probabilmente anche a un tasso che supera la performance delle azioni tradizionali, ma non così velocemente come previsto da Wood. Il Bitcoin ha già dimostrato di “essere qui per restare” ma sono finiti i tempi in cui si potevano comprare 1.000 euro di Bitcoin e diventare milionario qualche anno dopo. Mi dispiace, avresti dovuto comprare prima del 2014. Oggi, dovremmo pensare al Bitcoin più come a un asset tradizionale.
Ma è ancora relativamente nuovo. E resta ancora tutto da vedere.