Quanto versa e quanto incassa l’Italia dall’Europa? Le cifre (vere) dei paesi dell’Unione

Le vere cifre della Corte dei Conti su quanto l’Italia versa e quanto incassa dall’Unione: in Europa, a guadagnarci sono soprattutto i paesi di Visegrad.

Quanto versa e quanto incassa l'Italia dall'Europa? Le cifre (vere) dei paesi dell'Unione

Nel bel mezzo della crisi in merito alla nave Diciotti, quando nessun altro paese europeo si era detto disponibile ad accogliere i migranti a bordo dell’imbarcazione della nostra Guardia Costiera, il governo su tutte le furie aveva anche ipotizzato di non versare più la propria quota all’Unione Europea.

Ma è vero quindi come ha detto Luigi Di Maio che l’Italia dà ogni anno 20 miliardi all’Europa? Spulciando i dati snocciolati dalla relazione annuale 2017 della Corte dei Conti emergono molti aspetti interessanti, a partire proprio dai paesi che più ci rimettono e quelli che al contrario più ci guadagnano con l’Unione.

Quanto dà e quanto riceve l’Italia

Per prima cosa va sottolineato quello che potrebbe essere definito un happy ending: dopo le tensioni per la questione migranti, l’Italia non solo ha pagato la sua quota mensile all’UE, ma l’ha fatto anche in anticipo.

Per capire però quanto il nostro paese ogni anno versa a Bruxelles e quanti di questi soldi ne riceve indietro, un articolo dell’esperto di fondi europei Andrea Del Monaco pubblicato sull’Huffington Post ci può chiarire le idee.

Nella relazione 2017 della Corte dei Conti, nella sezione controllo degli affari comunitari e internazionali si può vedere quanto l’Italia e gli altri Paesi membri dell’Unione nel 2016 abbiano dato e quanto abbiano ricevuto.

Paese Versamenti Accrediti Saldo
Austria 2.973,9 1.916,0 -1.057,9
Belgio 5.678,4 2.377,2 -3.301,2
Bulgaria 453,4 2.333,4 +1.880,0
Cipro 172,9 179,8 +6,9
Croazia 437,1 912,4 +475,3
Danimarca 2.546,7 1.374,9 -1.171,8
Finlandia 1.960,1 1.497,9 -462,1
Francia 21.094,6 10.912,1 -10.182,5
Germania 27.398,0 9.862,5 -17.535,4
Grecia 1.666,1 5.824,9 +4.158,8
Estonia 210,0 665,4 +455,4
Irlanda 1.965,4 1.989,7 +24,3
ITALIA 15.714,7 11.323,3 -4.391,3
Lettonia 252,7 724,7 +472,1
Lituania 396,5 1.467,4 +1.071,0
Lussemburgo 330,7 317,1 -13,5
Malta 92,5 200,2 +107,7
Olanda 6.711,7 2.148,9 -4.526,8
Polonia 4.141,4 10.607,9 +6.466,5
Portogallo 1.724,4 3.348,5 +1.624,1
Regno Unito 15.995,0 6.918,5 -9.076,4
Repubblica Ceca 1.611,0 4.674,2 +3.063,2
Romania 1.536,1 7.340,5 +5.804,4
Slovacchia 744,9 2.652,1 +1.907,2
Slovenia 405,0 534,7 +129,7
Spagna 11.067,0 11.458,7 +418,7
Svezia 3.822,1 1.677,0 -2.145,1
Ungheria 1.065,8 4.530,9 +3.465,1
TOTALE 132.167,9 109.834,0 -22.333,9

*Cifre in milioni di euro

L’Italia quindi nello specifico nel 2016 ha versato all’Unione Europea 15,7 miliardi di euro, ricevendone in cambio 11,3 miliardi per un saldo negativo pari a 4,4 miliardi. La cifra quindi è inferiore ai 20 miliardi citati da Di Maio.

Visegrad si arricchisce con l’Europa

In sostanza al nostro paese l’Europa costa oltre 4 miliardi l’anno. Conto più salato invece per Germania, Francia e Regno Unito, che nel 2019 però lascerà l’Unione. Tra i maggiori paesi, soltanto la Spagna ha incassato più di quanto elargito.

Curioso vedere poi come siano i paesi di Visegrad, da sempre molto critici verso Bruxelles, quelli che incassano di più dall’Unione Europea. Il primato infatti spetta alla Polonia, con Grecia e Romania che compongono poi il podio.

Anche Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, gli altri paesi di Visegrad assieme alla Polonia, hanno potuto giovare nel 2016 del portafoglio comunitario: una sorta di paradosso per chi con una mano critica e con l’altra incassa.

Se poi ampliamo lo sguardo al settennio 2000-2016, l’Italia ha dato 113,2 miliardi incassando 75,4 miliardi (-37,8 miliardi). Peggio è andata alla Germania (-104,7 miliardi), Regno Unito (-66,8 miliardi) e Francia (-57,3 miliardi).

A sorridere di più nel settennio è stata sempre la Polonia (+71,5 miliardi), seguita dalla Grecia (+31,8 miliardi) e dall’Ungheria (+28,7 miliardi) del primo ministro Viktor Orban che non vuole nessun migrante dall’Italia ma accetta di buon grado i fondi di Bruxelles.

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Argomenti:

Europa (UE) Italia

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