Dai campi di calcio alla postazione di commento, Lele Adani si è riscoperto filosofo del pallone, tra telecronache sopra le righe e un seguito importante su social e TV
C’è chi lo ama e chi non lo sopporta, ma su un punto sono tutti d’accordo: quando parla Lele Adani, è impossibile restare indifferenti. La conferma è arrivata stanotte, quando la sua telecronaca della semifinale mondiale tra Argentina e Inghilterra - vinta 2-1 in rimonta dall’Albiceleste - ha fatto più rumore della partita stessa.
Urla, lacrime e un fiume di citazioni epiche per il suo Messi hanno spinto l’ex difensore fino al terzo posto tra le ricerche su X, diviso tra chi ne applaudiva la passione e chi lanciava una petizione per allontanarlo dal microfono. Un copione che accompagna Adani da tutta la carriera televisiva e che oggi, più che mai, ne definisce la reputazione. Ma quanto guadagna una voce così divisiva?
Chi è Lele Adani? Dal campo alla TV, a suon di calcio
Nato a Correggio il 10 luglio 1974 - ha appena compiuto 52 anni - Daniele Adani, detto Lele, è stato un difensore centrale di 1,83 metri, tecnico e bravo a impostare dal basso più che rapido. Cresciuto nelle giovanili del Modena tra i cadetti, dopo una brevissima parentesi alla Lazio nel 1994 (una sola presenza in Coppa Italia) trova la sua casa a Brescia, dove diventa capitano e conquista la Serie B 1996/97. Nel 1999 il salto di qualità: la Fiorentina di Trapattoni, la prima Champions League contro Arsenal, Barcellona e Manchester United, e la Coppa Italia 2000/01 vinta in finale sul Parma.
Dopo il fallimento viola approda all’Inter (2002-2004), dove firma il celebre gol al 95’ contro la Juventus in semifinale di Coppa Italia, con la maglia “Francesco torna” dedicata a un quindicenne fuggito di casa. È lì che, grazie all’amico Matías Almeyda, nasce la sua venerazione per il calcio sudamericano. Chiuderà tra Brescia, Ascoli, Empoli e la Sammartinese del suo paese, ritirandosi nel 2011: in tutto 454 presenze e 36 reti, oltre a 5 gettoni in Nazionale (su 14 convocazioni), tutti sotto il Trap.
Poi la TV: dopo SportItalia arriva a Sky (2012-2021), dove diventa un culto anche per l’epica lite con Allegri del 28 aprile 2019. Lasciata Sky durante Euro 2020, passa alla RAI (90° minuto, La Domenica Sportiva, seconda voce degli Azzurri), anima la Bobo TV con Vieri, Cassano e Ventola fino alla rottura del 2023 e infine si mette in proprio con Viva El Futbol, il format lanciato con Cassano e Ventola.
Perché sta facendo notizia Lele Adani? Telecronache sopra le righe e filosofismo calcistico
La verità è che Adani divide il pubblico da anni, ben prima del Mondiale. Ai tempi di Sky la sua fu una liaison memorabile con Riccardo Trevisani: telecronache incandescenti, soprattutto in occasione dei match nerazzurri, come il leggendario “la riprende Vecino” di Inter-Tottenham del 18 settembre 2018, che valse alla coppia l’accusa di essere “audio ultrà”. Il registro non è cambiato con l’approdo alla coppia con Alberto Rimedio in RAI, dove Adani segue le Nazionali e soprattutto il suo idolo Lionel Messi, elevato a mito con continui richiami epici e mitologici - da Maradona “riportato in campo” fino a scomodare Einstein.
L’ultimo esempio è andato in scena proprio nella semifinale Argentina-Inghilterra: al gol di Lautaro, servito da Messi, l’ex difensore ha perso quasi la voce sentenziando “È infinita la leggenda di Lionel Messi”, mentre Rimedio provava a “riordinare le idee”. A fine gara, commosso, ha ammesso: “A volte non so nemmeno cosa dico. Sono le lacrime che mi dà il calcio”.
A ciò si aggiungono a volte toni aggressivi, soprattutto nel suo podcast, come lo scontro a distanza con Fabio Caressa: partito dalla frase del collega sulla Norvegia (“se dobbiamo avere paura della Norvegia stiamo a casa”), il duello ha visto - alla prova dei fatti - Adani avere ragione, con l’Italia poi travolta 1-4 a San Siro ed eliminata. Ragione nel merito, ma non nei modi, in questo caso sopra le righe e al limite dell’offensivo.
Quanto guadagna Lele Adani?
Sul fronte economico i contratti televisivi restano quasi sempre riservati, ma qualche punto fermo esiste. Da calciatore, l’ultimo accordo firmato con l’Empoli nel 2007/08 valeva circa 250.000 euro netti a stagione. Il capitolo più ricco arriva però con la TV: ai tempi di Sky, secondo indiscrezioni mai confermate ufficialmente, Adani sarebbe arrivato a percepire intorno ai 600.000 euro a stagione. Una cifra che lui stesso ha indirettamente avvalorato rifiutando la proposta di Roberto Mancini di diventare suo vice all’Inter: pur potendo guadagnare di più, spiegò di non aver “mai fatto una scelta pensando ai soldi”.
Per la RAI il discorso cambia. L’azienda pubblica i compensi lordi superiori a 200.000 euro dei collaboratori con contratto subordinato, e il nome di Adani non compare in quell’elenco. Secondo la stima di calcioefinanza.it, il suo compenso si collocherebbe perciò tra i 100.000 e i 200.000 euro lordi annui: a titolo di riferimento, nel 2019 l’unico volto di Rai Sport oltre quella soglia fu il direttore Auro Bulbarelli, con 202.694 euro lordi.
Resta infine il fronte digitale, il più difficile da quantificare. Già nel 2022 il canale YouTube della Bobo TV veniva stimato attorno ai 45.000 euro di ricavi, mentre per l’attuale Viva El Futbol - distribuito gratuitamente su YouTube e Twitch - non esistono dati pubblici sui guadagni individuali dei tre protagonisti. Come sempre, meglio diffidare da chi sbandiera numeri precisi senza documenti alla mano.