Quattordicesima 2022 in busta paga: a chi spetta, importi e date di pagamento

Simone Micocci

01/06/2022

01/06/2022 - 17:09

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Quattordicesima mensilità in arrivo in busta paga tra giugno e luglio 2022, ma non per tutti. Ecco quali sono le categorie di lavoratori a cui spetta.

Quattordicesima 2022 in busta paga: a chi spetta, importi e date di pagamento

La quattordicesima mensilità è quell’emolumento aggiuntivo alla retribuzione che per alcuni lavoratori dipendenti viene pagato in busta paga a ridosso dell’estate. A differenza della tredicesima che spetta per legge a tutti i lavoratori dipendenti, la quattordicesima non è sempre obbligatoria, in quanto sono i singoli contratti collettivi nazionali a definire a chi spetta e a chi no.

Ci sono dunque lavoratori che possono fare affidamento sulla quattordicesima e altri invece no: ad esempio, ne hanno diritto i commessi come pure i baristi, mentre non spetta mai ai dipendenti pubblici.

Quando spetta, la quattordicesima viene calcolata con un sistema simile a quello già utilizzato per la tredicesima. Entrambe, infatti, si definiscono come mensilità differite, poiché maturano nel periodo in cui il lavoratore effettua la propria prestazione salvo beneficiarne, in un’unica soluzione, in un secondo momento.

È importante poi non confondere la quattordicesima spettante ad alcuni lavoratori dipendenti rispetto a quella che l’Inps riconosce ai pensionati nel mese di luglio. Sono due strumenti che nelle modalità di riconoscimento e calcolo sono estremamente differenti tra di loro, come potete notare consultando la nostra guida sulla quattordicesima sulla pensione.

Di seguito, invece, ci concentreremo sulla quattordicesima pagata in busta paga, facendo chiarezza non solo sulle categorie a cui spetta ma anche su altre informazioni come tassazione e date di pagamento.

Quattordicesima 2022 in busta paga

Chi ha diritto alla quattordicesima in busta paga

Solitamente la quattordicesima mensilità viene definita “gratifica feriale”, laddove la tredicesima è la “gratifica natalizia”; tuttavia non sono propriamente la stessa cosa. Come visto sopra, infatti, la quattordicesima è sì una retribuzione aggiuntiva simile alla tredicesima, ma a differenza di quest’ultima non è riconosciuta a tutti.

Intanto è bene sottolineare che non ne hanno diritto i dipendenti pubblici, in quanto si tratta di un’esclusiva di alcuni contratti del settore privato.

Va detto che, come spiegato da Claudio Lucifora, consigliere del Cnel, in Italia oggi ci sono 985 diversi contratti collettivi. È molto complicato quindi rispondere per ciascuno, ma possiamo vedere cosa prevedono i più importanti.

Ad esempio, sappiamo con certezza che la quattordicesima spetta ai contrattualizzati con:

  • Ccnl terziario, commercio e turismo;
  • Ccnl alimentare;
  • Ccnl chimica;
  • Ccnl pulizie e multiservizi;
  • Ccnl autotrasporti e logistica.

C’è la quattordicesima anche nel Ccnl per operai agricoli e florovivaisti, come pure per i lavoratori assunti con contratto farmacie private, i dipendenti di Poste italiane e per gli addetti alla vigilanza privata e servizi fiduciari. Altri contratti che prevedono la quattordicesima sono il Ccnl della mobilità (area contrattuale attività ferroviarie) e il contratto edile, ma quest’ultimo solamente per gli impiegati.

Non ne hanno diritto invece i lavoratori domestici, come ad esempio colf e badanti, i metalmeccanici, i bancari e i lavoratori del tessile. Va detto, però, che nei settori dove non è riconosciuta spesso la quattordicesima è sostituita da beni di produzione.

Per sapere se spetta o meno la quattordicesima, quindi, è importante iniziare dal capire qual è il proprio contratto collettivo di riferimento. A questo punto effettuare un controllo non sarà complicato. Tuttavia, è bene sottolineare che la quattordicesima può essere corrisposta, anche se non prevista dal Ccnl, qualora esista un accordo con il dipendente sulla base del contratto individuale. È comunque piuttosto raro che si verifichi una situazione di questo tipo.

Al contrario qualora lo preveda il contratto collettivo di categoria il datore di lavoro non può non corrispondere la quattordicesima, neanche se c’è un accordo scritto con il lavoratore.

Come si calcola l’importo della quattordicesima mensilità in busta paga

La quattordicesima è una mensilità aggiuntiva che viene corrisposta nei mesi estivi al lavoratore dipendente del settore privato. Come visto sopra, si tratta di una mensilità differita, con il lavoratore che ne matura una parte in ogni mese dell’anno, salvo poi riceverla in un’unica soluzione nella busta paga di giugno o in quella di luglio (a seconda di quanto previsto dal contratto).

La quattordicesima corrisponde in media a 1/12 della retribuzione lorda annuale, ma solamente per chi nel periodo di riferimento può vantare 12 mesi lavorati.

Diversamente, la quattordicesima si riduce quanti più sono i mesi non lavorati. Nel dettaglio, il periodo preso come riferimento è quello che va dal 1° luglio precedente al 30 giugno dell’anno in corso, nel quale si va a verificare qual è il periodo lavorato dal dipendente (in cui si considerano i periodi di ferie e malattia, come pure infortunio, maternità, congedo matrimoniale e cassa integrazione, mentre ad esempio non valgono i mesi in cui si è stati assenti ingiustificati al lavoro).

Ricapitolando, la formula per il calcolo della quattordicesima è la seguente:

(retribuzione lorda mensile * n. mesi lavorati)/12

Dove, come visto sopra, per i mesi lavorati si prende in esame il periodo che va da luglio dell’anno precedente a giugno dell’anno corrente. Inoltre bisogna ricordare che la quattordicesima, come anche la tredicesima, si matura solo se il dipendente ha lavorato per giorni pari o superiori a 15.

Facciamo ora qualche esempio supponendo che il lavoratore in questione abbia una retribuzione lorda mensile pari a 1.300 euro:

  • per un lavoratore che abbia iniziato a lavorare il 1° luglio 2021 fino al 30 giugno 2022 il calcolo della quattordicesima sarà: 1.300 euro * 12 mesi lavorati/ 12 mensilità. La quattordicesima sarà quindi di 1.300 euro (uno stipendio) che si andrà ad aggiungere allo stipendio ordinario;
  • per un lavoratore che abbia lavorato dal 1° agosto 2021 al 30 giugno 2022 il calcolo della quattordicesima sarà il seguente: 1.300 euro * 11 mesi lavorati/ 12 mensilità totali. La quattordicesima sarà così di 1.191,67 euro;
  • per un dipendente che abbia lavorato dal 1°febbraio 2022 al 30 giugno 2022 la quattordicesima sarà così calcolata: 1.300 euro * 5 mesi lavorati/ 12 mensilità. Il risultato sarà di 541,67 euro euro che vanno ad aggiungersi allo stipendio ordinario del lavoratore.

Come abbiamo visto dagli esempi di calcolo della quattordicesima non necessariamente ciò che il dipendente andrà a prendere come gratifica feriale corrisponderà all’intero importo della retribuzione mensile ordinaria.

La quattordicesima fa reddito: ecco come viene tassata

Anche la quattordicesima è soggetta a tassazione: quanto erogato in busta paga, quindi, sarà al netto delle tasse. Al pari dello stipendio mensile la quattordicesima è soggetta a contributi e tassazione Irpef; tuttavia, così come per la tredicesima, non è prevista l’applicazione delle detrazioni previste per il reddito da lavoro dipendente, né di quelle riconosciute per coniuge e familiari a carico.

L’irpef pagata sulla quattordicesima non ha alcun tipo di “sconto”, ragion per cui a parità di lordo c’è una differenza tra lo stipendio netto e la quattordicesima netta.

Va detto, però, che alla fine dell’anno, o comunque alla cessazione del rapporto di lavoro, verrà effettuato un conguaglio sulle somme corrisposte nel quale verranno considerate anche le relative detrazioni, così che il dipendente potrà recuperare l’Irpef pagata in più sulla quattordicesima.

Dal momento che fa reddito, poi, la quattordicesima incide anche ai fini Isee e per questo potrebbe influire sull’erogazione futura (quanto percepito nel 2022 verrà considerato solo nell’Isee 2024) di alcuni emolumenti, come reddito di cittadinanza e assegno unico.

Quando arriva la quattordicesima

Abbiamo detto che la quattordicesima arriva in estate, ma quando di preciso? La data di pagamento varia a seconda di quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale del lavoro della categoria di riferimento.

Ad esempio, sappiamo che per i dipendenti assunti con Ccnl terziario, commercio e turismo viene pagata entro il 1° luglio, mentre negli studi professionali entro il 30 giugno.

Nel settore alimentare arriva invece entro il 31 luglio, mentre nella logistica entro il 30 giugno. Anche per la data di pagamento, quindi, bisogna far riferimento a quanto stabilito dal contratto collettivo di riferimento, il quale solitamente si limita a indicare un periodo limite, lasciando al datore di lavoro un margine di discrezione.

Datore di lavoro che è in ogni caso obbligato a pagare la quattordicesima; diversamente, per il dipendente ci sono le stesse forme di tutela previste per coloro che non ricevono lo stipendio.

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