Quelli che seguiranno saranno i primi giorni di emissioni sovrane del Tesoro a luglio, mentre il prossimo appuntamento sarà nella seconda metà del mese. A rompere il ghiaccio sarà la classica asta del BOT a 1 anno, cui seguiranno (il giorno dopo) quelle dei titoli a medio-lungo termine.
Soffermiamoci sul Buono Ordinario del Tesoro, l’obbligazione più corta in assoluto tra le emissioni sovrane MEF.
Bene, quanto renderà il nuovo BOT di luglio e come guadagnare almeno il 3% in 1 anno?
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Caratteristiche del BOT e potenziale appeal
Tra le emissioni del Tesoro questo è l’unico titolo che non stacca cedole nel periodo di maturazione e pertanto detti zero coupon bond. La ragione è molto semplice e attiene alla breve vita utile, dato che di norma il Tesoro li emette a 12 o a 6 mesi di vita residua. Quelli più “lunghi” (365 giorni) in genere arrivano ai primi del mese come, appunto, all’asta del 10 luglio, mentre quelli più corti a fine mese.
Il guadagno è dato dal c.d. scarto di emissione, ossia dalla differenza tra il prezzo di emissione e quello di rimborso finale a 100, se acquistato in principio. Se invece la compravendita avviene nella fase di maturazione, tra prezzo di carico e quello di scarico. I punti di forza stanno quasi tutti nella garanzia sovrana, le basse spese di gestione e tassazione e l’essere liquido sul MOT, il mercato secondario dei bond.
Si tratta di un mix di fattori potenzialmente spendibili specie da chi ha capitali da parcheggiare sul breve termine. Sotto certi aspetti, infatti, è un sostituto del c/c e difatti entrambi rientrano nel perimetro degli strumenti del mercato monetario. Cioè i BOT non sono strumenti di pagamento (la spesa non si può pagare in BOT) ma dei buoni parcheggi della liquidità per pochi mesi.
La scheda tecnica del nuovo BOT a 1 anno
Vediamo i tratti salienti del BOT a 12 mesi in asta giovedì 10 luglio. Come anticipato si tratta di un bond nuovo di zecca, per cui non è ignoto l’ISIN che lo comunicherà l’emittente stesso all’emissione. Il titolo avrà data emissione e regolamento lunedì 14 luglio, e scadenza alla stessa data del 2026 per 365 giorni di durata complessiva. In pratica andrà a rimpiazzare gli 8,8 mld di € del BOT emesso nello stesso periodo del 2024 e in scadenza il 14/07/’25.
L’ammontare offerto all’asta del 10 è di 7,5 mld di €, ma si tratta della 1° tranche, per cui è probabile che altre ne seguiranno in futuro. Ancora, alla data del 30 giugno risultavano in circolazione 133,250 mld di euro di BOT, di cui circa 105 BOT a 12 mesi e il residuo a 6.
Quanto al calendario delle operazioni di sottoscrizioni, infine, il 9 termina l’inoltro delle prenotazioni da parte del pubblico, l’asta sarà il 10 e l’11 la supplementare.
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Quanto renderà il nuovo BOT di luglio e come guadagnare almeno il 3% in 1 anno?
Ora, quanto rende oggi un BOT a 12 mesi? Purtroppo i ricchi rendimenti dell’ottobre 2023 sono solo un lontano ricordo, dato che da allora ad oggi gli yield si sono progressivamente sgonfiati.
Lo testimoniano i numeri, tipo il trend del rendimento medio dei BOT (tratto dal Rendistato di Banca d’Italia) dal 2023 ad oggi. Il RendiBOT nel ’23 è stato pari a 2,446% a gennaio, il 2,779% a febbraio, il 2,929%, il 3,133%, il 3,270% e il 3,466% a, nell’ordine, marzo, aprile, maggio e giugno. Nei restanti 6 mesi, invece, il 3,699%, il 3,683%, il 3,821%, il 3,878%, il 3,782% e il 3,603%.
Invece i 12 ritorni medi lordi dei BOT nel ‘24 sono stati, in ordine di mese, al 3,632%, al 3,670%, al 3,711%, al 3,682% e al 3,659% a maggio. Da giugno in poi, al 3,577%, al 3,487%, al 3,251%, al 3,139%, al 2,965%, al 2,792% e al 2,588%
Infine ecco il RendiBOT dei primi 6 mesi del ‘25: 2,539%; 2,389%; 2,299%; 2,092%; 1,976% e 1,947% a giugno scorso.
Per conoscere il rendimento del BOT di luglio dovremo attendere il termine dell’asta di giovedì e scoprire lo yield esitato. Tuttavia, è prevedibile si attesterà in area 2%.
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Titoli più rischiosi per puntare al rendimento
Se l’intento vuol essere quello di parcheggiare la liquidità e spuntare un buon ritorno allora bisogna alzare il grado di rischio connesso allo strumento prescelto. Ad esempio il Romania Tf 5% ISIN XS2538440780, denominato in euro e in scadenza il 27/09/’26 (1 anno e 80 giorni circa), prezza 102,77 e rende il 2,54% circa. Il payout vola addirittura oltre il 5% (è del 5,04% il rendimento effettivo lordo a scadenza, dati: Borsa Italiana) con il Turchia 4.25%, ISIN US900123CJ75.
La scadenza sarà il 14 aprile ’26, tra poco più di 9 mesi, ma il bond è denominato in dollari americani e non in euro. Al momento il prezzo di riferimento è a 99,43.
Morale, se lo scopo è il ritorno sul breve termine allora bisogna aumentare il rischio legato al titolo preso in esame. Rischio che può essere tanto connesso all’emittente quanto, o in aggiunta, alla valuta del prodotto.
Tuttavia, c’è un’altra considerazione importante da fare e che pesa più della ricerca del rendimento stesso. Se il fine per cui si scelgono simili bond è quello del “parcheggio della liquidità” a breve termine, quanto, di quanto e in quali casi ha senso esporre il capitale a rischi? La risposta è ovviamente molto personale e strettamente soggettiva. Al solito, l’importante è sapere sempre quello che si vuole e su quali strumenti si spostano i propri soldi.