Quanto guadagna chi vince la Champions League? Il montepremi 2025/2026

Money.it Guide

29 Maggio 2026 - 17:34

Il montepremi della Champions League 2025/2026 ha battuto ogni record: quanto può guadagnare chi vince tra PSG e Arsenal (e quanti soldi hanno fatto le italiane)

Quanto guadagna chi vince la Champions League? Il montepremi 2025/2026
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Quanto guadagna chi vince la Champions League? Anche il montepremi 2025/2026 sarà da record, perché il nuovo format - applicato pure a Europa e Conference League - dopo aver fatto l’esordio lo scorso anno è arrivato ora alla sua seconda edizione, consolidando i numeri monstre della prima.

Rispetto al passato, la Champions League ha blindato un montepremi complessivo da 2,437 miliardi, una cifra che sfiora i 2,5 miliardi e che serve anche ad allontanare definitivamente le sirene della Superlega.

Quest’anno sono state quattro le squadre italiane impegnate nella Champions League 25/26: Napoli, Inter, Atalanta e Juventus.

Mentre il Napoli si è fermato già alla fase campionato e Inter e Juventus sono uscite ai playoff, l’Atalanta ha spinto la propria corsa fino agli ottavi di finale. A contendersi la coppa, invece, saranno Paris Saint-Germain e Arsenal, che sabato 31 maggio si affronteranno nella finale della Puskas Arena di Budapest.

Giusto per far capire quanti soldi è capace di smuovere la Champions League, la finale 2023 che si è svolta a Istanbul portò un contributo stimato in 120 milioni di dollari all’economia locale.

Vediamo allora quanto hanno guadagnato le italiane in Champions, dando uno sguardo a tutti i premi in palio per i 36 club partecipanti in base al nuovo montepremi.

Il montepremi della Champions League 2025/2026

L’edizione 2025/2026 della Champions League resta la più ricca di sempre, con l’Uefa che ha messo sul tavolo un montepremi totale da 2,437 miliardi: dopo i 2,02 miliardi dell’ultima stagione del vecchio formato e i circa 2,5 miliardi del debutto della scorsa annata, la cifra è stata confermata sui suoi massimi storici.

E non finisce qui, perché secondo le stime nelle prossime stagioni il montepremi potrebbe arrivare fino alla fantasmagorica cifra di 3,5 miliardi.

La ricca torta è spartita tra le 36 squadre partecipanti che sono state inserite nel girone unico: come noto le prime otto classificate accedono direttamente agli ottavi di finale, le squadre classificate dal 9° al 24° ai playoff e le restanti invece sono direttamente eliminate, senza la possibilità di poter scivolare in Europa League.

Per capire però quanto potrà guadagnare la squadra che vincerà la Champions League si deve partire da un presupposto: non si può calcolare a inizio stagione la cifra esatta, ma si può soltanto fare una stima.

A prescindere, saranno tanti i soldi da mettere in cassa. Le entrate nette per i club sono ripartite secondo tre voci: il 27,5% (670 milioni) è destinato alle quote di partenza, il 37,5% (914 milioni) ai bonus per i risultati e i passaggi dei turni e il restante 35% (853 milioni) al nuovo pilastro value, che racchiude market pool e ranking storico.

Premi Champions League: i soldi in palio

Ogni squadra che ha preso parte alla Champions League 2025/2026 riceve un gettone di presenza da 18,62 milioni - in crescita rispetto ai 15,64 milioni dell’ultima edizione precedente al nuovo format - suddiviso in un acconto di 17,87 milioni e un saldo di 750.000 euro. È una cifra uguale per tutti e che incide per 670 milioni sul montepremi totale.

Durante le otto partite del girone unico, ogni squadra incassa 2,1 milioni per ogni vittoria e 700.000 euro per ogni pareggio. A questi si aggiunge il bonus legato alla classifica della prima fase: l’importo è diviso in 666 quote uguali dal valore iniziale di 275.000 euro l’una, con l’ultima in graduatoria che ne riceve una sola e la prima che ne incassa 36. Gli importi non distribuiti per i pareggi vengono poi ridistribuiti tra i club in misura proporzionale alla classifica finale. Le prime otto ricevono inoltre altri 2 milioni, mentre dalla 9ª alla 16ª posizione ne arriva uno in più. In totale, per risultati e passaggi dei turni, l’Uefa mette in palio 914 milioni.

Ci sono poi i premi già stabiliti per l’approdo ai vari turni successivi. Ecco quanto incassano le singole squadre in base al loro cammino in Champions.

  • Bonus 9°-16° posto 1 milione
  • Qualificazione ai playoff 1 milione
  • Ottavi di finale 11 milioni
  • Quarti di finale 12,5 milioni
  • Semifinale 15 milioni
  • Finale 18,5 milioni
  • Vincitore 25 milioni (i 18,5 della finale più i 6,5 del trionfo)

A questi si aggiungono i 4 milioni garantiti a ciascuna delle due squadre che disputeranno la Supercoppa Uefa, con un ulteriore milione riservato a chi la conquisterà.

In pratica, il vincitore della Champions League 25/26 può arrivare a incassare oltre 130 milioni considerando tutte le varie voci. Le stime di Calcio e Finanza sono chiare: in caso di trionfo a Budapest, l’Arsenal toccherebbe quota 149,7 milioni e il Paris Saint-Germain 146,8 milioni, partendo rispettivamente dai 124,7 e 121,8 milioni già maturati prima dell’ultimo atto.

Bisogna considerare infatti anche il pilastro value, una torta da 853 milioni che combina il market pool (legato ai diritti televisivi) e il ranking storico dei club. Il pilastro si divide in una parte europea (73%) e una non europea (27%), proporzionali all’esito delle vendite dei diritti tv nei mercati Uefa e nel resto del mondo. La posizione dei club dipende dal coefficiente costruito sulle partecipazioni alle competizioni europee dei cinque anni precedenti - 3 punti per ogni stagione in Champions, 2 in Europa League, 1 in Conference - e dal valore di mercato del Paese; per la parte non europea, invece, il ranking è decennale. In entrambi i casi l’importo è suddiviso in 666 quote, con la prima classificata che ne riceve 36.

Quanto hanno guadagnato le italiane in Champions

Sommando i bottini delle quattro partecipanti, le italiane in Champions League 2025/2026 hanno incassato complessivamente oltre 254 milioni di euro tra premi, diritti tv e bonus legati ai risultati sportivi. Ecco il dettaglio per ciascun club elaborato da Calcio e Finanza, con il conteggio che non tiene conto degli incassi derivanti dal botteghino.

Inter

  • Bonus partecipazione: 18,62 milioni
  • Posizione in classifica: 8,13 milioni
  • Quota europea: 23,37 milioni
  • Quota non europea: 8,65 milioni
  • Bonus risultati: 10,5 milioni
  • Bonus playoff: 1 milione
  • Bonus 9°-16° posto: 1 milione

Totale stimato: 71,27 milioni, dopo l’eliminazione ai playoff contro il Bodø/Glimt, maturata in seguito al decisivo ko dell’andata non ribaltato al ritorno. Rispetto alla scorsa stagione, quando i nerazzurri arrivarono fino alla finale poi persa contro il Psg incassando 136 milioni, il calo è netto: circa 65 milioni in meno, una differenza che non considera nemmeno i mancati incassi del botteghino di San Siro. Sull’impatto a bilancio era intervenuto il presidente Marotta, ai microfoni di Sky Sport prima della sfida col Bodø/Glimt: «Dal punto di vista economico è una cosa importante ma non rilevante. Se dovessimo mancare questo appuntamento è evidente che l’aspetto bilancistico lo andremo a rimediare in corsa, ma non è un problema assolutamente».

Atalanta

  • Bonus partecipazione: 18,62 milioni
  • Posizione in classifica: 6,63 milioni
  • Quota europea: 16,83 milioni
  • Quota non europea: 6,22 milioni
  • Bonus risultati: 9,1 milioni
  • Bonus playoff: 1 milione
  • Bonus 9°-16° posto: 1 milione
  • Bonus ottavi di finale: 11 milioni

Totale stimato: 70,40 milioni, frutto della corsa più lunga tra le italiane. La Dea aveva firmato l’impresa nei playoff, rimontando 4-1 in casa il Borussia Dortmund dopo il ko dell’andata, prima di arrendersi agli ottavi a uno strepitoso Bayern Monaco (6-1 all’andata a Bergamo, 4-1 al ritorno all’Allianz Arena). Una stagione comunque in crescita rispetto ai 65,29 milioni incassati l’anno prima, quando i bergamaschi erano usciti ai playoff contro il Brugge.

Juventus

  • Bonus partecipazione: 18,62 milioni
  • Posizione in classifica: 7,23 milioni
  • Quota europea: 17,76 milioni
  • Quota non europea: 9,34 milioni
  • Bonus risultati: 9,1 milioni
  • Bonus playoff: 1 milione
  • Bonus 9°-16° posto: 1 milione

Totale stimato: 64,05 milioni, dopo l’eliminazione ai playoff contro il Galatasaray. Una rimonta soltanto sfiorata: il 3-0 dei 90 minuti aveva portato la sfida ai supplementari, ma lì sono arrivati i due gol dei turchi - con i bianconeri in dieci - e l’eliminazione. La cifra è vicinissima ai 63,43 milioni della scorsa campagna, chiusa anche allora ai playoff, al tempo contro il Psv.

Napoli

  • Bonus partecipazione: 18,62 milioni
  • Posizione in classifica: 2,11 milioni
  • Quota europea: 14,96 milioni
  • Quota non europea: 7,26 milioni
  • Bonus risultati: 5,6 milioni

Totale stimato: 48,55 milioni, dopo l’uscita di scena già nella fase campionato. In questo caso nessun confronto possibile con l’anno precedente, visto che la squadra di Conte aveva disputato solo il campionato, senza coppe europee.

La coppa dalle grandi orecchie

L’ambito trofeo della Champions League è comunemente chiamato la coppa dalle grandi orecchie per via dei due manici simili a padiglioni auricolari. La forma attuale risale al 1966, quando l’allora segretario Uefa Hans Bangerter la scelse tra le proposte presentate da Hans Stadelmann, specialista di trofei sportivi di Berna. È alta 73,5 centimetri e pesa 7,5 chilogrammi, ma - come abbiamo visto - vale molto più oro di quanto pesi.

Dal 2005 porta incise sul retro i nomi di tutti i club che l’hanno conquistata. Una curiosità: fino al 2008, chi la vinceva tre volte di fila o cinque in totale poteva trattenere l’originale del trofeo. Ad averne uno in bacheca sono Real Madrid, Ajax, Bayern Monaco, Milan (con il quinto titolo nell’edizione 1993/94) e Liverpool.

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