Aggiornamento del 16 ottobre 2026 - Le ipotesi contenute in questo articolo sono ora superate dai tassi ufficiali. Il MEF ha fissato i tassi minimi garantiti: 3,70%, 4,10% e 4,70% per il BTP Valore a cedole trimestrali, cedola unica del 22,25% per il BTP Valore Insieme. Come previsto, non c’è premio fedeltà. Con questi tassi, 5.000 euro rendono 888,13 euro netti nel BTP Valore e 973,44 euro netti nell’Insieme: qui tutti i calcoli lordi e netti.
Siamo alla vigilia dei Comunicati MEF di venerdì 16, nei fatti il preludio al doppio collocamento speciale di ottobre. L’emittente comunicherà in primis i due codici ISIN ordinari, che saranno gli unici data la mancanza del premio fedeltà. A seguire, ed è sicuramente il dato più atteso in assoluto, verranno comunicati i tassi cedolari annui minimi garantiti. Questi andranno confermati a fine collocamento, o eventualmente ritoccati all’insù (come avvenne a marzo ’26 con la 7° serie dei Valore) in base al contesto di mercato. Cioè se da qui a una settimana gli yield saliranno di nuovo, il MEF adeguerà i tassi minimi della vigilia. Li lascerà invariati, invece, se nel frattempo resteranno sugli stessi livelli o dovessero sgonfiarsi.
Intanto, però c’è un altro quesito da sciogliere a monte, cioè tra le tasche dei risparmiatori individuali. Ossia, quanti soldi investire nel BTP Valore o nel BTP Valore Insieme per i prossimi 5 anni?
Il taglio medio a contratto nelle precedenti emissioni
Partiamo dando uno sguardo a quelli che, ad oggi, sono stati i tagli medi risultati alla fine delle precedenti sette emissioni. Vediamo i numeri:
- BTP Valore Gn27 (1° serie): 18.191,090 mln di € raccolti, 654.675 contratti registrati per un taglio medio di 27.786 € a contratto;
- BTP Valore Oct28 (2° serie): 17.190,004 mln di € raccolti grazie ai 641.881 contratti registrati, per un taglio medio a contratto di 26.781 €;
- BTP Valore Mz30 (3° serie): 18.316,424 mln di € raccolti e 656.369 contratti registrati, per un taglio medio di 27.906 €;
- BTP Valore Mg30 (4° serie): 11.226,556 mln di € raccolti e 384.295 contratti registrati, da cui si ricava 29.213 € di taglio medio;
- BTP Più Fb33 (5° serie): 14.905,67 mln di € grazie ai 451.831 contratti registrati, da cui si ricava 32.989,48 € di taglio medio;
- BTP Valore Oct32 (6° serie): 16.572,074 mln di € raccolti e 506.992 contratti registrati, per un taglio medio di 32.687 €;
- BTP Valore Mz32 (7° serie): importo complessivo raccolto di 16.222,584 mln di € per un taglio medio di 31.065 € grazie ai 522.214 contratti registrati.
Non c’è un importo “giusto” da investire nel BTP Valore o BTP Valore Insieme
A grandi linee possiamo dire che il taglio medio sottoscritto alle edizioni passate è stato intorno ai 30mila €, ma è un dato che dice poco o nulla. Ogni portafoglio è una storia a sé, e ogni scelta è da tarare in base alle proprie esigenze, aspettative, lo specifico contesto del singolo investitore.
Ciononostante possiamo dire che ci sono tre circostanze più o meno oggettive su cui basare le proprie strategie operative. La prima è il taglio minimo di sottoscrizione di 1.000 € al di sotto dei quali non si può andare, mentre al rialzo vanno bene tutti i suoi multipli: 2mila €, 3mila €, 10mila €, 80mila €, etc.
La seconda considerazione è la soglia-esenzione, cioè la “franchigia” ISEE fino a 50mila € a nucleo familiare. Cioè lo Stato consente di esentare dal calcolo del patrimonio ai fini ISEE una somma di 50mila € che comprenda tutti i titoli di Stato, buoni e libretti postali. La franchigia non è per singola persona ma per nucleo familiare, e solo la parte eccedente la soglia è conteggiata nel patrimonio mobiliare ai fini ISEE. Questo non è un limite all’investimento in sé, ma solo una considerazione ai fini dei vantaggi fiscali.
Infine c’è la considerazione importantissima del concetto di diversificazione. Tutti i manuali di finanza e gli addetti ai lavori raccomandano sempre di non avere mai tutte le uova in uno stesso paniere. In caso di caduta, la frittata è fatta. Pertanto la prima allocazione da fare a monte è per asset class, poi c’è quella riguardante la sola componente obbligazionaria. Quest’ultima potrebbe seguire vari criteri, come quella basata su duration, emittenti, tipologia. Morale, a grandi linee su uno o entrambi i neo BTP Valore non dovrebbe affluire (al max) più di un quinto del capitale disponibile.
Le future cedole saranno spese o reinvestite?
Infine potremmo fare un’altra considerazione: le cedole saranno spese o reinvestite? La prima opzione non dovrebbe porre tanti problemi, tranne nel caso in cui si sa già a priori qual è la somma futura da spendere. Immaginiamo il caso di due auto in famiglia con 2 RCAuto semestrali, quindi 4 date di pagamento annuo. In tal senso le 4 cedole del Valore ordinario potrebbero contribuire, in tutto o in parte a seconda dei casi, ad alleviare l’esborso assicurativo obbligatorio per Legge.
Nel secondo, invece, dipende dal prodotto: se il neo acquisto è un altro titolo di Stato il taglio medio è di mille euro nominali. Al netto dei grossi importi che generano cedole più o meno sufficienti per comprare uno o più bond a trimestre, poi i coupon andrebbero tenuti fermi fino a costituzione del capitale sufficiente. In tal caso il rischio di spenderli o di “disperderli” nel frattempo è elevato.
Per evitare ciò si potrebbero attivare delle alternative, stando però attenti a contenere al massimo le commissioni di acquisto e/o di gestione del neo prodotto.
Quanti soldi investire nel BTP Valore o nel BTP Valore Insieme per i prossimi 5 anni?
Un’alternativa potrebbe essere quella di acquistare bond a fortissimo sconto sul MOT. Pensiamo al BTP Tf 1,70% 1St51 che prezza sui 54,5 centesimi. Quindi con 550 € circa si compra 1 titolo del valore nominale di 1.000 € a scadenza. In tal caso, però, ci si espone a duration elevatissime, per cui bisogna chiedersi se la scelta è in linea con le esigenze personali e/o la composizione del proprio portafoglio.
Invece un prodotto a zero spese di gestione (ma è non l’unico) potrebbe essere il buono 4 anni risparmiosemplice. Ha un taglio minimo di 50 € e relativi multipli ed è disponibile solo per chi attiva il Piano di Risparmio risparmiosemplice. Il tasso annuo lordo a scadenza è modesto, l’1,25%, che sale all’1,50% con minimo 24 sottoscrizioni periodiche. Il Valore ordinario, per esempio, già da solo stacca 20 cedole in 5 anni.
Ancora, pensiamo al conto deposito (vincolato e non), privo di spese di gestione ma gli interessi tassati al 26% e non al 12,50%. Tuttavia, qui occorre vedere se l’emittente pone o meno dei tagli minimi di ingresso e/o altre condizioni di sottoscrizione. Ad ogni modo oggi i rendimenti annui lordi a scadenza sui timeframe a 1-2-3-4 anni si aggirano tra il 2,5% e il 4%. Non è tantissimo, ma intanto è un’altra forma di reinvestimento che in teoria accrescerebbero lo yield di partenza del neo Valore.
Andando oltre, infine, pensiamo agli acquisti per i profili più “temerari”. A titolo di esempio citiamo i piccoli pacchetti di azioni da tenere in portafoglio per 5-10-20 anni, o l’attivazione (o integrazione) di un PAC, l’acquisto di quote di fondi comuni di investimento, etc. In genere questi prodotti offrono elevatissima plasticità di controvalore impiegabile, a beneficio dei reinvestimenti futuri.
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