Quanto posso guadagnare su Vinted senza dichiarare allo Stato?

Patrizia Del Pidio

29 Marzo 2026 - 11:18

Non sempre se vendi su Vinted devi dichiarae allo Stato i tuoi guadagni. Vediamo quali limiti non si devono superare.

Quanto posso guadagnare su Vinted senza dichiarare allo Stato?

Quanto è possibile guadagnare su Vinted senza dover dichiarare al Fisco? Se le vendite online fino a qualche anno fa erano una zona grigia in cui il Fisco raramente entrava, oggi la trasparenza imposta prevede anche controlli più approfonditi.
Proprio questa attenzione particolare che si riserva alle vendite online porta molti utenti di Vinted a chiedersi «Riceverò un accertamento per aver venduto i miei vecchi vestiti?».

Partiamo dal presupposto che vendere usato è perfettamente legale e che nella maggior parte dei casi non è un’attività che richiede il versamento delle imposte sul reddito. Per essere certi che i propri guadagni non siano da dichiarare al Fisco è necessario fare una netta distinzione tra vendita occasionale di beni usati e reselling professionale poiché, in questo secondo caso la direttiva DAC 7 ha reso tutto molto più trasparente, anche se non necessariamente più punitivo.

La soglia da non superare

Il cuore della questione va ricercato proprio nella natura della vendita: se si tratta di una vendita una tantum di un oggetto usato che non si usa più si definisce come attività occasionale e non c’è bisogno di dichiarare le entrate avute al Fisco. Ma se si vendono oggetti abitualmente, in modo organizzato e professionale si configura attività commerciale e non è soltanto necessario pagare le imposte sul guadagno, ma anche aprire una partita Iva e versare i contributi alla cassa previdenziale.

Quello che qualcuno potrebbe chiedersi è come faccia il Fisco a sapere cosa è stato venduto online, ma proprio qui entra in gioco la direttiva DAC 7 che impone alle piattaforme come Vinted (Etsy, eBay, Wallapop, Subito) di comunicare i dati dei propri utenti all’Agenzia delle Entrate quando in un anno solare si superano:

  • 30 vendite complessive;
  • i 2.000 euro di incasso.

La comunicazione della piattaforma al Fisco, in ogni caso, non equivale a una tassa da versare in automatico, in quanto si tratta solo di un monitoraggio in base al quale l’Agenzia delle Entrate deciderà su chi approfondire i controlli.

Quanto posso guadagnare su Vinted senza dichiarare?

Da quanto scritto nel paragrafo precedente, quindi, la dichiarazione dei redditi conseguiti dalla vendita su Vinted non dipende esattamente da un importo limite. Si possono guadagnare anche cifre elevate e rimanere nell’attività occasionale (magari si vende un solo oggetto di lusso usato) senza dover dichiarare le entrate allo Stato. Come, allo stesso modo, si possono avere guadagni esigui pur rientrando nella definizione di attività professionale.

Supponiamo che un soggetto venda su Vinted braccialetti a 1 euro l’uno. Ne vende 500 tutti uguali in un anno a 500 soggetti diversi guadagnando complessivamente 500 euro (a cui si dovrebbe sottrarre il costo della merce venduta). In questo caso l’attività non può definirsi occasionale, le vendite sono molte e si configura l’attività commerciale perché abituale e professionale (per inviare 500 oggetti a soggetti differenti ci si deve organizzare per l’imballaggio e la spedizione). Nel caso dei braccialetti sarebbe necessaria l’apertura della partita Iva, anche se non si raggiunge una soglia molto alta di incassi: la piattaforma, infatti, comunicherà al Fisco i dati dell’utente e le vendite effettuate.

Quando il guadagno diventa reddito?

Se si vende un oggetto usato per il Fisco si tratta di una vendita in perdita: sicuramente l’oggetto è venduto a un prezzo inferiore rispetto a quello che si è pagato acquistandolo. Non essendoci plusvalenza la vendita non può essere considerata guadagno. Anche nel caso di vendita di più oggetti (ad esempio la vendita di un certo numero di capi di abbigliamento usati che non si usano più) se non c’è guadagno non può esserci tassazione.

Se, invece, si comprano oggetti, anche usati, per rivenderli a un prezzo maggiore si sta svolgendo attività commerciale ed è necessario aprire partita Iva.

Per chi vende i propri oggetti usati, quindi, indipendentemente dal numero di vendite e dall’importo che si incassa, non deve esserci timore poiché il Fisco non chiederà il pagamento delle imposte e non è necessario inserire i redditi nella dichiarazione annuale. Vendere in perdita non genera tassazione. È il concetto di assenza di plusvalenza: per il Fisco, il reddito tassabile è solo quello «diverso» (Art. 67 TUIR) derivante da attività commerciali non esercitate abitualmente, ma solo se c’è un guadagno effettivo rispetto al prezzo d’acquisto.

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