I prezzi dei biglietti sono sempre più alti, ma anche gli incassi. Il Masters 1000 di Roma è tra i più acclamati dell’intero circuito e l’effetto Sinner si fa sentire pure sui costi.
Negli ultimi anni gli Internazionali di Tennis d’Italia hanno fatto un balzo esponenziale in termini di prestigio e consensi. C’entra sicuramente il momento d’oro di Sinner e compagni, ma dietro c’è molto di più. Un torneo che in un ventennio è passato dall’essere una tappa di avvicinamento - nemmeno tra le più attese - al Roland Garros a vero e proprio spot per Roma su due settimane dense di appuntamenti, partite e tanto pubblico.
E pensare che in alcune delle edizioni passate si finiva persino per regalare i ticket, giusto per far riempire gli spalti. Oggi le file d’accesso ai campi del ground sono chilometriche, con l’organizzazione che ha pensato bene di aggiungere ulteriori campi a pagamento (oltre al Centrale) per aumentare gli incassi. Una febbre da tennis che in Italia forse non si era mai vista.
Ma quanto costa l’evento? Tra organizzazione e preparazione, le cifre toccano vette sempre più alte. E in questo i giocatori in campo non rappresentano nemmeno la spesa più elevata, anzi. Un argomento che torna in auge, questo, soprattutto per quel che riguarda i grandi Slam, con Sinner, Sabalenka e tutti i giocatori che chiedono maggiore equità nei prize money.
Ma non è questo il punto. Il budget di Roma 2026 viene ripagato ampiamente dall’indotto generale, che viaggia spedito addirittura verso il miliardo di euro Una cifra che forse non verrà raggiunta quest’anno ma che rappresenta un obiettivo sempre più concreto per le prossime stagioni. Cerchiamo, allora, di fare i conti in tasca agli Internazionali di Tennis d’Italia, abbreviati in IBI da qualche anno.
Internazionali di Tennis 2026 e il capitolo dei biglietti sempre più cari: seguire il tennis è diventato un lusso
La crescita degli Internazionali passa inevitabilmente anche dai biglietti. E qui l’effetto Sinner ha avuto un peso enorme. Per l’edizione 2026 la prevendita è andata a ritmi record già nei primi mesi, dopo che nel 2025 erano stati bruciati quasi 300mila ticket ancora prima dell’inizio del torneo. Il risultato? Roma è ormai tra i Masters 1000 più costosi del circuito, in alcuni casi addirittura il più caro. I prezzi del Centrale fotografano bene il fenomeno: per la finale maschile si parte da 587,90 euro nei distinti, si sale a 729 euro nei premium e si arriva fino a 871 euro nei top. Le tribune oscillano invece tra 664 e oltre 920 euro, mentre le suite hospitality superano anche quota 2mila euro.
E non riguarda solo le finali. Per l’esordio serale di Sinner, nelle scorse edizioni, alcuni biglietti sono arrivati a costare tra 195 e 684 euro, con pacchetti premium da oltre 1.060 euro comprensivi di area hospitality. Persino le semifinali sfondano facilmente il muro dei 400 euro. Certo, esistono ancora soluzioni più accessibili: il ground nei primi giorni parte da circa 7-10 euro e raramente supera i 60. Ma il messaggio è chiaro: assistere ai match di cartello agli Internazionali sta diventando un’esperienza sempre più esclusiva. Una scelta precisa dell’organizzazione, che ha ampliato il Foro Italico da 12 a 20 ettari aggiungendo nuovi campi e circa 7.500 posti extra per aumentare la capacità di spesa del pubblico.
Quanto contano i giocatori sul budget dell’evento?
Per quanto possa sembrare paradossale, i tennisti non rappresentano la voce di spesa principale degli Internazionali d’Italia. Il prize money cresce ogni anno e resta altissimo, ma pesa meno rispetto all’enorme macchina organizzativa del torneo. Nel 2026 il solo montepremi ATP supera gli 8,2 milioni di euro, precisamente 8.235.540 euro, con un incremento superiore al 2% rispetto alla stagione precedente. Il vincitore del singolare maschile porterà a casa 1.007.165 euro, mentre al finalista andranno 535.585 euro. Premi ricchissimi anche per semifinalisti e quarti: rispettivamente 297.550 e 169.375 euro.
Nel femminile l’investimento è cresciuto ancora di più, con un aumento superiore al 20% rispetto all’edizione precedente. La vincitrice incasserà 1.055.285 euro, mentre la finalista supererà i 549mila. Numeri importanti, che però raccontano solo una parte del bilancio.
Secondo le stime relative al torneo, tra fee ATP-WTA, tasse e montepremi si spendono circa 15 milioni di euro, mentre il grosso dei costi si concentra su logistica, personale, produzione tv, infrastrutture, sicurezza, hospitality e marketing. In totale l’organizzazione arriva a muovere tra 45 e 50 milioni di uscite.
È anche per questo che negli ultimi mesi diversi top player hanno iniziato a chiedere una distribuzione più equa dei ricavi nei grandi eventi del tennis mondiale. Le critiche non riguardano direttamente Roma, considerata tra i tornei meglio organizzati del circuito, ma un sistema in cui gli introiti commerciali crescono molto più rapidamente dei prize money distribuiti agli atleti.
Costi e guadagni degli Internazionali: le cifre complessive
Il dato che impressiona davvero, però, è quello degli incassi.
Gli Internazionali d’Italia 2025 hanno sfiorato 80 milioni di fatturato, quasi quattordici volte in più rispetto ai 5,8 milioni registrati nel 2002.
Solo la biglietteria ha generato oltre 35,5 milioni di euro, trascinata da quasi 390mila spettatori paganti. Le sponsorizzazioni valgono ormai circa 25 milioni grazie a 23 partner commerciali, mentre i diritti tv assicurano altri 15 milioni tra Sky e Rai. Il resto arriva da retail, food, hospitality e attività collaterali.
Tolti i costi, il torneo produce utili stimati in almeno 30 milioni di euro a stagione, poi reinvestiti dalla FITP nello sviluppo del movimento. Ed è qui che entra in gioco il famoso miliardo. Perché il valore degli Internazionali non si misura soltanto negli incassi diretti. Secondo le ultime stime, l’impatto economico complessivo sul territorio romano ha ormai raggiunto quota 895 milioni di euro, suddivisi tra 410 milioni diretti, 332 indiretti e 153 di indotto. Numeri che generano oltre 7.100 posti di lavoro e quasi 180 milioni di reddito da lavoro.
L’obiettivo futuro è chiaro: avvicinarsi sempre di più agli Slam. Il Foro Italico continuerà ad ampliarsi, con la copertura del Centrale e circa 2mila posti aggiuntivi previsti entro il 2028. Nel frattempo Roma punta a consolidarsi come il quinto evento più importante del tennis mondiale, sfruttando un movimento che in Italia ha ormai superato i 6,5 milioni di praticanti tra tennis e padel. E se fino a pochi anni fa il torneo faticava a riempire gli spalti, oggi il problema è diventato l’esatto opposto: riuscire a contenere una domanda che continua a crescere più velocemente di qualsiasi previsione.
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