Lo stipendio di Massimiliano Allegri, i dettagli del contratto con il Napoli e quanto ha guadagnato in passato l’allenatore toscano reduce dalla debacle al Milan
Quanto guadagna Massimiliano Allegri? Il valzer delle panchine ha riservato uno dei colpi più clamorosi dell’estate: il Napoli campione d’Italia ha ufficializzato l’ingaggio del tecnico livornese, chiamato a raccogliere sulla panchina azzurra l’eredità di Antonio Conte.
Massimiliano Allegri è uno degli allenatori più vincenti della Serie A: sei Scudetti (uno con il Milan e cinque consecutivi con la Juventus), cinque Coppe Italia e due Supercoppe italiane.
Nella sua bacheca continuano però a mancare i trionfi europei, il limite che gli è stato storicamente rimproverato insieme alle critiche per un gioco giudicato eccessivamente prudente.
Dopo la deludente stagione al Milan, chiusa al quinto posto e senza la qualificazione alla Champions League, Allegri ha scelto di ripartire proprio dagli azzurri, tornando in una piazza che conosce bene: aveva già vestito la maglia del Napoli da calciatore nel 1997/98.
Ecco, allora, qual è lo stipendio di Massimiliano Allegri al Napoli, dando uno sguardo ai dettami del nuovo contratto, alla stima di quanto ha guadagnato in carriera e al patrimonio costruito lontano dai campi.
Quanto guadagna Massimiliano Allegri al Napoli: stipendio e contratto
Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli: il club di Aurelio De Laurentiis ne ha annunciato l’ingaggio con un comunicato ufficiale, confermando un contratto triennale valido fino al 30 giugno 2029.
Sul piano economico, l’accordo prevede uno stipendio da circa 4,5 milioni di euro netti a stagione, ai quali si aggiungono bonus legati agli obiettivi sportivi, in particolare la qualificazione alla Champions League e un premio in caso di conquista dello Scudetto.
Considerando la sola parte fissa, il triennale vale dunque intorno ai 13,5 milioni di euro netti complessivi, senza contare i premi a risultato. Sul fronte lordo, l’ingaggio corrisponde - secondo le stime riportate da Calcio e Finanza - a circa 8,33 milioni di euro all’anno a carico del Napoli.
Si tratta di una cifra in leggero ribasso rispetto all’ultima annata al Milan, dove Allegri percepiva un ingaggio più elevato. Secondo quanto riportato dalla stampa, il tecnico avrebbe inoltre rinunciato alla buonuscita, chiudendo il rapporto con i rossoneri con l’ultimo stipendio di giugno: un’intesa che ha rappresentato un sollievo anche per i conti del club.
Quanto ha guadagnato Allegri come allenatore fino ad oggi?
Dopo una discreta carriera da calciatore, Massimiliano Allegri ha raccolto i risultati più importanti in panchina, e i trionfi hanno fatto lievitare nel tempo anche i suoi guadagni.
Alla prima esperienza al Milan il tecnico percepiva 1,2 milioni a stagione, poi più che raddoppiati a 2,5 milioni dopo il rinnovo.
Approdato alla Juventus, Allegri partì da un ingaggio di 2,5 milioni, cresciuto progressivamente fino a 3,5 milioni più bonus e poi a 7,5 milioni al momento dell’esonero del maggio 2019.
Con il ritorno a Torino nel 2021, il livornese firmò un contratto che gli garantiva uno stipendio da 7 milioni netti a stagione (pari a circa 12,95 milioni lordi), tra i più alti dell’intera Serie A dell’epoca, alla pari con José Mourinho.
Nell’ultima stagione al Milan (2025/26) il suo ingaggio è stato indicato dalla stampa in 5,5 milioni di euro netti, anche se altre fonti - come Calcio e Finanza - lo hanno stimato in 5 milioni.
Facendo una rapida stima, nel corso della sua carriera da allenatore Allegri avrebbe superato i 75 milioni di euro netti di soli stipendi, senza considerare bonus, sponsorizzazioni e altri introiti; il nuovo triennale con il Napoli è destinato ad accrescere ulteriormente questa cifra.
Il patrimonio di Allegri oltre il calcio: la società Malpaso
Allegri non si è però limitato a incassare ingaggi importanti: negli anni ha costruito un solido patrimonio attraverso la Malpaso srl, società di cui detiene il 90% delle quote e di cui si sono occupate Italia Oggi e Calcio e Finanza.
Nata nel 2017, la società ha progressivamente spostato il proprio core business sul settore immobiliare, con un portafoglio distribuito tra più città. Il valore delle immobilizzazioni materiali supera i 13,7 milioni di euro, con un valore di mercato stimato più alto per effetto degli ammortamenti.
L’ultimo bilancio disponibile, quello del 2024, ha registrato un valore della produzione di 460.527 euro, in crescita rispetto ai 328.587 euro dell’anno precedente, a fronte di un risultato ancora negativo per 94.858 euro, in progressivo miglioramento e legato soprattutto agli investimenti effettuati. Il modello è quello dell’accumulo: nessuna cessione rilevante, ma un’espansione costante del patrimonio.
Gli immobili si concentrano in tre città:
- Torino - cinque appartamenti, sei box auto e cinque cantine, con unità di pregio in Piazza Solferino (categoria catastale A1, di lusso) da 8 a 12 vani; l’ultimo acquisto, del settembre 2024, ha un valore di circa 3 milioni di euro, cui si aggiunge un appartamento in zona precollinare ricavato da una ex residenza universitaria riconvertita;
- Follonica (Grosseto) - un ampio ufficio di circa 11,5 vani e un immobile al piano terra (categoria catastale D5, a uso bancario/assicurativo) nella zona pedonale del centro, che genera ricavi significativi per la società;
- Milano - un appartamento, un box interrato di circa 26 mq e una cantina nei pressi di Brera, tra le zone più ricercate della città; l’acquisto è stato perfezionato il 10 luglio 2025, poche settimane dopo la firma con il Milan, rilevando l’immobile dalla V10 srl riconducibile alla famiglia Silva; l’edificio, di costruzione moderna, dispone di terrazze, palestra, piscina olimpionica e spa.