Arrivano alla fine dell’anno e sono gradite a lavoratori dipendenti e pensionati, che si ritrovano così liquidità extra in un periodo tradizionalmente denso di spese.
Spesso le tredicesime sono avvertite come somme aggiuntive o perfino come “gratifica natalizia”, anche se è bene sottolineare si tratta in realtà di retribuzioni differite, a tutti gli effetti parte della propria paga annuale. Ma oltre a questa precisazione, bisogna anche ricordare che le tredicesime sono naturalmente tassate e tra l’altro in modo diverso rispetto agli ordinari stipendi mensili, comportando quindi un importo netto generalmente più basso di quanto si riceve mese dopo mese durante l’anno.
Nel 2024 l’Inps per i pensionati, le amministrazioni per i dipendenti pubblici e le imprese per quelli privati stanno pagando una somma lorda di cui solo circa il 75% si traduce in netto. Il resto va al Fisco, e non parliamo di cifre da poco, considerando che negli ultimi cinque anni hanno superato cumulativamente i 61 miliardi di euro.
A tenere il conto è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ogni anno fornisce una stima su quante persone in Italia ricevono la tredicesima e soprattutto sull’ammontare dell’importo lordo e netto. Quest’anno i riceventi sono 35,7 milioni, a cui andranno 44,8 miliardi di euro. Tuttavia, per le mensilità supplementari, la somma complessiva lorda pagata da Inps e datori di lavoro si aggira sui 59,3 miliardi: restano quindi fuori 14,5 miliardi di ritenute Irperf, il gettito destinato al Fisco. Rispetto al 2023, il netto nelle tasche degli italiani è aumentato di 4,1 miliardi, mentre il gettito di 1,3. La crescita è dovuta all’incremento della platea dei lavoratori dipendenti (più 221 mila in un anno) e dei pensionati (99 mila in più rispetto al 2023), ma anche del monte salari.
Come rileva la Cgia di Mestre, anche con un pizzico di ironia, a “festeggiare” l’arrivo della tredicesima è appunto anche il Fisco. Con i 14,5 miliardi di quest’anno, i 13,2 del 2023, gli 11,4 del 2022, gli 11,8 del 2021 e i 10,4 del 2020 il totale fa appunto 61,3 miliardi su un lordo di 246,3 miliardi. In altri termini, un quarto delle tredicesime pagate da Inps, amministrazioni pubbliche e aziende negli ultimi cinque anni è andato al Fisco.
Il 45% di chi riceve oggi la tredicesima è un pensionato (sono 16,2 milioni), mentre oltre la metà (19,5 milioni) è costituita da lavoratori dipendenti nel settore privato e pubblico. Considerando 44,8 miliardi percepiti e una platea di 35,7 milioni di persone, quest’anno l’importo medio della tredicesima ammonta a circa 1.255 euro. Quasi un quinto delle tredicesime va a lavoratori e pensionati della Lombardia, più precisamente il 18,4%, seguita da Lazio al 9,8%, Veneto all’8,8%, Emilia-Romagna all’8,3% e Piemonte al 7,6%. Oltre alla tredicesima, quest’anno circa 4,6 milioni di dipendenti stanno ricevendo anche il cosiddetto bonus Natale da 100 euro netti, rivolto esclusivamente a lavoratori con redditi medio-bassi (non superiori a 28 mila euro) e con almeno un figlio a carico.