Questa azienda ha chiesto ai dipendenti chi licenziare con un quiz in stile Squid Game

Laura Pellegrini

23 Gennaio 2026 - 17:55

“Chi vorresti licenziare?”: con una domanda a risposta multipla, i dipendenti di un’azienda veneta sono stati messi l’uno contro l’altro in stile Squid Game. Le proteste dei sindacati.

Questa azienda ha chiesto ai dipendenti chi licenziare con un quiz in stile Squid Game

Non si tratta di una nuova serie tv di successo, ma della realtà che hanno vissuto una sessantina di lavoratori veneti impiegati in un’azienda trevigiana di componenti elettrici. Poco prima di Natale, tutti i lavoratori sono stati sottoposti a un questionario aziendale che - secondo il titolare dell’azienda - avrebbe dovuto mettere in ascolto e testare il clima aziendale.

In realtà, all’interno del questionario erano state inserite domande molto particolari e umilianti per i lavoratori. Veniva chiesto, per esempio: “Chi vorresti licenziare in caso di riduzione del personale?”. Oltre alle varie opzioni di risposta, era possibile anche indicare nome e cognome della persona da licenziare.

Un clima estremamente teso e competitivo, aggravato dal fatto che l’azienda versi in condizioni economiche difficili. Tutto questo ha spinto i lavoratori a protestare per far valere la propria dignità.

Questionario shock in azienda: “Chi vorresti licenziare?”

L’azienda in questione è la Bluergo, con sede a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, e si occupa di produzione di componenti elettrici. Nel periodo precedente il Natale, ai dipendenti è stato consegnato un questionario nominativo molto particolare e sconcertante nel quale veniva chiesto di scegliere gli “eventuali” colleghi che avrebbero voluto licenziare nel momento in cui ci fosse stata la necessità di ridurre il personale.

La domanda (a risposta multipla) proposta ai lavoratori era la seguente: “Nel caso ritenessi utile procedere subito alla riduzione del personale, o per altri motivi si debba comunque procedere in quel senso, con quali criteri ritieni debbano essere scelte le persone da lasciare a casa?”.

Per valutare chi licenziare, venivano elencati diversi criteri:

  • persone che si propongono volontarie;
  • prima i part-time;
  • persone senza carichi familiari;
  • i più giovani;
  • altro (da specificare).

Una situazione quasi surreale, simile a quanto descritto nella serie coreana di successo Squid Game, dove le persone vengono messe le une contro le altre, in una sorta di sfida dove vince solo il più forte.

I dipendenti hanno immediatamente segnalato questa strana modalità di comunicazione aziendale e soprattutto hanno chiesto chiarezza sul proprio posto di lavoro. A inasprire la situazione, infatti, c’era un clima già teso a causa delle note difficoltà economiche dell’azienda. Soltanto una decina di questionari - su un totale di 60 dipendenti - sono stati riconsegnati compilati all’azienda.

Le difese dell’azienda

In sua difesa, il titolare dell’azienda veneta ha definito questa iniziativa come uno strumento di ascolto per i lavoratori: “È solo un’indagine interna per testare il clima aziendale”. Consapevole delle difficoltà del settore, avrebbe poi aggiunto: “Il mercato è in crisi e il nostro obiettivo è quello di scongiurare i licenziamenti”.

Tuttavia, da quanto emerge il questionario avrebbe indagato sui possibili nomi e cognomi dei lavoratori da licenziare, andando a creare una vera e propria “lista nera” redatta dai colleghi che ogni giorno lavoravano fianco a fianco.

Ecco perché molti hanno paragonato questa situazione quasi surreale a Squid Game, dove le persone sono in competizione tra loro per la sopravvivenza. Ma in questo caso non vince il più forte.

La reazione dei sindacati

Duro e immediato l’intervento della Fiom Cgil di Treviso. Il Segretario Generale Manuel Moretto non ha utilizzato mezzi termini per descrivere la situazione: “È il questionario della vergogna. Trasformare un momento di crisi in un gioco crudele che mette i lavoratori l’uno contro l’altro è inaccettabile”.

Secondo il segretario generale non si tratta soltanto di una violazione dello Statuto dei Lavoratori, ma di qualcosa di ancora più grande: mettere i lavoratori in conflitto tra loro e spingerli a indicare chi dovrebbero licenziare in caso di crisi va “oltre ogni principio elementare di dignità umana”.

Il sindacato ha indetto una mobilitazione per i prossimi giorni, chiedendo anche il ritiro immediato di ogni procedura legata al sondaggio. “Questi metodi – ha concluso Moretto – non rappresentano nemmeno una consultazione democratica. Non permetteremo che i lavoratori siano costretti a giocare a questa partita umiliante”.

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