Quanto guadagna chi vince i Mondiali 2026 (e chi perde la finale)

Emanuele Di Baldo

16 Luglio 2026 - 16:36

Il mondiale più ricco e imponente del mondo sta per chiudersi con l’attesissima finale tra Spagna e Argentina. A caccia della storia, quindi, e di un montepremi monstre

Quanto guadagna chi vince i Mondiali 2026 (e chi perde la finale)

C’è un’ultima notte prima che il Mondiale più grande di sempre spenga i riflettori. Domenica 19 luglio, al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, Spagna e Argentina si giocano il titolo più ambito del pianeta: da una parte i campioni del mondo in carica trascinati da Lionel Messi, dall’altra i campioni d’Europa guidati dal predestinato Lamine Yamal. Il presente contro il futuro, il fenomeno di 39 anni contro l’enfant prodige di 19.

Sarà l’atto conclusivo di un torneo imponente, forse troppo - 48 squadre, 104 partite, tre Paesi ospitanti -, e uno degli eventi più visti nella storia dell’umanità: la finale di Qatar 2022 raggiunse circa 1,5 miliardi di persone secondo la FIFA, e per l’edizione nordamericana l’organizzazione stima fino a 6 miliardi di contatti complessivi. Ma sotto i riflettori non c’è solo la gloria eterna: sul piatto c’è anche un montepremi da capogiro, il più alto mai messo in palio. Ecco quanto vale, davvero, alzare la Coppa.

Il montepremi dei Mondiali 2026: ecco quanto guadagna chi vince (e chi perde) la finale

Partiamo dai numeri, perché qui parlano da soli. Il Consiglio FIFA, riunito a Doha nel dicembre 2025, aveva stanziato un fondo iniziale di 727 milioni di dollari; poi, ad aprile 2026 a Vancouver, ha deliberato un incremento del 15% portando il totale a 871 milioni di dollari (circa 764 milioni di euro al cambio odierno di 1,14 dollari per euro), una cifra che sfiora il doppio dei 440 milioni distribuiti a Qatar 2022.

Chi solleverà la Coppa domenica incasserà 50 milioni di dollari (circa 43,9 milioni di euro), il premio più ricco mai assegnato a una nazionale: 8 milioni in più rispetto ai 42 milioni (36,8 milioni di euro) intascati dall’Argentina di Messi tre anni e mezzo fa.

Chi perde la finale non piange comunque: alla finalista sconfitta vanno 33 milioni di dollari (circa 28,9 milioni di euro). Il podio si completa con i 29 milioni della terza classificata e i 27 milioni della quarta, con Francia e Inghilterra a giocarsi il gradino più basso sabato 18 nella finalina. Scendendo lungo il tabellone, i quarti valgono 19 milioni, gli ottavi 15, i sedicesimi 11 e la fase a gironi 9.

A blindare il tutto, un minimo garantito di 12,5 milioni di dollari per ciascuna delle 48 partecipanti: 10 milioni di premio-partecipazione più 2,5 milioni per i costi di preparazione, a prescindere dal risultato in campo. Per capire la portata: il fondo premi vale circa il 6,5% del fatturato del torneo, che la FIFA proietta oltre i 10 miliardi di dollari.

E ai giocatori spetta qualcosa?

Il montepremi FIFA non finisce direttamente nelle tasche dei calciatori: viene versato alle federazioni, che poi decidono quanto girare a giocatori e staff. Ed è qui che entrano in gioco i bonus.

Secondo El Partidazo de Cope, ogni giocatore spagnolo incasserebbe 750.000 euro lordi in caso di trionfo, uno dei premi individuali più alti nel calcio internazionale (soprattutto a livello nazionali), superiore persino a quello riconosciuto dopo il Mondiale vinto in Sudafrica nel 2010. La cifra è coperta dagli stessi premi FIFA: alla RFEF andrebbero 44 milioni di euro per la vittoria, parte dei quali destinati proprio ai bonus, il resto a costi organizzativi e gestione federale. In caso di sconfitta, la federazione spagnola incasserebbe 29 milioni e ogni giocatore 450.000 euro lordi: lo scarto tra alzare la Coppa o restare a mani vuote vale quindi 300.000 euro a testa (cifre al lordo delle tasse).

Ogni federazione, però, fa storia a sé: gli Stati Uniti, eliminati agli ottavi da parte del Belgio, hanno incassato 15 milioni di dollari, l’80% dei quali sarà diviso equamente tra il pool maschile e quello femminile; i giocatori inglesi, invece, devolvono in beneficenza il gettone da 2.000 sterline che spetta loro per ogni presenza in nazionale.

Per le due stelle in campo domenica, comunque, questi premi sono quasi bruscolini, soprattutto per i big. Lionel Messi, secondo le stime di Sportico, guadagna 70 milioni di dollari all’anno (circa 61,4 milioni di euro) solo di sponsorizzazioni, ai quali si aggiungono i 70 milioni del contratto con l’Inter Miami: è il quinto atleta più pagato di sempre, con 1,99 miliardi di dollari (1,75 miliardi di euro) di introiti in carriera. Lamine Yamal, a 19 anni, ha già messo in cascina 33 milioni (circa 29 milioni di euro) dal Barcellona e altri 10 milioni (8,8 milioni di euro) dagli sponsor come Adidas e American Eagle.

Il giro d’affari della finale: quanto vale per diritti TV, biglietti e sponsor

Al di là di squadre e giocatori, la finale è una macchina da soldi. Partiamo dai biglietti: mercoledì sera, su Ticketmaster, il taglio più economico per domenica partiva da 8.900 dollari (circa 7.800 euro) per i posti più alti, mentre le poltrone del primo anello arrivavano fino a 24.000 dollari (oltre 21.000 euro). E se nella fase a gironi i prezzi a quattro cifre avevano lasciato interi settori invenduti fino all’ultimo, per l’atto finale sul mercato secondario restano solo pochissimi tagliandi: è la strategia FIFA per il Mondiale nordamericano, prezzi altissimi fin da subito e flusso di rivendita ridotto al minimo.

Poi ci sono gli sponsor, e qui la finale è un colpo grosso per Adidas: il marchio tedesco veste entrambe le nazionali, in un derby che non si vedeva dal Germania-Argentina del 2014, quando le vendite di prodotti calcistici del brand salirono del 20% a 2,4 miliardi di dollari (2,1 miliardi di euro). La rivale Nike, che pure aveva investito in uno spot stellare con Mbappé e Haaland, dalla finale resta esclusa.

Sullo sfondo, i numeri complessivi del torneo fanno girare la testa: la FIFA prevede 8,9 miliardi di dollari di ricavi nell’anno del Mondiale, di cui 3,925 miliardi solo dai diritti TV (il 44% del totale) e 1,786 miliardi dal marketing. Uno studio FIFA-WTO stima inoltre un output economico globale di 80,1 miliardi di dollari e un contributo al PIL mondiale di 40,9 miliardi, con fino a 6,5 milioni di visitatori. In Italia, dove l’assenza degli Azzurri pesa sul pubblico, la finale è comunque visibile gratis su Rai 1 e in streaming su DAZN (calcio d’inizio alle 21:00).