Quanto guadagnano i Presidenti di Camera e Senato?

Il primo passo della nuova legislatura sarà l’elezione dei nuovi Presidenti di Camera e Senato. Vediamo allora quanto andranno a guadagnare.

Quanto guadagnano i Presidenti di Camera e Senato?

Passate le elezioni dello scorso 4 marzo, l’agenda politica della nuova legislatura vede come primo passo l’elezione dei Presidenti della Camera e del Senato. Soltanto dopo questa doppia votazione, si potrà iniziare a ragionare in ottica della formazione di un nuovo governo.

Se lo stipendio dei parlamentari italiani è da sempre stato oggetto di discussione, vediamo allora quanto andranno a guadagnare i prossimi Presidenti di Camera e Senato che rappresentano rispettivamente la terza e la seconda carica dello Stato.

Lo stipendio dei Presidenti di Camera e Senato

La nuova legge sullo stipendio dei dipendenti pubblici prevede che non possa essere superata la soglia dei 240.000 euro annui. Anche se spesso vengono visti e considerati come una specie di “casta”, anche i nostri politici rientrano in questo novero.

Così come avviene per il Presidente della Repubblica, anche chi viene designato per guidare il Senato e la Camera dei Deputati deve rispettare questo tetto imposto a tutti i pubblici dipendenti.

Ma quanto guadagnano allora la seconda e la terza carica dello Stato? Vediamo nel dettaglio come è suddiviso il loro stipendio mensile e a quanto ammonta il loro compenso annuo.

  • Indennità di parlamentare - 5.000 euro
  • Diaria - 3.503 euro
  • Rimborso spese - 3.690 euro
  • Indennità d’ufficio - 4.223 euro

In totale quindi i Presidenti di Camera e Senato percepiscono mensilmente 16.416 euro. Moltiplicata questa cifra per i dodici mesi dell’anno si arriva a un totale complessivo annuo di 196.992 euro, una somma quindi che rientra perfettamente nel limite dei 240.000 euro imposto per legge.

I tagli nella scorsa legislatura

Poco dopo essere stati nominati, nel marzo 2013 gli allora Presidenti Pietro Grasso (Senato) e Laura Boldrini (Camera) annunciarono la loro decisione di sforbiciare di molto quello che era il loro stipendio.

Laura Boldrini durante i suoi cinque anni di mandato ha rinunciato a diverse voci del proprio stipendio, tagliando il suo rimborso spese da 3.690 mensili a 1.800 e l’indennità d’ufficio fino a 1.900 euro. In generale quindi ha rinunciato a circa il 30% del suo stipendio, tanto che nell’ultima dichiarazione dei redditi del 2017 ha dichiarato 137.337 euro.

Anche Pietro Grasso una volta ricevuto l’incarico di guidare Palazzo Madama ha annunciato che si sarebbe dimezzato lo stipendio. Inoltre, l’ex magistrato aveva espresso l’intenzione anche di ridurre i costi della propria scorta.

Vedremo dunque se i nuovi Presidenti decideranno anche loro di continuare su questa strada dei tagli al proprio stipendio. Visto l’exploit elettorale, la guida di una delle due Camere dovrebbe essere affidata a un esponente del Movimento 5 Stelle, partito questo che da sempre si batte per una netta diminuzione dei costi della politica.

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