Quanti soldi avresti oggi se avessi investito €12.000 in questo BTP nel 2018

Stefano Vozza

12 Maggio 2025 - 15:37

Calcoli finali cu un titolo di Stato sovrano e un ipotetico investimento sul capitale di rischio a parità di durata: performance a confronto

Quanti soldi avresti oggi se avessi investito €12.000 in questo BTP nel 2018

Il ciclo di vita prevede, per sua stessa definizione, una nascita, un periodo di maturazione e una fine. Vale in natura come per molti beni economici, prodotti finanziari inclusi. Per un BTP in particolare la vita utile può dirsi quasi conclusa.

È stato un buon investimento?

Quanto ha reso al lordo, al netto e realmente, ossia tenuto conto dell’inflazione di periodo? Facciamo gli opportuni calcoli a giochi ormai finiti, facendo anche un confronto con il capitale di rischio nello steso timeframe.

Parliamo del BTP con matricola ISIN IT0005327306. Giovedì 15 sarà infatti data di scadenza e il Tesoro provvederà al rimborso del debito nominale sottoscritto maggiorato degli interessi netti dell’ultima cedola.

Dunque, ecco quanto reso realmente in 7 anni €12.000.

Il BTP con cedola fissa e costante all’1,45% annuo lordo

Il Tesoro lo ha emesso il 15 marzo del 2018 con cedola annua lorda all’1,45% e data scadenza il 15/05/2025, per complessivi 15,717 mld di €, di cui 2,587 agli Specialisti. Da marzo a luglio di quell’anno si ebbero 5 aste (10 tranche, 2 ad asta) con differenti importi assegnati di volta in volta. Nello specifico, i prezzi di aggiudicazione e i rispettivi rendimenti lordi esitati furono 99,92 e 1,47%, 101,25 e 1,27%, 100,76 e 1,34%, 94,25 e 2,37%, 94,68 e 2,31%.

Per semplificare al massimo il discorso facciamo una semplicissima media aritmetica (non ponderata per i rispetti importi offerti ad asta) dei 5 prezzi. Ne verrebbe fuori un prezzo medio di aggiudicazione di 98,17 che arbitrariamente immaginiamo sia stato l’unico per tutte le tranches del 2018. Sempre per semplicità immaginiamo anche un’unica data di emissione coincidente con quella di scadenza, e quindi il 15 maggio 2018.

Fatte tutte queste premesse, il rendimento effettivo netto annuo si attesterebbe sull’1,52% circa, mentre quello complessivo sul 10,65%.

Il rendimento reale al netto delle spese e del costo della vita

Quando si parla di rendimenti spesso l’emittente cita il lordo, che è poi quello maggiore in senso assoluto. Tuttavia, alla fine conta il ritorno reale, ossia quello che resta al netto di tasse e le spese di gestione e costo medio della vita nel periodo considerato.

Della ritenuta fiscale del 12,50% sugli interessi lordi ne abbiamo già tenuto conto nei calcoli precedenti. Ad essi poi va sottratta l’imposta di bollo del 2x1.000 (annuo) sul valore del titolo in portafoglio al tempo esatto della rendicontazione.

Le spese di gestione dipendono dall’intermediario finanziario presso il quale si detiene il conto titoli. Esse rimandano essenzialmente al costo del dossier titoli, se oneroso. In genere è di importo fisso/annuo, per cui più prodotti finanziari si possiedono e meno il suo costo incide sul singolo prodotto.

Quanto all’inflazione di periodo, infine, i risultati sono “devastanti” nel senso che danno idea della perdita di potere d’acquisto del capitale in anni di forte inflazione come il ’21-’23. Secondo i calcoli di Rivaluta, l’inflazione nel periodo da maggio 2018 a gennaio 2025 è stata pari al 19,3%.

In altri termini, il ritorno medio annuo reale del BTP matricola IT0005327306 è stato negativo.

Ecco quanto reso realmente in 7 anni € 12.000 sul BTP IT0005327306 e in Borsa

Ora, un conto è il reddito fisso e un altro il capitale di rischio: sono agli antipodi. La specifica è importante per comprendere che non stiamo confrontando due asset simili ma assai differenti. Vediamo comunque come si è comportato un indice su tutti (e a nome di tutti) nei 7 anni in questione.

La candela mensile del Ftse Mib a maggio 2018 è oscillata tra il 21.100 e il 24.500 punti circa, mentre in questi giorni è a ridosso dei 40mila. Ora, anche considerando un sotto range più stretto e pari, per esempio, al low 24mila e all’high 38.500mila, c’è che l’apprezzamento è del 60% lordo circa.

Non c’è confronto, appunto, come dicevamo poco sopra. Magari sarebbe bastato destinare solo 2.000 dei 12.000 euro complessivi di capitale da gestire per ricavarne anche un rendimento medio annuo reale positivo.