Quanto può salire ancora il prezzo del gas in Italia?

Guido Gennaccari

18/01/2025

Il PUN italiano più alto del prezzo in Germania (108 euro a dicembre), Francia (98), Spagna (111): il prezzo in Italia a inizio 2025 è maggiore anche rispetto a quello negli USA (61 euro/mwh).

Quanto può salire ancora il prezzo del gas in Italia?

I tassi di inflazione scendono nella speranza di un ulteriore taglio dei tassi, più probabile in Europa che in America, mentre i rendimenti dei titoli di stato sono saliti, contrariamente alle aspettative.

Il mercato potrebbe vedere un riaccendersi della miccia inflazionistica in questo 2025 tra dazi e guerre?

Concentriamoci sul gas. I prezzi sul Cme durante la pandemia hanno seguito un trend rialzista simile a quello degli anni 2000, con medesimo livello di top in area 10 $, comunque lontano dagli oltre 15,5 $ del 2005.

Attualmente i prezzi sono a 4 $, anche se il prezzo per megawattora restituisce altre evidenze.

Banca d’Italia specifica: “Da ottobre, dopo un periodo di elevata volatilità, il prezzo di riferimento del gas naturale per i mercati europei (Title Transfer Facility, TTF) è salito a 47 euro al megawattora. Oltre a diversi fattori legati alla domanda – come l’inizio della stagione fredda e la ridotta produzione di elettricità generata da impianti eolici – da fine dicembre l’aumento rispecchia soprattutto l’interruzione dei flussi di gas russo verso l’Europa orientale attraverso l’Ucraina, i quali soddisfacevano circa il 5 per cento della domanda annuale europea di gas. L’interruzione è stata determinata dal mancato rinnovo dell’accordo di transito tra i due paesi. Il moderato incremento dei rischi alle forniture si è riflesso nelle quotazioni dei contratti futures a un anno, saliti a 43 euro per megawattora. Inoltre gli stoccaggi europei nella prima metà di gennaio sono scesi al 66 per cento della capacità totale, circa 15 punti percentuali al di sotto dei livelli osservati nello stesso periodo dello scorso anno.

Riassumendo: inizio 2020 USA 6$ oggi 10$ mentre Europa 10 $ a 50 $!

Anche Confindustria sul Gas sottolinea quanto sia cara l’elettricità in Italia: “Rincara il gas. Il prezzo del gas in Europa (TTF) a gennaio è salito ulteriormente, a 48 euro/mwh (da 45), toccando in alcuni giorni quota 50. Il continuo rincaro rispetto ai minimi toccati a febbraio 2024 (26 euro) ha portato l’aumento complessivo al +85,5%, sebbene i livelli restino ampiamente sotto i picchi anomali del 2022. Sale a inizio 2025 anche il prezzo del petrolio (77 dollari a barile, da 74) anche se, dopo il trend decrescente dello scorso anno, la quotazione resta sotto il picco della primavera 2024 (90 dollari). Perché il gas è più caro? Il rincaro è stato alimentato dalla chiusura da inizio anno del gasdotto che dalla Russia, attraverso l’Ucraina, portava gas in Europa, che era rimasto operativo nonostante i tre anni di guerra tra i due paesi. Ciò ha innescato il timore che, in quei paesi europei che ancora importavano dalla Russia (es. Slovacchia, Austria), gli stock di gas non siano sufficienti per sostenere i consumi dell’inverno. Un timore simile, ma più moderato e meno diffuso, rispetto a quello innescatosi a inizio guerra nel 2022.

Italia al sicuro sul gas. In Italia, le importazioni di gas sono diminuite in misura marcata dall’inizio del conflitto Russia-Ucraina (49 mmc nei primi 10 mesi del 2024, da 60 nello stesso periodo del 2021, -17,9%; dati MASE). Ciò grazie alla forte riduzione dei consumi nazionali di gas in tali anni (48 mmc, da 59, -19,0%). Inoltre, con la significativa diversificazione dei paesi fornitori, ora l’Italia importa, proporzionalmente, di più da Nord Africa (18 mmc) e Azerbaigian (8 mmc), ma anche gas liquefatto in arrivo via nave, da Qatar e in parte dagli USA, mentre l’import dalla Russia si è ridotto a volumi marginali. Ma l’impatto sull’elettricità è immediato. Il rincaro del gas, che avviene per i suddetti timori in diversi paesi dell’Europa, fa però lievitare immediatamente il prezzo dell’elettricità anche in Italia, sebbene questi timori da noi non abbiano fondamento. Nella borsa elettrica italiana, il PUN a gennaio 2025 è quotato a 139 euro/mwh in media, da 88 a febbraio 2024. Si tratta dunque di un rincaro pari al +57,9% in circa un anno.

Elettricità storicamente più cara in Italia. Un confronto con le borse elettriche degli altri paesi UE mostra che il PUN italiano è costantemente più alto del prezzo in Germania (108 euro a dicembre), Francia (98), Spagna (111). Secondo i dati disponibili il prezzo in Italia a inizio 2025 è maggiore anche rispetto a quello negli USA (61 euro/mwh) e in Giappone: ciò penalizza la competitività internazionale della nostra economia.

Impatto sui bilanci delle imprese. Se il rincaro si rivelerà persistente, c’è il rischio che salgano in misura marcata i costi sostenuti dalle imprese italiane ed europee per l’energia, intesa come elettricità e gas, petrolio e raffinati (i combustibili). L’impatto maggiore si avrebbe nell’industria, già in difficoltà per altre ragioni, e in particolare sui settori energy intensive (chimica, minerali non metalliferi, metallurgia, carta). Solo alcune imprese sono protette da contratti di fornitura di medio-lungo termine, che rimandano il rincaro.

Spinta a breve sull’inflazione. Per le famiglie, salirà meccanicamente l’inflazione, a parità di andamento dei prezzi core (cioè al netto di energia e alimentari). L’energia, infatti, conta per il 10% circa nel paniere di beni e servizi con cui si costruisce l’indice dei prezzi (NIC). Quindi, l’impatto aritmetico di un rincaro energetico alla fonte, sulle materie prime, che di solito avviene nel NIC con un ritardo di un mese, è tradizionalmente molto rilevante. Senza considerare eventuali effetti a cascata dei costi energetici nella determinazione di altri prezzi. Una maggiore inflazione, erodendo il reddito reale, potrebbe frenare i consumi.

Mercato elettrico da riformare. Questa situazione rende evidente, come già nel 2022, che il prezzo dell’elettricità in Italia è troppo basato sulla quotazione europea del gas. La correlazione tra i due prezzi è altissima (99% nel periodo gennaio 2019-25). È sempre più urgente allentare questo stretto legame, che è di natura regolamentare, per lasciare che il prezzo elettrico sia basato anche sui costi (minori) della generazione da fonti rinnovabili. Il limite europeo al prezzo del gas, invece, non è una soluzione perché, a fronte del rincaro in atto, è “non stringente”, essendo fissato troppo in alto (180 euro mwh).

L’Italia ha una inflazione oggi più bassa rispetto all’eurozona e un costo dell’elettricità considerevolmente più alto. Come andrà a finire? Difficile fare scenari data la schizofrenia dei prezzi dell’energia in giro per il mondo, però di sicuro l’inflazione venderà cara la pelle, probabilmente il 2% potrebbe diventare anacronistico.