Quasi un miliardo di dollari. Intesa Sanpaolo scommette su SpaceX e conquista un terzo del portafoglio USA

Redazione Money Premium

18 Agosto 2026 - 09:42

Un terzo del portafoglio americano: perché Intesa ha puntato così tanto sui razzi spaziali di Musk?

Quasi un miliardo di dollari. Intesa Sanpaolo scommette su SpaceX e conquista un terzo del portafoglio USA

La recente rivelazione di un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission americana ha portato alla luce la dimensione concreta della scommessa di Intesa Sanpaolo su SpaceX.

Al 30 giugno 2026 la maggiore banca italiana deteneva quasi 5,66 milioni di azioni del colosso aerospaziale guidato da Elon Musk, per un controvalore di circa 966 milioni di dollari. Si tratta della posizione più rilevante all’interno del portafoglio azionario statunitense dell’istituto, pari a circa un terzo del totale di 2,92 miliardi di dollari investiti oltreoceano.

Un’operazione che viene da lontano

L’operazione affonda le radici nell’ottobre 2023, quando Intesa Sanpaolo aveva annunciato l’ingresso nel capitale di SpaceX in coerenza con il Piano d’Impresa 2022-2025, che individuava nell’innovazione uno dei pilastri per la creazione di valore. All’epoca l’entità dell’investimento non era stata resa pubblica perché inferiore alle soglie di disclosure obbligatoria, ma la successiva quotazione in Borsa di SpaceX, avvenuta a giugno 2026 con un’offerta iniziale a 135 dollari per azione e una capitalizzazione di mercato che si è attestata intorno ai 1.900 miliardi di dollari, ha trasformato quella scommessa in una delle maggiori esposizioni istituzionali italiane verso la space economy.

Cosa significa questa partecipazione? Per Intesa Sanpaolo rappresenta un chiaro segnale di orientamento strategico verso settori ad alto potenziale di crescita di lungo periodo. Il settore aerospaziale e le relative infrastrutture satellitari, a partire dalla costellazione Starlink, sono considerati elementi abilitanti non solo per l’esplorazione spaziale e la riduzione dei costi di accesso all’orbita, ma anche per lo sviluppo di applicazioni di connettività globale, monitoraggio ambientale, agricoltura di precisione e, sempre più, per le esigenze di trasferimento dati legate all’intelligenza artificiale. L’investimento conferma la volontà della banca di posizionarsi su tecnologie disruptive, diversificando il portafoglio oltre i tradizionali impieghi bancari e assicurativi.

Un potenziale da decifrare

L’impatto immediato si misura sia sul bilancio della banca sia sul mercato. La concentrazione di un terzo del portafoglio USA su un singolo titolo introduce un elemento di volatilità, tipico delle società ad alta crescita e ancora in fase di consolidamento dei multipli post-IPO. Al tempo stesso, la plusvalenza latente generata dalla quotazione rafforza il patrimonio e la capacità di generare valore per gli azionisti. Sul piano reputazionale, la presenza di un grande istituto europeo tra gli azionisti di SpaceX contribuisce a legittimare ulteriormente l’azienda agli occhi di investitori istituzionali globali.

Il potenziale di lungo periodo resta legato alla capacità di SpaceX di eseguire i suoi ambiziosi programmi, in particolare lo sviluppo di Starship e l’espansione commerciale di Starlink. Se i piani di Elon Musk di rendere i lanci completamente riutilizzabili e di costruire un’infrastruttura satellitare a supporto della prossima generazione di servizi digitali si concretizzeranno, la partecipazione di Intesa Sanpaolo potrebbe generare rendimenti significativi nel tempo. Al contrario, ritardi tecnologici, pressioni competitive o una correzione dei multipli di valutazione potrebbero esporre il portafoglio a oscillazioni marcate.