Quanto si guadagna con le supplenze brevi?

Simone Micocci

22 Febbraio 2018 - 13:55

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Quanto guadagna un insegnante non di ruolo alla quale gli è stata assegnata una cattedra vacante? Ecco come calcolare la retribuzione prevista per le supplenze brevi e saltuarie.

Quanto si guadagna con le supplenze brevi?

Quanto viene pagata una supplenza breve? Di seguito proveremo a rispondere a questa domanda analizzando tutti i parametri che determinano lo stipendio riconosciuto alle supplenze brevi e saltuarie.

In Italia ci sono circa 80mila insegnanti precari; un numero elevato di docenti che ogni anno spera nell’assegnazione di una cattedra vacante e nell’attribuzione di una supplenza annuale. Le supplenze annuali sono quelle che durano per l’intero anno scolastico, per le quali la scadenza del contratto può essere fissata al 30 giugno o al 31 agosto.

Chi non riesce ad ottenere una supplenza annuale deve accontentarsi di coprire delle cattedre vacanti per periodi brevi e saltuari; si definiscono supplenze brevi, quindi, quelle sostituzioni di docenti assenti temporaneamente (ad esempio per motivi di salute).

Nel dettaglio, le supplenze annuali vengono assegnate quando ad inizio anno scolastico si sa già che la cattedra resterà vacante fino alla fine delle lezioni. Si ricorre a quelle brevi invece quando l’insegnante di ruolo è assente solo per un determinato periodo; è bene precisare però che anche quelle supplenze che durano fino alla fine delle lezioni ma vengono assegnate dopo gennaio sono considerate brevi.

Fatte le dovute precisazioni possiamo continuare analizzando qual è lo stipendio previsto per chi ricopre una cattedra vacante temporaneamente. Perché - come vedremo di seguito - se lo stipendio degli insegnanti di ruolo è tra i più bassi d’Europa, ai supplenti brevi va anche peggio.

Quanto si guadagna per una supplenza breve?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare riferimento a quanto indicato nel nuovo CCNL del comparto Istruzione e Ricerca in merito agli stipendi degli insegnanti italiani.

Qui vengono indicati i seguenti compensi minimi (per l’anzianità di servizio inferiore ad 8 anni):

  • Insegnante della scuola dell’infanzia e primaria: 19.996,27 euro;
  • Insegnante della scuola secondaria (I e II grado): 21.693,22 euro.

Queste cifre sono da considerare al lordo delle tasse e fanno riferimento all’intero anno scolastico, ossia a 12 mesi lavorativi; riguardano quindi i soli insegnanti di ruolo o quelli a cui viene assegnata una supplenza annuale.

Per le supplenze brevi, invece, spetta lo stipendio solamente per le ore di lavoro effettivamente svolto; il guadagno, quindi, dipende dalla durata della supplenza e dal tempo che questa vi occupa.

Di seguito trovate le cifre degli stipendi dei supplenti brevi a seconda delle ore di supplenza settimanali; bisogna precisare però che questi importi variano a seconda della Regione in cui si insegna poiché dipendono dalle addizionali regionali. Si tratta quindi di valori medi suscettibili a variazione.

Grado di istruzione Ore di supplenza settimanali Stipendio mensile (lordo)
Scuola dell’infanzia 2 ore 128€
4 ore 256€
6 ore 384€
8 ore 512€
10 ore 640€
12 ore 769€
14 ore 897€
16 ore 1.025€
18 ore 1.153€
20 ore 1.281€
22 ore 1.409€
24 ore 1.538€
Scuola primaria 2 ore 139€
4 ore 279€
6 ore 419€
8 ore 559€
10 ore 699€
12 ore 838€
14 ore 978€
16 ore 1.118€
18 ore 1.258€
20 ore 1.398€
22 ore 1.538€
Scuola secondaria 2 ore 185€
4 ore 370€
6 ore 556€
8 ore 741€
10 ore 926€
12 ore 1.112€
14 ore 1.297€
16 ore 1.482€
18 ore 1.668€

Tuttavia c’è un’ulteriore precisazione da fare: nella busta paga dei supplenti brevi manca la voce “retribuzione professionale docenti” che ammonta a poco più di 160€.

Questa mancanza però viene compensata dal pagamento della tredicesima spalmato mensilmente; a differenza dei docenti di ruolo e delle supplenze annuali, infatti, la tredicesima non viene pagata in un’unica soluzione nel mese di dicembre ma viene distribuita nel corso dell’anno.

Quando viene pagata la supplenza breve

Questa è una delle note dolenti delle supplenze brevi. Spesso infatti le supplenze brevi vengono pagate con molto ritardo e gli insegnanti precari devono attendere mesi prima di ricevere quanto gli spetta di diritto.

Il ritardo è motivato dalla complessità delle procedure che portano al pagamento dello stipendio, quali:

  • dopo il conferimento dell’incarico la segreteria scolastica deve inserire tutti i dati nel sistema informatico del MIUR inviandoli a NoiPA;
  • questo, una volta acquisiti i dati, calcola il trattamento economico e rigira il risultato alla scuola in cui il supplente presta servizio;
  • la scuola controlla la correttezza del calcolo e se non rileva errori autorizza NoiPa al pagamento della retribuzione;
  • i dati finali vengono inviati alla Ragioneria dello Stato che darà il via al pagamento solo una volta verificato che ci sono i fondi disponibili. In caso contrario sarà NoiPA a monitorare fino a quando la Ragioneria non stanzierà i fondi necessari per il pagamento delle spettanze.

Solo dopo aver completato tutte queste operazioni lo stipendio arriva nei conti correnti degli insegnanti supplenti. Purtroppo le tempistiche molto spesso non vengono rispettate; basta un piccolo errore in una delle fasi della procedura, infatti, per far slittare la data dei pagamenti.

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